Salvezza e questione societaria, per l’Alma Juventus Fano la partita è doppia

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2 gennaio 2017

Il ds del Fano Massimiliano Menegatti e patron Claudio Gabellini

Il ds del Fano Massimiliano Menegatti e patron Claudio Gabellini

Sandro Candelora*

FANO – Scusi, da che parte è il fronte? Laggiù. Anzi, no. Qui. Insomma, lo trova dappertutto. In quali e quante trincee dovrà calarsi l’Alma nell’anno appena iniziato? Contro chi e cosa sarà chiamata a confrontarsi nei prossimi mesi, che si annunciano poco meno che epocali?

Gli scenari di “guerra”, intesa come dura lotta per la sopravvivenza, sono almeno due. L’uno non inferiore per importanza all’altro, al quale a ben guardare è legato a doppio filo. Sarà infatti necessario battagliare per la salvezza sul campo e poi combattere onde garantirsi un futuro credibile nel dopo-Gabellini prossimo venturo.

La squadra è desolatamente confinata in fondo alla classifica e si ha un bel dire che di rado è stata messa sotto dai rivali sul piano del gioco, al contrario finendo più spesso per farsi preferire ai punti. Il calcio, signori, non è un passatempo accademico ed il suo fine ultimo consiste, non dimentichiamolo, nel buttare il pallone in rete. Tutto il resto è noia. Così come appare una chiara menzogna sostenere che basti qualche ritocco per risalire la china. Sciocchezze: in realtà andrebbe cambiato mezzo organico.

La lunga pausa del campionato servirà ora a chiarire le scarse e confuse idee di chi nella stanza dei bottoni dalla scorsa estate in qua ne ha azzeccate davvero poche. La riapertura del mercato, attesa come autentica manna dal cielo, costituirà inoltre una provvidenziale ciambella di salvataggio alla quale aggrapparsi con tutte le forse per tentare di riemergere.  A patto, beninteso, che l’opportunità venga sfruttata a dovere. Vero, in effetti, che manca come il pane una punta di movimento ed avvezza alle ripartenze veloci ma è lampante l’evidenza che si faccia una fatica bestiale per avvicinarsi all’aerea avversaria con la manovra avvolgente e l’inserimento dei centrocampisti. In tal senso, occorrerà trovare laterali di spinta capaci di garantire corsa e propensione al cross (a proposito, ai troppo sacrificati Camilloni e Sassaroli non si poteva concedere una chance, vista l’impalpabilità dei titolari?) non meno che reperire interni dotati di maggiore personalità, vigoria atletica e coraggio nel proporsi.

Sarà altresì essenziale recuperare in fretta il miglior Torta, a conti fatti il più affidabile della batteria di retroguardia. E sperare pure che Andrenacci confermi il buono esibito finora. Con quasi l’intero girone di ritorno davanti, l’impresa si può ancora fare, in definitiva. Guai dunque a rassegnarsi.

Di qui a maggio c’è modo e tempo per scacciare l’incubo sinistro di una retrocessione che infliggerebbe un colpo mortale (e immeritato) all’intera piazza. Per poi, una volta al sicuro e rasserenati, provare a scrivere tutta un’altra storia.

*Opinionista

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