La sessuologa parla di Kissenger, “una app al bacio”

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4 gennaio 2017

KissengerDott.ssa Arianna Finocchi*

È vero, dobbiamo ammetterlo, siamo una società che vive sempre più fast, viviamo a velocità elevate, a distanze elevate e se tra conoscenti, amici, parenti aumentano le distanze soprattutto a causa degli impegni lavorativi, questo vale sempre più spesso anche per i partners, che scelgono, per necessità professionali, di viaggiare o vivere in città diverse. Se ne risentono i rapporti di amicizia, figuriamoci quelli coniugali, che mettono a dura prova la sfera  comunicativa in senso stretto e anche la sfera sessuale.

Diciamoci la verità, la sera, quando si rientra a casa si ha il desiderio di un abbraccio, di un bacio, di accoccolarsi col proprio o la propria partner, condividere intimità emotiva e fisica. E se la distanza ce lo impedisce? Se sono troppi i chilometri da fare per poter godere di un contatto con i propri amati? Se si vuole condividere con i propri amici il racconto di una notte, ma essendo lontani, poche righe in un messaggio o quattro chiacchiere veloci non sono sufficienti a rendere l’idea?

La tecnologia corre in nostro soccorso: Kissenger, i.Con sono solo due dei mezzi con cui abbattere questa distanza!

Kissenger (mobile-kiss-messenger) è un dispositivo grazie al quale si possono scambiare effusioni attraverso lo smartphone. Un team di ricercatori ha sviluppato questo dispositivo con l’obiettivo di ripetere la sensazione del contatto trasmettendo l’emozione. Chi volesse dunque baciare l’amato attraverso uno schermo, sembra proprio che possa farlo ora, ma non con la classica faccina cartoonata, non con la solita emoticon, ma con le proprie labbra a contatto con un apparecchio che si applica allo smartphone per trasmettere il bacio a distanza sfruttando, per quanto possibile, il contatto. Un piccolo, morbido materassino in silicone provvisto di sensori è l’”organo artificiale” che cerca di tradurre lo scambio di effusioni in realtà, durante una videochiamata. Una applicazione permette di inviare e ricevere simultaneamente il bacio, ciascuno attraverso il proprio telefonino provvisto di connessione internet. Grazie Ad un sistema basato sul processo di riconoscimento degli oggetti attraverso il tatto, Kissenger cerca di restituire la sensazione fisica del contatto, tradotto in una vibrazione.

Questo curioso “aggeggio” è stato presentato alla conferenza sulla robotica dedicata a “Love & sex with robots” di Londra, teatro di progetti e prototipi che fanno riflettere su come potrebbe evolversi l’erotismo nell’era dell’intelligenza artificiale.

Chi lo considera una sciocchezza superflua si scontra con chi invece lo pensa come una nuova frontiera per il sesso del futuro, che inevitabilmente sta stravolgendo non solo le abitudini, ma anche le menti degli appassionati dell’eros hi-tech. Per ora è un semplice strumento per chi è costretto ad amarsi a distanza ma, questa applicazione potrebbe nelle successive lavorazioni sul prototipo, diventare molto più sofisticata e andare ad accrescere il grande business delle relazioni in rete. Tale trasformazione della realtà virtuale potrebbe renderla sempre più coinvolgente e realistica, con il rischio che alcuni soggetti saranno portati a prediligere questo approccio, al sesso con una persona normale imperfetta. La domanda che ci poniamo è la seguente: le persone inizieranno a desiderare, dei finti partner virtuali? Coloro che tendono ad isolarsi, a vivere le relazioni, in particolare quelle sessuali, dietro ad uno schermo, ne trarranno beneficio, o ulteriore danno?

Non si intende qui stabilire se sia eticamente accettabile avere intimità con i robot, ma si porta alla luce un dato sempre più evidente, la necessità di capire se gli utenti possono davvero stabilire relazioni emotive con i dispositivi, se mai sarà possibile provare attraverso un dispositivo virtuale, le stesse sensazioni scatenate da un bacio reale.

Seguendo questa linea di progresso, l’intimità tra uomini e macchine non potrà che crescere in virtù dell’intelligenza artificiale; si metteranno a punto sistemi per  registrare statistiche legate ai parametri vitali,  pressione sanguigna, frequenza cardiaca, le stesse modificazioni che si hanno quando si bacia in questo caso, o quando si ha un rapporto sessuale, quando si abbraccia qualcuno: a quel punto, viene da chiedersi se ci sarà ancora bisogno di avere una persona dall’altra parte dello smartphone.

Questo, come altri dispositivi, rendono la società sempre più “pornificata, allontanando sistematicamente la sfera sessuale da tutta quella gamma di fantasie che solo una mente relazionale può concepire e di cui può realmente godere.

Per citarne alcuni: la sveglia Wake-Up Vibe che in realtà è un oggetto erotico, le bambole di gomma RealDoll forti sulla piazza e-commerce nel 2000, il Fundawear , la lingérie 2.0 che vibra grazie agli impulsi trasmessi via smartphone (esperimento di casa Durex) o Roxxxy, il primo sexrobot capace d’interazione. 

Gli utenti sembrano sempre più schiavi di una tecnologia che li sta assoggettando al proprio volere, trasformando una fonte di piacere come il sesso in una trappola meccanica che li separa dal mondo reale.

“Ti manderò un bacio con il vento e so che lo sentirai, ti volterai senza vedermi ma io sarò li[…]” scriveva Neruda, questo bacio sembra adesso che possa arrivare davvero!

*Psicologa, Sessuologa, Psicoterapeuta

de.Sidera, chi siamo:

L’associazione di psicologia e sessuologia “de.Sidera” vuole essere uno spazio culturale di discussione di tematiche psico-sessuologiche, un momento per riflettere sulla propria sessualità, per rendersi consapevoli che il piacere, in ogni ambito, è accessibile, basta volerlo.

L’associazione “de.Sidera” è formata da psicologhe e sessuologhe e si occupa inoltre di servizi alla persona attraverso consulenze all’individuo, alla famiglia e alla coppia e fornisce servizi di consulenze ai professionisti.

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