Consultinvest, un’andata da 10 punti tiene vivissima la corsa salvezza

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9 gennaio 2017

PESARO – Non abbiamo mai fatto voli pindarici e il nostro obiettivo, alla fine del girone d’andata, era quello di chiuderlo con 10 punti all’attivo, punteggio minimo per sperare di rimanere in piena corsa per la salvezza, ci siamo arrivati, ma è il come, che non ci lascia affatto tranquilli. La vittoria di ieri pomeriggio, ha consentito alla Vuelle di fare un passettino in avanti, raggiungendo il terzultimo posto, anche se il successo di Cremona a Reggio Emilia, rischia di alzare l’asticella – quella vera – in un’eventuale tabella salvezza compilata, soprattutto perché la Vanoli ha vinto nettamente e sembra poter risalire rapidamente la china, lasciando a Varese l’ingrato ruolo di ultima in classifica e di squadra con i maggiori problemi da risolvere.

Ma di problemi da risolvere ce ne sono tanti anche in casa Consultinvest, soprattutto se si deciderà di andare avanti con questo roster, quello dove due stranieri non hanno fatto neanche un punto, con una valutazione complessiva di meno due e dove per trovare un vero regista, si rischia di dover ricorrere al giovane Cassese, senza dimenticarsi la mancanza di un tiratore puro e di un cambio all’altezza per Jones.

Quella con Capo d’Orlando è stata la classica partita stagionale della Vuelle, la 13esima su 15 che si risolve negli ultimi tre minuti, mentre nei 37 precedenti si è assistito al solito campionario di scelleratezze tecniche, con tanti tiri arrivati, e fortunatamente segnati, allo scadere dei 24 secondi, con le tante triple aperte sbagliate, con troppi rimbalzi lasciati nelle mani avversarie, con una difesa che, magari non subirà troppi punti, ma che non dà mai l’impressione di poter essere decisiva, anche se poi nel finale, coach Bucchi ha cavalcato il quintetto difensivo, quello con Gazzotti e Ceron, mentre Fields è stato usato per la fase difensiva, con cambi tipo pallamano, ogni volta che il cronometro si fermava, inserendo Harrow per quella offensiva.

Nell’ultimo quarto è salito alla ribalta Marcus Thornton, che a fare il play non ci pensa nemmeno, ma che rimane l’unico esterno con il ventello nelle mani ogni domenica, a patto che gli si consenta di farlo giocare a modo suo, ovvero palla in mano per una decina di secondi, palleggio incrociato per battere l’avversario ed arresto e tiro, cercandolo magari ogni tanto sulla linea dei tre punti e intendiamoci, non siamo dei suoi estimatori, ma avendolo a disposizione, ci sembra sciocco snaturare il suo modo di giocare, soprattutto in una squadra che fatica a segnare 70 punti, con l’opzione naturalmente, di metterlo in panchina quando non riesce a collegarsi al match.

Consultinvest che lotta per aver la meglio su Capo d'Orlando (Foto Filippo Baioni)

Consultinvest che lotta per aver la meglio su Capo d’Orlando (Foto Filippo Baioni)

Nell’ultimo quarto è venuta fuori anche la grinta di Marco Ceron, magari con qualche errore di troppo in fase offensiva, ma in difesa è stato decisivo, con le sue quattro palle recuperate e la voglia di catapultarsi su ogni pallone vagante, anche se alla fine il più continuo è stato il solito Jarrod Jones, non alla sua migliore partita stagionale, ma comunque indispensabile, essendo l’unico capace di segnare dentro l’area, con i suoi movimenti spalle a canestro, anche se a rimbalzo ha fatto stranamente fatica, andando in difficoltà nel contrastare lunghi atipici come Iannuzzi e Tepic.

Si chiude così il girone d’andata, quindici partite dove la Consultinvest ha vinto solo cinque volte, vittorie arrivate sempre con la “complicità” degli avversari, perché forse saremo prevenuti e nostalgici di una pallacanestro che non c’è più, ma sono pochissime le partite dove abbiamo fatto i complimenti agli avversari, mentre sono tantissime quelle dove il rimpianto di aver perso, è stato acuito da quello che si era visto complessivamente sul parquet e, nelle vittorie, c’è sempre stata la sensazione che “per fortuna, anche loro hanno giocato male, sennò, col cavolo, che si riusciva a vincere”.

I PIU’….

Marcus Thornton: Segna i canestri che nessun’altro poteva realizzare, quelli allo scadere con l’uomo addosso, quelli dove serve classe e sangue freddo, anche se conoscendolo, forse è solamente l’incoscienza di infischiarsene delle critiche e di tutto quello che gli accade intorno.

Palle perse e recuperate: Pesaro ne perde solamente nove contro le ventidue dei siciliani, diciotto delle quali provocate dalla difesa pesarese, comprese le due fondamentali nell’ultimo minuto, se l’attacco non gira, devi affidarti alla tua difesa.

Giulio Gazzotti e Marco Ceron: Niente di trascendentale, ma dopo troppe partite passate nell’anonimato, i due italiani della Vuelle riescono a dare il loro contributo, sbattendosi in difesa e trovando anche un paio di triple importanti.

 

….. E I MENO DELLA SFIDA PESARO – CAPO D’ORLANDO

Rimbalzi: Dopo un primo tempo equilibrato – 16 a testa – nella ripresa Pesaro cattura solo 8 rimbalzi – 0 offensivi – contro i 21 degli avversari, subendo l’atipicità di lunghi come Iannuzzi e Tepic.

Tiro da tre: Ancora un misero 25% dalla linea – 6 su 24 – per una Vuelle che senza le triple, non ha troppe possibilità di superare quota 70 punti realizzati.

Simas Jasaitis e Donatas Zavackas: Il primo non riesce più a segnare neanche in rovesciata sulla linea di fondo, il secondo non guarda più neanche il canestro. Il primo ha un contratto che nessun altro si accollerebbe, il secondo invece farebbe comodo a parecchie squadre di serie A2, chi vuole capire …..

 

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

Quante squadre approfitteranno della pausa del campionato per rinforzare il proprio roster? Parecchie crediamo, cominciando da Reggio Emilia, che riprenderà il 40enne Kaukenas, e Trento, che ripartirà da Sutton per inseguire i playoff. Ma la domanda vera è: cosa succederà in casa Vuelle? Si continuerà ad affidarsi agli dei del basket e alle disgrazie altrui, oppure si compiranno quelle due mosse indispensabili per alzare la famigerata asticella? In società hanno deciso di non parlare più, per evitare polemiche, ma l’immobilismo, sia vocale che tecnico, non ci sembra la migliore idea per riappacificarsi con un pubblico che ieri è stato molto vicino alla squadra, dopo aver esposto striscioni polemici, per far capire che la tregua è in atto, ma che a fine stagione, si farà il consuntivo dell’operato di Costa e Cioppi e di un Consorzio che non può rimanere fermo sulle sue posizioni, senza trovare le risorse per intervenire sul mercato.

E se un mese fa, si nutrivano ancora dei dubbi su chi fossero gli indiziati, adesso i due possibili tagli hanno un nome e cognome: Brandon Fields e Donatas Zavackas. La guardia americana è il più modesto dei tre esterni americani, quello che difficilmente ti farà vincere le partite e quello che sta producendo meno. Il centro lituano è passato da essere titolare a panchinaro non di lusso, dato che nelle ultime cinque partite, ha segnato solo nove punti e, in un intero girone, ha realizzato appena sette canestri da due, sui sedici tentati.

Esultanza Consultinvest per la vittoria su Capo D'Orlando (Foto Filippo Baioni)

Esultanza Consultinvest per la vittoria su Capo D’Orlando (Foto Filippo Baioni)

Un americano e un comunitario da cercare, magari non nello stesso ruolo, perché nessuno ci vieta di prendere un lungo americano e un play comunitario, l’importante sarebbe fare chiarezza, quella che è mancata finora, quella che ha fatto affermare alla società che si andrà avanti così, non perché abbiamo la migliore squadra possibile, ma perché non ci sono soldi in cassa, che non è esattamente un’iniezione di fiducia verso il gruppo. E di gruppo è difficile parlare, perché la sensazione è che gli unici a metterci la faccia siano Ceron e Gazzotti, mentre gli americani sono più coinvolti nei playoff Nfl, che nella lotta salvezza della Vuelle, retrocessione che non fa parte nel loro Dna sportivo. Ma anche il duo lituano, più passa il tempo, più sembra un corpo estraneo, relegato fin dal riscaldamento pre partita, in un angolino dai compagni e la sensazione che la loro, sia solo una stagione per tenersi in allenamento prima della pensione sportiva.

E’ il momento insomma di prendere una decisione, perché aspettare altre sconfitte e sfruttare magari la pausa di metà febbraio per inserire qualcuno, ci sembra un azzardo, mancano quattro mesi alla fine del campionato, quattro stipendi da pagare eventualmente ai nuovi arrivati, che non saranno dei fenomeni e che potrebbero avere già giocato in Italia in questa stagione, per risparmiare la tassa di 12.500 € da pagare per il tesseramento, singola operazione che potrebbe costare al massimo venticinquemila euro, considerando tutto, cinquantamila se si decidesse di farne due. I soldi non ci sono? Siamo ad inizio anno, mancano sette partite casalinghe e una Vuelle migliore porterebbe quelle 700-800 persone in più all’Adriatic Arena ogni domenica e visto quello che costa un biglietto per la tribuna (35 euro), si potrebbero già trovare dal botteghino le risorse necessarie, considerando poi che il nuovo anno fiscale, potrebbe convincere qualche azienda ad investire 25.000 euro nel Consorzio, per scaricare la spesa e recuperare l’Iva. Non pretendiamo molto, ma più passa il tempo, più i giocatori decenti scarseggiano, per salvarsi potrebbe non bastare raggiungere quota 20 punti, dovrebbero mancare sei – meglio sette – vittorie per salvarsi, sono sicuri in Via Bertozzini, che questo gruppo sia in grado di conquistarle?

DAGLI ALTRI PARQUET

Definito il tabellone della Coppa Italia, perché il derby di domani sera tra Cantù e Milano, non cambierà le prime otto posizioni, le ultime a staccare il biglietto per Rimini, sono state: Sassari, che si è aggiudicata nettamente lo scontro diretto contro una Caserta in parabola discendente, Brescia che rifila un ventello a Pistoia, sorpassandola in classifica e Brindisi che, pur perdendo al supplementare contro Venezia, si piazza all’ottavo posto in virtù degli scontri diretti favorevoli. Non c’è l’hanno fatta Torino, nonostante la bella vittoria ottenuta dai piemontesi a Varese e Trento, sconfitta al supplementare da Avellino, trascinata da un grande Marques Green, anche se il colpo di giornata lo fa Cremona, che passa d’autorità a Reggio Emilia, approfittando delle tante assenze in casa Grissin Bon.

 

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