Vandali dentro al bus. Balducci (Adriabus): “Chi vede denunci”

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15 gennaio 2017

BORGO SANTA MARIA – Nuovo atto di vandalismo all’interno di un autobus autosnodato di proprietà dell’Ami S.p.A del gruppo Adriabus, la Circolare Sinistra in servizio tra le località Borgo Santa Maria e Montecchio. I responsabili, al momento ignoti, hanno spaccato un paio di sedili e divelto una botola utilizzata come uscita di sicurezza, oltre ad aver causato altri danni minori comunque tutti ben evidenti (come dalle foto allegate)rilevabili. L’episodio è avvenuto il 13 gennaio scorso, intorno alle ore 18,15 e per l’autista dell’autobus non è stato possibile risalire all’autore dei danneggiamenti, valutati dall’azienda in circa 5 mila euro: il compito di scoprirli spetterà alle forze dell’ordine, alle quali Adriabus si è rivolta per denunciare l’accaduto.

“Si tratta di un episodio becero e insopportabile, non è la prima volta che i vandali colpiscono i nostri mezzi – spiega il presidente Luciano Balducci – Siamo costretti a fare i conti sempre più spesso con comportamenti incomprensibili, che poi hanno un impatto negativo proprio su chi viaggia”. “Chiediamo con forza , – aggiunge – che chi assiste da spettatore a questi atti vandalici oltre a  denunciarli e a fornire degli elementi utili all’individuazione dei responsabili, faccia sentire con forza propria l’indignazione, assieme a tutta la parte sana della comunità”.

“L’ultimo autobus ad essere stato danneggiato – sottolinea il direttore generale dell’azienda Massimo Benedetti – è un mezzo di ultima generazione, relativamente recente”. La nostra flotta “è in fase di rinnovamento e solo nel corso del 2016, Ami ha rinnovato 11 mezzi con un investimento prossimo a un milione e mezzo di euro e circa tre milioni prevediamo di investirli durante il prossimo biennio”. A proposito del ripetersi degli atti vandalici all’interno dei mezzi Adriabus o sulle pensiline di attesa, il direttore generale ricorda che “da anni esiste un rapporto stretto ed efficace con le forze dell’ordine, grazie al quale si è potuto limitare al massimo il numero degli episodi”. Proprio per dare alle autorità un aiuto, è necessario che “i cittadini utilizzino qualsiasi strumento anche tecnologico per fornire utili informazioni e, perché no. a condurre una campagna social a difesa dei beni al servizio di tutti i cittadini”.

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