La Vuelle torna da Milano con una calza piena di rimpianti

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3 gennaio 2017

Vuelle-BrindisiPESARO – Sembrava utopistico solo pensarlo alla vigilia, ma anche la sconfitta di Milano si aggiunge alla lunga lista del “Se avessimo vinto con …”. L’ottava su dieci, per una Vuelle che, tolte le partite di Sassari e Cantù, se l’è giocata alla pari praticamente con tutte, anche contro la grande Milano, anche se di grande ieri sera non si è visto molto in casa Armani, che è parsa una squadra con tantissimi problemi da risolvere, con Raduljica che rimane sul parquet con la stessa espressione dei momenti peggiori di Thornton, quella del sono qui ma non è colpa mia, con due playmaker che non hanno in mano la squadra e, pur con le attenuanti dell’assenza di Sanders e Simon, sono stati salvati da Fontecchio e Abass, due giovani italiani che meriterebbero minutaggi ben più ampi.

Milano ha anche parecchi problemi difensivi, manna per una Vuelle che ha bisogno di difese allegre per esprimersi al meglio, di alzare il ritmo del match e di coinvolgere tutti in attacco, cominciando dal Jasaitis del primo quarto, che con tre triple aveva dato il via al 22-10 di inizio partita. L’ennesimo incontro nel quale Pesaro ha avuto anche vantaggi in doppia cifra, prima di subire l’inevitabile rimonta, quella che la porta a giocarsi il tutto per tutto negli ultimi minuti, leitmotiv di una stagione che continua ad essere indecifrabile, perché è chiaro che, se la Consultinvest vista a Milano avesse giocato così sei giorni fa, avrebbe vinto facilmente contro Pistoia. I toscani che comunque ieri sera hanno battuto agevolmente una big come Reggio Emilia, ennesima conferma del livellamento di questo campionato, dove ogni risultato è possibile, per la gioia di chi ama l’equilibrio, meno per chi ama la bella pallacanestro, ma non si può avere tutto dalla vita.

Magari i tifosi pesaresi vorrebbero un rinforzo per la loro Vuelle, quel valore aggiunto che le permetterebbe di vincere i finali in volata, quel giocatore in grado di dare una mano a Jones e Harrow, che il loro lo fanno spesso e volentieri, ma che da soli non sempre riescono a fare pentole e coperchi. Ci vorrebbe una guardia diversa da Thornton, capace di accendersi solo per un paio di minuti, mentre il resto del tempo lo passa a girovagare per il parquet senza un motivo preciso. Ci vorrebbe magari un pivot meno acerbo del nostro Nnoko, soprattutto perché quando il camerunense è costretto a ritornare in panchina gravato di falli, al suo posto deve giocare Zavackas, centro che sta viaggiando a 4 punti e 2 rimbalzi di media e che soprattutto non riesce a contrastare la fisicità del lunghi che gli si presentano davanti ogni settimana. Ci vorrebbe quel qualcosa in più che manca maledettamente a questa Consultinvest, la cui salvezza non passava certamente da Milano, ma che torna dalla Lombardia col solito rammarico di aver gettato al vento l’occasione per svoltare in positivo la stagione, ripensando alle tante palle perse banalmente, ai liberi sbagliati, alla gestione frettolosa degli ultimi possessi, vera cause della sconfitta, perché il dominio milanese a rimbalzo era da mettere in preventivo, come erano prevedibili i problemi di falli, nel tentativo di contenere la maggiore prestanza fisica dell’Armani. Sarebbe bastato poco insomma per espugnare il Mediolanum Forum, ma è quel poco a fare la differenza, quel poco che ormai è chiaro mancare alla Vuelle e, finché la dirigenza biancorossa non ne prenderà coscienza, si rischierà di gettare al vento la possibilità di salvarsi, per una Consultinvest che continua ad essere una bella incompiuta, in attesa di non sappiamo quale evento miracoloso, capace di risollevarla dal penultimo posto. Quattro vittorie su quattordici match disputati, con i se e i ma non si va da nessuna parte, sarebbe ora di incominciare a capirlo.

I PIU’…

Jarrod Jones
Dopo 14 giornate non puoi essere il secondo rimbalzista e il terzo realizzatore del campionato per puro caso e di casuale nel gioco di Jones c’è veramente poco, perché i suoi canestri arrivano grazie a movimenti tecnici ineccepibili, i suoi rimbalzi grazie alla fisicità e al sapiente uso del tagliafuori e, tralasciando la fase difensiva, dove si impegna il giusto, anche a Milano, ha dimostrato tutta la sua classe.

Tiro da tre
14 su 29, con la complicità della difesa milanese, ma è chiaro che molte della possibilità di salvezza della Vuelle passeranno dalla linea dei 6,75. Tiro da tre che spesso è l’unica arma a disposizione di giocatori come Jasaitis, Zavackas e Ceron, ma che non può essere usato come la panacea di tutti i problemi.

Ryan Harrow
Nel finale si esalta, segnando insieme a Jones, tutti gli ultimi punti della Vuelle, ma Harrow è stata una costante positiva per tutti e quaranta i minuti, distribuendo assist e mandando fuori giri, sia Hickman che Cinciarini.

…E I MENO DELLA SFIDA MILANO – PESARO

Rimbalzi
Milano ne cattura praticamente il doppio (41-21), con la Consultinvest che viene surclassata dal lunghi avversari, con Nnoko, Zavackas e Jasaitis incapaci di contrastare tecnicamente e fisicamente i vari Pascolo, Macvan e McLean.

Marcus Thornton
Una fiammata a fine terzo quarto, quella che ti fa ancora più incavolare, perché per i restanti minuti è scesa sul parquet l’ennesima versione impalpabile che ormai abbiamo ben imparato a conoscere.

Landry Nnoko
Va bene l’inesperienza, va bene la differenza di classe con giocatori avvezzi a mille battaglie ma, dopo quattro mesi, vederlo ancora commettere falli con l’anca, nel vano tentativo di contenere l’avversario che gli è andato via, diventa francamente imperdonabile.

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

Una giornata alla fine della regular season, cinque squadre già qualificate per le Final Eight, mentre le ultime tre scaturiranno dai risultati di domenica prossima, con ben otto formazioni che possono ancora sperare di presentarsi a Rimini a metà febbraio. La classifica non mente mai e a vederla con gli occhi di Pesaro non c’è tanto da stare allegri, perché, salvo imprevedibili crisi, a giocarsi la salvezza dovrebbero essere Varese, Cremona e la stessa Vuelle. Infatti con venti punti ci si dovrebbe salvare e sembra improbabile che le squadre attualmente a 12 o 14 punti non vincano, in un intero girone di ritorno, quelle tre o quattro partite che le tirerebbero fuori dai guai, perché nei guai seri c’è sicuramente la Consultinvest, che a forza di giocare col fuoco, rischia di veder bruciare tutto quello che si è faticosamente costruito negli ultimi cinque anni.

Si pensava che Caserta, Pistoia, Brescia e la stessa Capo d’Orlando, prossima avversaria della Vuelle, rimanessero a portata di mano, ma questo campionato è talmente livellato verso il basso, che non si possono fare pronostici, perché regna un tale equilibrio che, per determinare le otto che andranno in Coppa Italia, si devono studiare ben nove pagine di confronti diretti, chiaro sintomo di come le big siano in difficoltà e di come, alle cosiddette piccole, basti veramente poco per aggiudicarsi i due punti, quel famoso poco, di cui la Vuelle è sprovvista.

Domenica arriva Capo d’Orlando, che probabilmente in settimana troverà il sostituto del partente Fitipaldo, emigrato in Turchia, ennesimo “furto con destrezza” compiuto ai danni di una pallacanestro italiana che non può continuare a rimanere nel suo orticello e che deve prendere atto che, se la sua migliore espressione, è la Milano vista ieri sera, non c’è troppo da stare allegri, ma ai tifosi pesaresi i problemi altrui interessano fino a un certo punto, quello che vorrebbero è una Consultinvest in grado finalmente di muovere la classifica, cominciando da domenica prossima, per poi sedersi intorno ad un tavolo e approfittare della pausa di quindici giorni per decidere il da farsi.

“Siamo rimasti in tre, tre briganti e tre somari” cantava tanti anni fa il grande Mimmo Modugno, l’importante è che tra i somari non ci finisca la povera Pesaro, che la faccia da brigante non c’è l’ha e che rischia di finire dietro la lavagna con le orecchie da somaro, a meditare su una lezione mai imparata, con il rischio di venir bocciata il prossimo maggio.

DAGLI ALTRI PARQUET

Milano si conferma prima e allunga sulla concorrenza, grazie alle sconfitte di Venezia, battuta a domicilio da Sassari e di Reggio Emilia, mai in partita a Pistoia. L’unica big a sorridere è Avellino, che si aggiudica il derby con Caserta e sale al secondo posto, mentre Capo d’Orlando stacca il biglietto per le Final Eight, dopo il successo casalingo ottenuto ai danni di Brindisi. Vittorie importanti in chiave Coppa Italia anche quelle conquistate in trasferta da Torino, che passa a Brescia, e da Cantù che sbanca Trento, complice lo 0 su 20 da tre della Dolomiti Energia, mentre Cremona si aggiudica lo spareggio salvezza con Varese e torna pienamente in corsa.

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