Un anno senza Giulio Regeni: mercoledì il gruppo Amnesty International di Pesaro ricorda lo studente scomparso in Egitto

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23 gennaio 2017

PESARO – Il gruppo Amnesty International di Pesaro invita la cittadinanza ad una testimonianza silenziosa e luminosa per ricordare Giulio Regeni ad un anno dalla scomparsa

Giulio Regeni era un cittadino italiano e uno studente di dottorato presso l’Università di Cambridge, nel Regno Unito. Stava conducendo una ricerca sui sindacati indipendenti in Egitto nel periodo successivo al 2011, quando finì il governo di Hosni Mubarak. Era al Cairo per svolgere la sua ricerca quando, il 25 gennaio 2016, il quinto anniversario della “Rivoluzione del 25 gennaio”, è scomparso. Il suo corpo, con evidenti segni di tortura, è stato ritrovato nove giorni dopo, il 3 febbraio, in un fosso ai bordi dell’autostrada Cairo-Alessandria. Da allora è partita una grande campagna e migliaia di persone, enti, scuole, media hanno esposto striscioni con la richiesta di verità per Giulio Regeni.

16143133_730985230383294_2292554675213201035_nLa brutale uccisione di Giulio Regeni ha scioccato il mondo, ma ha anche acceso i riflettori sul metodo delle sparizioni forzate praticato oggi in maniera sistematica in Egitto e che i ricercatori di Amnesty International hanno documentato attraverso fatti e testimonianze. Il quadro che ne risulta è allarmante: in media tre quattro persone al giorno sono vittime di sparizioni forzate nel paese. Una strategia mirata e spietata diretta dall’Agenzia per la sicurezza nazionale che risponde al ministro degli interni egiziano Magdy Abd el-Ghaffar.  Amnesty International continua a chiedere #veritàpergiulioregeni.

Paola e Claudio, i genitori di Giulio Regeni, non si sono mai arresi alle menzogne, alle verità di comodo e “ambulanti” che nei mesi si sono susseguite sulla vicenda che ha strappato loro con violenza l’affetto del figlio.

Amnesty International invita quindi tutti, in particolare il mondo della scuola ,ad attivarsi mercoledì 25 gennaio, per un momento di riflessione e testimonianza. Piazzale Miccichè è stato scelto proprio perché Giulio era un ricercatore universitario, una persona di cultura, ed allora vogliamo ricordarlo di fronte al Liceo Mamiani. Erano le 19.41 quando Giulio venne “arrestato”: Per quell’ora accenderemo quindi le nostre fiaccole e ricorderemo Giulio, raccogliendo anche le firme sull’appello di Amnesty International al governo egiziano, perché non cessi di condurre indagini e possa far luce sulla vicenda.

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