Vuelle, Amadori risponde ai tifosi: “Mai parlato di tesoretto”. E Bucchi presenta il match con Capo d’Orlando

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6 gennaio 2017

Vuelle-BrindisiPESARO – Coach Piero Bucchi presenta la partita casalinga della Consultinvest contro la Betaland Capo d’Orlando: “Dobbiamo cercare di fare la nostra partita, sapendo che l’ambiente sarà caldo e movimentato. Noi dobbiamo dare il massimo e non possiamo permetterci distrazioni, pensare a vincere per noi e per il pubblico. A Milano abbiamo giocato una buona partita, e poi devo dire che quest’anno siamo sempre stati bravi a reagire alle sconfitte. Vogliamo regalare a tutti una vittoria in casa, rimanendo determinati e coesi. Thornton ha subito una piccola distorsione, la situazione non sembra preoccupante ma è da valutare da parte dello staff medico”.

Ma è un problema giocare in casa?
“Non so, dovreste chiederlo ai singoli giocatori, penso sia una cosa molto personale: effettivamente giochiamo meglio fuori casa ma non so se c’è una spiegazione a tutto ciò… A parte l’incontro con Pistoia, siamo in un buon periodo di gioco. Abbiamo gettato via i due punti con Brindisi e perso di un soffio a Milano”.

Che squadra è Capo d’Orlando?
“Capo d’Orlando è la vera e propria sorpresa del campionato, Fitipaldo è un ottimo giocatore che li ha messi in ritmo e ha permesso loro di arrivare ad un traguardo storico come le Final Eight di coppa Italia. Ora, anche se lo hanno perso,  giocano molto sciolti e rilassati. Sono in un momento di grande fiducia e tutto gli viene facile ed in tranquillità.
Tornando a noi, ribadisco: ci alleniamo con molto impegno, il vero difetto che abbiamo è non riuscire a mantenere la stessa durezza per quaranta minuti. Non abbiamo grandissima qualità e dobbiamo lavorarci su per migliorare. Ogni giocatore deve trovare dentro di sé le energie mentali necessarie per affrontare una gara intensa e dura come sarà quella di domenica”.

A margine della conferenza stampa, il presidente del Consorzio Pesaro Basket Luciano Amadori è tornato su alcune dichiarazioni, precisando: “Ho preso questo incarico con tutta la passione e l’amore possibile, perché amo questa società e per il fondato rischio che 70 anni della sua gloriosa storia andassero in fumo. Ho messo tutte le mie forze economiche e sopratutto sacrificato famiglia e lavoro per questa causa. Non voglio elencare neppure una cosa di quello che ho fatto in questi anni, mi limito a dire che nessuno di noi ha mai dichiarato di avere un tesoretto…”.

“Concludo tornando per l’ultima volta sulla mia dichiarazione di fine gara con Pistoia deluso dalla squallida prestazione della squadra – il pensiero di Amadori – Quello che ho detto è ciò che ogni dirigente sogna un sostegno ai giocatori per 40 minuti, ma mi rendo conto che forse era fuori luogo considerato il risultato finale. Comunque sono profondamente dispiaciuto e cercherò di portare a termine il mio mandato nel miglior modo possibile”.

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