Emergenza Pronto Soccorso nelle Marche. Pergolesi (M5S) chiede commissione d’inchiesta

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16 gennaio 2017

ANCONA – “I Pronto soccorso marchigiani sono giunti al capolinea. Non passa giorno che sulla stampa locale non compaia una immagine chiara sul loro collasso e sull’impossibilità di rispondere alle necessità della comunità.” Romina Pergolesi, Consigliere regionale 5 Stelle, componente della Commissione Sanità della Regione, punta il dito su una situazione oramai intollerabile. “I marchigiani sono costretti a subire la congestione delle strutture di pronto soccorso, non passa giorno che la cronaca non denunci casi gravi talvolta finiti con decessi.”

“Chiederò l’istituzione di una commissione d’inchiesta – afferma la Pergolesi – che permetta una ricognizione delle reali condizioni dei Pronto Soccorso e soprattutto l’individuazione di eventuali responsabilità presso le aziende sanitarie e/o in Regione, di quanti hanno effettuato scelte o dato disposizioni sbagliate e inadeguate.”

La Pergolesi su questo argomento ha presentato una mozione in Consiglio Regionale che impegna Ceriscioli, che ancora mantiene la delega alla Sanità, a intervenire subito per porre fine alle disfunzioni e garantire quanto prima tempestività e efficacia negli interventi che necessitano di assistenza immediata.

“E’ evidente – prosegue la Pergolesi – che la congestione delle strutture, dovuta soprattutto al taglio indiscriminato delle risorse e del personale, comporta una situazione inaccettabile per i pazienti ma anche per gli operatori sanitari. Questi ultimi, costretti a lavorare in condizioni estreme, rischiano di non poter più garantire la sicurezza dei cittadini, nonostante il loro impegno e la loro grande professionalità.”

E’ ovvio che debbano essere svolte le varie inchieste interne, caso per caso, ogni qualvolta si verifichino episodi gravi come quelli delle ultime settimane. Ma appare altrettanto evidente che la questione va affrontata come problematica strutturale figlia della cosiddetta riorganizzazione del servizio sanitario regionale voluta dal PD, che assomiglia molto più a una demolizione della sanità Pubblica che a una vera riforma.

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