“Lui è peggio di me”. Un’Alma prigioniera della mediocrità. Il punto di Sandro Candelora

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23 gennaio 2017

Sandro Candelora*

FANO – D’accordo che fin quando c’è vita c’è speranza. Ma qui si stanno rapidamente esaurendo sia l’una che l’altra. E la misura della pazienza è ormai colma da un pezzo. Praticamente sin dall’inizio di questa sciagurata avventura in LegaPro, affrontata all’insegna dell’incosciente allegria che caratterizza una massa di dilettanti lanciati allo sbaraglio. Si è cominciato a sbagliare in partenza e ad errore è seguito errore sempre più grave, in un crescendo delittuoso di parole, opere ed omissioni che hanno finito per spalancare il baratro sotto i piedi dell’Alma.

maxresdefaultNon era infatti necessario essere profeti per prefigurare un futuro di tribolazioni innescate dall’ineffabile coppia messa al comando dell’area tecnica. L’uno, Menegatti, pur con in mano un budget di spesa limitato con cui affrontare il mercato estivo (ma è un alibi che regge solo fino a un certo punto, ché non è scritto da nessuna parte che occorra spendere e spandere per fare le cose con criterio), ha saputo radunare solo giocatori finiti, elementi rotti, scarti di magazzino e bidoni patentati.

L’altro, Cusatis, ha gestito il misero materiale umano messo a sua disposizione in maniera del tutto assurda. A ben guardare l’unica mossa condivisibile del trainer granata è consistita nell’aver dato fiducia all’affidabile Andrenacci in luogo dell’imbarazzante Menegatti portiere (nomen omen, evidentemente).

Il resto è stato un esecrabile rosario di comportamenti senza capo né coda, quando non apertamente autolesionistici. Come l’ostinarsi a praticare una manovra stucchevole, fatta solo di passaggi in orizzontale (il più delle volte sbagliati), dimenticando per principio che il calcio per essere incisivo deve svilupparsi in profondità, aggredendo l’area avversaria con inserimenti e penetrazioni. O come il continuare ad insistere su Cazzola e Lanini (inguardabile l’uno, ectoplasmatico l’altro) quali cursori di fascia destra, trascurando del tutto il promettente Camilloni. E vogliamo forse dimenticare la ‘perla’ di aver sbrigativamente accantonando Borrelli (l’unico capace di dare del tu alla palla e a spezzare con la creatività l’inconcludenza generale) a favore di un Gabbianelli che finisce puntualmente per restare irretito nei suoi stessi dribbling? O il non avere saputo trasmettere la benché minima cattiveria agonistica, che dovrebbe essere invece il pane quotidiano di chi lotta per sopravvivere? L’elenco degli orrori potrebbe continuare a lungo ma non servirebbe a indicare una via utile per uscire da una spirale che si va facendo catastrofica. Sta al Komandante intervenire. A chi non ammette critiche e quindi non vuole sentire ragione di aver ancora una volta sbagliato goffamente nello scegliere le persone giuste da mettere nei ruoli di responsabilità. Saprà finalmente fare un esame di coscienza coerente? E decidere di conseguenza, prima che sia davvero troppo tardi? Perché le partite si possono anche perdere. Ma la dignità proprio no. A nessun costo.

*Opinionista Alma Juventus Fano per Pu24

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