Volley: Magri vuole il sesto mandato, Obama gli fa un baffo

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11 gennaio 2017

PESARO – “L’esperienza del passato… al servizio del futuro”. Lo slogan è suggestivo, anzi bello. Altro che “Yes we can”. Lo slogan suggestivo, anzi bello, è la linea guida della candidatura di Carlo Magri alla guida della Fipav, federazione italiana pallavolo. Candidatura alla conferma, perché punta al sesto mandato. Forse è a questa opportunità che deve avere pensato Barack Obama durante il discorso di congedo dalla carica più importante al mondo, la Presidenza degli Stati Uniti d’America.

Forse Obama deve avere pensato a Magri quando, nella notte italiana a McCormick Place, nella sua Chicago, gli è spuntata qualche lacrima.

“Ma come – si sarà chiesto Obama – io non posso restare in carica per più di due mandati e in Italia c’è un certo Carlo Magri che punta al sesto?”.

Yes, il presidente della Fipav più potente del Presidente degli Stati Uniti. Se non sbagliamo i conti, Carlo Magri è stato eletto presidente più o meno quando le tre caravelle al comando di Cristoforo Colombo si staccavano dalla banchina di Palos de la Frontera per andare in… America. Era il 3 agosto 1492 e Magri era già in carica. E non vuole mollare per mettere “L’esperienza del passato… al servizio del futuro”.

Lo confesso: è l’unica volta che rimpiango Matteo Renzi e la sua voglia di rottamazione. Siamo il paese degli incollati alla poltrona, dei dirigenti sportivi più presuntuosi al mondo.

“Con me la pallavolo è cresciuta e penso di avere fatto bene a ricandidarmi”, ha dichiarato, fra l’altro, Magri. Complimenti. Come a dire che in vent’anni non si è trovato e non si trova un’alternativa. Roba da fare sbiancare Kim Jong-un, dittatore nordcoreano.

Il volley è di chi lo pratica e di chi fa tanti sacrifici per diffonderlo, non di chi si fa bello dirigendolo (Foto Eleonora Ioele)

Il volley è di chi lo pratica e di chi fa tanti sacrifici per diffonderlo, non di chi si fa bello dirigendolo (Foto Eleonora Ioele)

In questo contesto leggo con dispiacere che persone del valore di Antonella Del Core e Giacomo Sintini, ma anche del professor Marco Paolini, la storia del volley maschile marchigiano, fanno parte della squadra di un signore che a 76 anni vuole “giocare”ancora a pallavolo.

Domani, a Milano, alle ore 15, organizzato dalla Lega Pallavolo Serie A Femminile, si svolgerà un dibattito tra Magri e Bruno Cattaneo, il suo antagonista alle elezioni di Rimini (26 febbraio 2017), nonché attuale vice presidente Fipav. Come dire… se non è zuppa è pan bagnato.

Non conosco Cattaneo, il suo programma, il suo gruppo. Non posso dare alcun giudizio, al momento. Spero di avere idee più chiare dopo il dibattito di domani, che vedrà protagonisti Valentina Arrighetti, a nome delle giocatrici, e Luciano Pedullà, per gli allenatori.

Una domanda sulla serie A2 ai protagonisti del dibattito della Lega Volley

Mi permetto una domanda a Magri e Cattaneo: Magri vuole una serie A2 femminile a 20 squadre divise in 2 gironi. Lo sa, Magri, che le società – forse tutte – sono contrarie? In base a quale criterio si vuole dare vita a un torneo che abbasserebbe ulteriormente la qualità del campionato senza ridurre i costi sempre più difficili da sostenere da parte di società che non hanno alcun ritorno d’immagine, visto che gli spazi sono tutti occupati dalla serie A1 e solo le pagine locali, ma soprattutto i quotidiani online informano sull’A2? E Cattaneo cosa pensa al riguardo?

All’incontro di Milano sarà presente anche Giancarlo Sorbini, co-presidente della myCicero Volley Pesaro. Magari, con lui e la co-presidente Barbara Rossi parleremo delle elezioni locali, visto che ci risulta che anche Brasili vuole restare sulla poltrona di presidente della Fipav regionale che occupa da una vita.

Ma guarda te se uno deve dare ragione a Matteo Renzi e alla sua voglia di rottamazione, che meriterebbe d’essere applicata soprattutto nel mondo dei dirigenti sportivi, convinti di essere prezioso per lo sport quando invece è lo sport ad essere prezioso per loro.

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