La Vuelle vista a Brescia è una Vuelle da retrocessione. Troppe le criticità irrisolte nell’ambiente biancorosso

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23 gennaio 2017

PESARO – Consoliamoci così: con le disgrazie altrui. Con Varese e Cremona che hanno perso e rimangono due punti dietro alla Vuelle, ma sembra la consolazione dei cornuti. Traditi dalla propria moglie, ma con la consapevolezza di non essere gli unici. Ma il problema è che la Consultinvest vista a Brescia finirà dritta dritta in serie A2 e attenzione, non abbiamo usato il condizionale, ma il futuro semplice, perché semplicemente questa squadra è giunta al capolinea della sua avventura, al di là delle frasi di circostanza che metterà in giro la società in settimana, quelle che “dovremo venirne fuori con le nostre forze” e che “ancora mancano 14 partite e tutto è ancora possibile”.

Ma è possibile che questa squadra riuscirà a segnare più di 70 punti a partita? Ma è possibile giocare senza un playmaker? E’ possibile giocare con delle ali forti come Gazzotti e Zavackas, che dentro l’area colorata non hanno le capacità per segnare? E’ possibile fidarsi ancora del “talento” di Thornton, quello che pensa solo all’America? E’ possibile affidarsi ad una guardia – Fields – che sta tirando col 20% da tre? E soprattutto, se una squadra normale come Brescia, è stata capace di umiliare la Vuelle fin dal primo minuto, cosa accadrà quando arriveranno le partite veramente difficili?

Tutte domande alle quali la dirigenza biancorossa ha il dovere di rispondere il prima possibile, senza nascondersi più, perché rimanere in silenzio significherebbe non avere il rispetto per il proprio pubblico, quello che ancora ha la voglia di farsi 700 km e che si merita un chiarimento sul motivo dell’immobilismo sul mercato della Vuelle.

Le risposte possibili sono tre: In società sanno qualcosa che noi non sappiamo, magari di qualche formazione alle prese con qualche problema economico non risolvibile, che potrebbero impedirle di iscriversi alla serie A l’anno prossimo. Oppure ad avere problemi economici irrisolvibili è proprio la Vuelle, con qualche rata del leasing, preso per pagare il buco lasciato da Siviglia, ancora da onorare e, la conseguente decisione di non sprecare le risorse rimaste, sarebbe una logica conseguenza, anche se ci sarebbe ancora tutto il tempo per cercare nuovi soci da inserire nel Consorzio, perché nell’organigramma societario ci sono delle persone che vengono pagate per questo.

La terza opzione è quella che hanno deciso di affidarsi alla fortuna, nel classico stellone che ha tenuto a galla Pesaro negli ultimi quattro anni, sperando che si riesca in qualche modo a vincere una partita in più di Varese e Cremona.

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Bucchi (Foto Filippo Baioni)

Ma se nessuna delle tre opzioni è veritiera, è allora arrivato il momento delle decisioni difficili, quelle che portano anche alle dimissioni di qualcuno, perché Varese e Cremona ieri sera hanno rischiato di vincere e in ogni caso sembrano in grado di muovere la classifica abbastanza velocemente, mentre la Vuelle è ufficialmente una squadra allo sbando, completamente in balia degli eventi e la brutta sensazione che nessuno sia veramente interessato a quello che accade sul parquet, a partire da coach Bucchi, teatrale in quel fallo tecnico preso sul meno trenta, ma poco coinvolto emotivamente e forse pentito di far parte di un progetto mai nato, dove nessuno sembra volersi assumere le proprie responsabilità.

Sì, perché è arrivato il momento che ognuno si prenda le proprie responsabilità, avendo il coraggio di metterci la faccia in prima persona, senza offendersi per qualche fischio o per qualche contestazione sui social network, le prossime due partite casalinghe – Torino e Cantù – sono assolutamente da vincere e la Vuelle vista ieri sera, non è in grado di farlo.

 

I PIU’…..

Luca Vitali: A Pesaro non è uno dei giocatori più amati, per i suoi trascorsi in maglia Sutor e Virtus, ma 19 assist non si distribuiscono per caso, al di là della complicità della difesa pesarese e Vitali si è confermato ancora una volta il miglior play italiano del campionato.

Jarrod Jones: Magari non è il leader che servirebbe alla Vuelle, ma sulle sue qualità tecniche non c’è tanto da discutere e nel disastro del match contro Brescia, è stato l’unico a non naufragare.

… E I MENO DELLA SFIDA BRESCIA – PESARO

Ryan Harrow: Purtroppo sta peggiorando partita dopo partita, forse perché ormai l’ha data su o forse perché gli avversari non gli concedono più la libertà di inizio campionato. La morale è che ormai non riesce più né ad incidere personalmente, né a coinvolgere i compagni.

Donatas Zavackas: Come può rendersi utile nell’immediato futuro? In nessun modo, temiamo.

Tiro da tre: 8 su 25, solito 30% e solita sensazione che manchi un tiratore puro a questa squadra.

Difesa: Pesaro concede 99 punti alla Germani, che ha tirato col 52% da 2 e col 59% da 3. Che si difenda a uomo o a zona cambia poco e considerando che segnarne 70 continua ad essere complicato, non ci aspetta un futuro roseo.

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

Ti offrono un sacco di giocatori sconosciuti, quelli di cui non nutri troppa fiducia e pensi che sia rischioso farli venire in Italia, senza sapere se si adatteranno subito ad una nuova realtà, poi Caserta ingaggia una vecchia conoscenza come Yakhouba Diawara, che al suo debutto in maglia Pasta Reggia, segna il canestro della vittoria a Reggio Emilia. Giusto per sottolineare come non si pretenda la luna dalla dirigenza biancorossa, perché non crediamo che Diawara sia costato un occhio sulla testa e le qualità del 35enne francese non le scopriamo certamente oggi, ma Diawara dieci giorni fa era ancora libero e per una Vuelle che in quel ruolo ha Zavackas e Gazzotti, sarebbe stato il rinforzo ideale. Perché non è stato preso nemmeno in considerazione? Difficile saperlo. Come è difficile comprendere, come si possa ancora affermare che questa squadra non abbia bisogno di rinforzi. Fino ad un mesetto fa, sarebbe stato più complicato muoversi sul mercato, perché in fin dei conti, Fields qualcosina stava combinando e Zavackas non faceva troppi danni, ma adesso la guardia americana e il lungo lituano sono solo la punta dell’iceberg di una Vuelle, con pochissimi punti fermi, che meriterebbe di essere totalmente rivoluzionata, ma che per forza di cose, potrà permettersi al massimo un paio di cambi.

Sabato pomeriggio, coach Bucchi ha lasciato anzitempo l’allenamento, non sappiamo se per dare un segnale alla squadra o per altri motivi, in ogni caso è palese che Bucchi questa Vuelle non la sente sua, né si sente parte di quel progetto biennale che avrebbe dovuto portare Pesaro fuori dalle sabbie mobili, ma per parlare di progetto, ci dovrebbe essere almeno un presente accettabile e invece c’è la sensazione che, invece di essere ad un punto di partenza, siamo arrivati al capolinea, sia tecnico che logistico.

Come si può uscire da questa situazione? Cospargendosi il capo di ceneri e ammettendo gli errori commessi, convincendo le aziende che ancora tengono alla Vuelle, a tirare fuori i soldini, neanche tantissimi, perché di Diawara ce ne sono ancora tanti in giro e con un paio di innesti c’è ancora la possibilità di salvare la stagione. Ma prima c’è da chiarire la situazione dell’allenatore che, per forza di cose, si trova davanti ad un bivio: o si stanno a sentire le sue indicazioni tecniche e i suoi consigli su chi prendere e su chi tagliare, oppure sarebbe il caso di separarsi consensualmente, perché ribadiamo un concetto più volte espresso in queste ultime settimane: andando avanti così si retrocede, andando avanti con questi dieci giocatori, sono pochissime le speranze di arrivare penultimi, affidarsi ad una squadra in palese confusione tecnica, perché avere come uniche opzioni: dare la palla a Jones o speriamo che il tiro da tre entri, non è vera pallacanestro e non è più tollerabile. Il giocattolo si è rotto dal famoso “noi siamo questi”, affermato ormai più di un mese fa da Piero Bucchi, quando il coach ex Brindisi aveva capito che, senza rinforzi, la retrocessione era dietro l’angolo. L’ha capito Bucchi, l’hanno capito i 4000 tifosi pesaresi, l’hanno capito anche le avversarie, che ormai fanno la corsa su Pesaro per salvarsi, gli unici a non averlo capito, sono i dirigenti della Vuelle, ma avrebbero ancora il tempo per rimediare ai loro errori.

Aspettiamo ancora la famosa conferenza stampa chiarificatrice, quella dove Bucchi, Costa, Cioppi e Amadori, tutti presenti nella stessa stanza, facciano luce su quello che è successo finora e su quello che succederà in futuro, altrimenti domenica prossima l’Adriatic Arena rischia di rimanere vuota o di essere una polveriera pronta ad esplodere.

DAGLI ALTRI PARQUET

Milano conferma la sua imbattibilità casalinga, superando Capo d’Orlando senza troppi problemi, ad inseguire l’Armani rimane solo Venezia, che rifila un ventello a Cantù, mentre Avellino cade a Torino nel posticipo. Reggio Emilia conferma il suo brutto momento di forma, perdendo al supplementare contro Caserta, grazie al buzzer beater di Diawara e la Grissin Bon viene raggiunta al quinto posto da Sassari, che nel finale riesce ad espugnare il parquet di Varese. Nel gruppone a quota 16, si inserisce anche Pistoia, che in una partita dal basso punteggio, supera Cremona, mentre Trento, nell’anticipo del mezzogiorno, aveva sommerso Brindisi, ferma a soli 48 punti realizzati.

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