La Vuelle vuole “espugnare” l’Adriatic Arena: domenica arriva Capo d’Orlando

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6 gennaio 2017

2016-12-28-photo-00001204 Adriatic Arena Vuelle tifosiPESARO – Abituati a salvarci all’ultima giornata, lo scorso luglio, al momento della compilazione del calendario, l’occhio era subito andato alla fine della pagina, per vedere chi avrebbe dovuto incontrare la Vuelle e il fato aveva indicato Capo d’Orlando, formazione che si pensava potesse rimanere coinvolta nella lotta per non retrocedere, lotta che si sperava non dovesse più riguardare la Consultinvest, con la famigerata alzata d’asticella, che si intravedeva all’orizzonte.

“Ma vedete com’è il basket”, diceva Aldo Giordani, sport con poche certezze, soprattutto se la differenza tra una vittoria e una sconfitta è determinata da particolari e così ci ritroviamo alla quindicesima giornata, con i siciliani quinti in classifica e già qualificati per le Final Eight e Pesaro al solito penultimo posto, con appena otto punti e una situazione che si fa sempre più complicata, ma la classifica non mente mai e la Betaland ha strameritato i suoi 16 punti, frutto di vittorie importanti, con la stessa Milano che aveva rischiato di lasciarci le penne già alla prima giornata, preludio di quello che sarebbe stato un girone d’andata spettacolare, con i siciliani che, trascinati da Fitipaldo, hanno messo in mostra una bella pallacanestro, con tanti giovani in evidenza e americani in grado di dire la loro.

Così non sarà semplice per la Vuelle ritornare alla vittoria, espugnando un Adriatic Arena che, invece di essere un fortino, si è trasformata in una specie di spauracchio per i giocatori biancorossi, infastiditi, a sentire la società, dai mugugni che arrivano dalle tribune dopo i primi errori, ma ci sono errori buoni e errori cattivi, perché un tiro da tre si può sempre sbagliare, ma non commettere neanche un fallo in quindici minuti è un chiaro segnale di un atteggiamento molle, così come non riuscire ad effettuare tre passaggi di fila e il primo quarto contro Pistoia è stato uno spettacolo indecoroso e ai tempi belli non sarebbero solamente arrivati fischi dalle tribune, ma chiari inviti a tirare fuori gli attributi.

Gli oltre 4.000 fedelissimi, sono un patrimonio da conservare e preservare a lungo e non sono certamente la principale causa del penultimo posto, perché un’Adriatic Arena calda e col pubblico che torni a farsi sentire, sarebbe un valore aggiunto nel girone di ritorno, ma i 4.000 stentano ad immedesimarsi in questa squadra, piena di americani che pensano già al prossimo contratto e di comunitari sul viale del tramonto, aggiungiamoci un allenatore che non sembra entusiasta della situazione creatasi e non si può continuare a dire che tutto va bene, che manca poco per svoltare la situazione. Alle favole non ci crediamo più, ma crediamo che ancora nulla è compromesso e che, mettendo da parte l’orgoglio e chiedendo a tutti i protagonisti un’ulteriore sforzo, si possano ancora vincere quelle cinque o sei partite che dovrebbero garantire la salvezza, per tutto il resto se ne riparlerà la prossima estate.

LA PARTITA DELLA SETTIMANA

CONSULTINVEST PESARO (8 PUNTI) – BETALAND CAPO D’ORLANDO (16 PUNTI)
DOMENICA 8 GENNAIO – ORE 18.15 – ADRIATIC ARENA DI PESARO

L’AVVERSARIA DELLA SETTIMANA

Anche se ha ceduto il suo migliore giocatore – Bruno Fitipaldo, passato al Galatasaray Istanbul – la Betaland rimane una signora formazione, con Drake Diener che, non sarà più l’mvp del campionato, ma continua ad essere un tiratore micidiale (48%da 3), con la temibile ala Dominique Archie (14 punti, 6 rimbalzi) e con due centri tecnici come il croato Delas e il serbo Milenko Tepic. La partenza di Fitipaldo ha promosso in quintetto il 21enne Tommaso Laquintana, playmaker veloce dai buoni fondamentali, in un settore esterni dove trovano ampio spazio l’ungherese Zoran Pelt e il ventenne serbo Stojanovic, per una Capo d’Orlando che non ha paura di lanciare i giovani, che può contare su italiano da 9 punti di media come Antonio Iannuzzi e che è ben allenata da coach Gennaro Di Carlo, alla sua seconda stagione sulla panchina di una Betaland che non vuole smettere di stupire.

IL DUELLO CHIAVE

Simas Jasaitis vs Dominique Archie
Più tecnico il lituano, più atletico l’americano, in un duello dove Jasaitis cercherà di non fare avvicinare al ferro l’avversario, che a sua volta dovrà stare attento alle triple piedi per terra del lituano, giocatore che finalmente sembra sulla strada del pieno recupero fisico.

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

Non è stata proprio la conferenza stampa che ci aspettavamo, quella che mercoledì ha visto Ario Costa e Luciano Amadori fare il punto della situazione in chiave Vuelle. Non lo è stata per due principali motivi: il primo è che non era presente coach Piero Bucchi che, oltre a fare il punto tecnico della sua squadra, avrebbe potuto dire la sua anche sulla decisione di non intervenire sul mercato, scelta che non crediamo renda felice un allenatore che nei cinque anni trascorsi a Brindisi, era abituato diversamente. La seconda è che non c’è stato un vero e proprio mea culpa, una chiara ammissione che siamo penultimi per nostro demerito e potrebbe anche andare peggio. Poi si può discutere su tutto, sulla convinzione che bastino questi giocatori per salvarsi, gli stessi che hanno perso otto degli undici arrivi in volata, chiaro sintomo di una mancanza di un vero leader, si può discutere sulla scelta di spendere tutto ad inizio stagione, senza lasciare da parte un tesoretto per i tempi grami, nell’illusione di una partenza sprint tipo Caserta o Capo d’Orlando, senza avere pronto un piano B in caso di fallimento. Si può discutere sul fatto che questa Consultinvest non sia la più scarsa delle sedici, opinione che condividiamo, almeno per il momento, ma nessuno vieta a Cremona o Varese di andare sul mercato e prendere quel giocatore che faccia veramente la differenza, mentre a Pesaro per vedere una faccia nuova, “si dovrebbe soffocare”. Si può discutere se, perdere sempre con scarti ridotti, invece che prendere un ventello ogni domenica, sia veramente meglio, perché la classifica non tiene conto della differenza canestri generale, ma solo del numero delle vittorie, si può discutere sul “le squadre si fanno in estate”, quando per salvarsi, nelle ultime quattro stagioni, sono stati sempre decisivi gli inserimenti dei vari Daye. Stipcevic, Kinsey, Lydeka e Wright, solo per citarne alcuni.

Si può discutere su tutto, ma non sul sacrosanto diritto del pubblico di dire la sua, anche dopo quattro minuti, perché siamo arrivati al quinto anno consecutivo di sofferenze sportive, cinque anni dove la Vuelle ha vinto solamente 28 partite, sulle 67 disputate all’Adriatic Arena, cinque anni dove le presenze sulle tribune sono aumentate nonostante tutto, cinque anni dove l’affetto non è mai mancato e non crediamo mancherà anche in questo 2017, perché comunque alla Vuelle ci tengono tutti, anche quelli che fischiano al primo errore, perché di errori ne sono stati commessi tanti in questi cinque anni, dalla scelta dei giocatori, alla gestione della squadra, dalla ricerca di nuove risorse economiche, alla difficoltà nel gestirle.

E’ stato un chiarimento a metà, che poteva essere fatto in maniera differente e che non sappiamo se ha convinto tutti coloro che domenica avevano già programmato qualche iniziativa, per dimostrare il proprio dissenso verso la situazione creatasi e la lettera dei fondatori dell’Inferno Biancorosso, racchiude tutta la rabbia e la delusione accumulata dall’estate 2012, punto di svolta nella storia della Vuelle, che, dopo aver raggiunto la semifinale scudetto, ha dovuto ricominciare da capo, con pochi soldi e poche idee, spesso confuse ed infelici, con l’aspetto tecnico spesso passato in secondo piano rispetto a quello economico. Tocca alla squadra adesso, tirare fuori l’orgoglio, per infiammare un pubblico consapevole, che in ogni caso, ci si giocherà tutto nel solito finale punto a punto, la vittoria è spesso la panacea di tutti i mali e in casa, manca da oltre due mesi, sarebbe ora di ricominciare.

LA QUINDICESIMA GIORNATA IN PILLOLE

Turno decisivo per la qualificazione alla Coppa Italia, con una marea di combinazioni possibili che non stiamo qui ad elencare, ma che riempiono nove pagine del Pdf creato dalla Legabasket. Le due sfide principali saranno Sassari-Caserta e Brescia-Pistoia, scontri diretti che spariglieranno la classifica, mentre Torino dovrà vincere a Varese per avere chanches, così come Brindisi, che ospiterà Venezia, più arduo il compito di Trento, impegnata ad Avellino e di Cantù, che ospita la capolista Milano nel posticipo del lunedì sera, a completare la giornata, il testacoda tra Reggio Emilia e Cremona.

I PROSSIMI TURNI DELLA CONSULTINVEST

Domenica 15 gennaio
Pausa

Domenica 22 gennaio – ore 18.15
Germani Basket Brescia – Consultinvest Pesaro

Domenica 29 gennaio – ore 18.15
Consultinvest Pesaro – Fiat Torino

Domenica 6 febbraio – ore 18.15
Consultinvest Pesaro – Red October Cantù

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