Volley, i tre magnifici Balusch raccontano il viaggio a Olbia al seguito della myCicero: “Una trasferta bellissima. E poi la vittoria”

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12 gennaio 2017

I tre Balusch sulla tribunetta del Geopalace

I tre Balusch sulla tribunetta del Geopalace

OLBIA – Appunti di viaggio, di un viaggio al seguito della myCicero Volley Pesaro, anche se i mezzi di trasporto utilizzati sono stati diversi. Colibrì in minibus da Pesaro a Roma Fiumicino, poi aereo per Olbia. Auto fino a Livorno e nave per Golfo Aranci per i tre tifosi – Mino Calbini, Carlo Giorgiani e Mauro Filippini – e il vostro giornalista.

Domenica, a Olbia, il problema (mica tanto vero, visto quanto si è mangiato) è stato fare colazione al mattino, dopo avere imparato che cinque ragazze, poi diventate sei, sette e addirittura otto, erano state male nella notte. Il resto è stato tutto…

Le dieci colibrì utilizzabili sul taraflex olbiense e sullo sfondo gli striscioni dei tifosi pesaresi

Le dieci colibrì utilizzabili sul taraflex olbiense e sullo sfondo gli striscioni dei tifosi pesaresi

Bellissimo. A parte le ragazze che stavano male. La nostra trasferta è stata un successo, sia per la traversata che dal punto di vista climatico, ma anche dell’alimentazione: è andato tutto benissimo. Abbiano visto prima Porto Rotondo, poi pezzetti di Costa Smeralda, dalla Spiaggia del Principe a Porto Cervo. E la partita… che dire della partita visto che si è vinto 3-0, pure con giocatrici che avevano trascorso la notte a vomitare. Prima dell’inizio, ero preoccupato, molto preoccupato, anche se avevamo parlato con Giulia Carraro e ci aveva confermato che a loro mancavano giocatrici importanti. Eravamo dispiaciuti per Olbia, sinceramente, ma non sapevamo ancora che la nostra era messa peggio” è il racconto di Mauro.

Ho avuto la possibilità di vedere posti bellissimi, oltre alla partita. Non posso che essere contento. Domenica mattina, da casa mi hanno chiesto se stavo bene. Ho risposto: di più” dice Mino.

Mi è piaciuto tutto – racconta Carlo Giorgiani -. Mi sono divertito a rivedere posti che avevo visitato con mia moglie, ed è stato emozionante. A prescindere dalle ragazze che stavano male, la trasferta è stata molto bella. Mi ha fatto piacere rivedere Giulia Carraro, che come tutte le ex colibrì è sempre nel nostro cuore. Per quanto riguarda la partita, prima del via ero molto teso. Mi sono rilassato solo dopo avere visto Alice Santini mettere giù tre palloni uno dietro l’altro e fare un ace. E Kiosi stava andando bene. E così Degradi. Di Ghilardi mi fido ciecamente, quindi… E che dire delle due centrali, Federica Mastrodicasa e Rossella Olivotto, che stavano male, ma hanno dato tutto. Rossella è stata enorme; si vedeva che stava male, ma non si è tirata indietro. E Federica, che aveva una faccia così bianca… Brave tutte, da Di Iulio alle compagne, comprese quelle che hanno giocato pochissimo o sono rimaste in panchina: hanno messo in campo tanta grinta e voglia di tornare a vincere”.

Il pubblico di Olbia era quantificabile in meno di 200 spettatori. A parte un gruppo di bambini che suonavano le trombette, non c’era molto tifo. Come siete stati accolti quando hanno visto bandiere, trombe e megafono?

In realtà, come tifo organizzato, io, Carlo e Mino siamo i tre tifosi che fanno meno tifo. A parte le trombette, non adoperiamo mai il megafono. L’abbiamo fatto a Olbia per farci sentire dalle ragazze…”.

Il problema – interviene Carlo – è che Mauro prende l’iniziativa e parte senza concordare con noi. E’ un passero solitario. Così ognuno andava per i fatti propri e il suono non era in sintonia”.

Il pubblico di Olbia è stato molto gentile, fin dal nostro arrivo al Geopalace – aggiunge Mino – Quando ci vedevano passare con le nostre maglie di tifosi pesaresi, solo sorrisi e saluti”.

Un signore, dirigente di Olbia, si è avvicinato per farci i complimenti – è l’ultima nota sull’accoglienza ricevuta -. Chissà se capiterà di tornare… Magari la prossima volta prenotiamo all’hotel Cala di Volpe, ah ah”.

Beh, ci vorrà qualche mese di pensione per una sera al Cala di Volpe. Mi pare, però, che al Geovillage si stesse bene.

Una piazzetta interna del Geovillage, la struttura che ha ospitato la myCicero e i Balusch

Una piazzetta interna del Geovillage, la struttura che ha ospitato la myCicero e i Balusch

Un posto veramente bello, molto curato, dal giardino alle camere. Siamo stati bene” commentano all’unisono i tre Balusch.

Peccato non fosse presente Luppolo, detto Simone, il tifoso fanese che avrebbe apprezzato la Pietra, birra corsa in vendita nei traghetti di Sardinia e Corsica Ferries.

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