Tutti i miei amori: la rubrica delle sessuologhe di De.Sidera

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26 gennaio 2017

PoliamoreDott.ssa Arianna Finocchi*

La parola Amore può avere mille sfaccettature, a partire dall’amore per il partner, per la propria famiglia, per una persona amica, per un animale, per un figlio; ma la stessa parola, quando parliamo di investimento su di un partner, può essere declinata al plurale?

Chi pratica il “Poliamore” dice di si!

Il Poliamore è la posizione filosofica che ammette la possibilità che una persona abbia più relazioni intime, siano esse sentimentali e/o sessuali, contemporaneamente e nel pieno consenso di tutti i partner coinvolti, in opposizione al postulato della monogamia sociale come norma necessaria.

La relazione poliamorosa è basata sul consenso delle parti coinvolte, che devono essere informate del contesto relazionale in cui si trovano inserite, dato che l’idea di relazione poliamorosa non implica le relazioni caratterizzate da clandestinità, come quelle adultere. Il consenso implica una necessità di comunicazione di tipo assolutamente trasparente tra i partner e un rispetto dei sentimenti di ognuno.

Fin dai primi anni dell’infanzia e, seguendo il modello della famiglia tradizionale in cui la maggior parte di noi è inserito, impariamo che il modello sociale, sentimentale e sessuale è quello monogamico: due partners che sono generalmente i due genitori, dai quali appunto si inizia ben presto a capire come sia formata una coppia; la visione poliamo rosa della relazione rivendica il diritto di poter scegliere una seconda strada rispetto a quella della monogamia sociale e sessuale come modus vivendi, contempla e trova assolutamente plausibile la possibilità di affidare non solo il proprio corpo, ma appunto anche il proprio cuore, a più partner, che siano scelti liberamente e consapevoli della scelta che la persona che li frequenta ha fatto rispetto alla propria vita sentimentale e sessuale.
Abbiamo parlato di diverse forme di pratiche sessuali nel corso di questo anno, ma forse questa è la prima volta che ci troviamo a parlare di pluri-investimenti sentimentali. Non è comunque finita qui perché ci sono delle sottocategorie della scelta poliamorosa, differenti modi di concepire la scelta.

La polifedeltà, in cui le relazioni sentimentali e sessuali sono ristrette a un particolare gruppo di partner. Le relazioni secondarie, in cui sono presenti tipi di relazioni diverse, quelle primarie e quelle secondarie appunto, come ad esempio, essere sposati o accompagnati e vivere queste due relazioni come: matrimonio aperto e coppia aperta. La poligamia (poliginia, poliandria e loro combinazioni), in cui una persona sposa più coniugi (che possono eventualmente avere a loro volta altre relazioni poliamorose). La relazione di gruppoo ilmatrimonio di gruppo, in cui tutti i membri di un gruppo si considerano ugualmente legati gli uni agli altri.

Reti di relazioni in cui una particolare persona può avere relazioni di vari gradi di importanza con diverse persone, tutte d’accordo sull’«amicizia senza frontiere». Relazioni in cui un partner è monogamo, ma accetta che l’altro abbia altre relazioni.

Alcune persone, pur intrattenendo una relazione sessuale strettamente monogama, possono autodefinirsi poliamorose qualora si sentano emotivamente legate a più persone: una sorta di amore platonico!

Le relazioni poliamorose includono un legame sentimentale per cui non dobbiamo dimenticare che esse sottostanno a valori quali la fedeltà, la lealtà, l’onestà e il rispetto.

Diversamente da quello che molti pensano, nel poliamore questi valori sono fondamentali per il benessere della coppia, delle coppie, per poter portare avanti le relazioni che si intendono instaurare con le persone che si amano. Tutto ciò vuol dire essere fedeli a un preciso accordo, tradire è venir meno a quel preciso accordo. Per quanto riguarda i poliamoristi invece il “patto” è appunto poliamoroso, e allora in quel caso cosa si intende per fedeltà? O meglio per “polifedeltà”? Non parliamo propriamente di l’esclusività sessuale, ma di rispetto per le promesse e gli accordi fatti all’interno della relazione. Una eventuale relazione sessuale tenuta segreta al/ai partner sarebbe considerata quindi una violazione di questi accordi e di conseguenza sarà un tradimento. L’esclusività sessuale, è sostituita da valori quali la fiducia, l’onestà, l’apertura verso i propri partner, e il mantenimento degli impegni presi con essi, l’idea di invecchiare insieme.

La maggior parte dei poliamorosi pone l’accento sul rispetto verso tutti i partner. Evitare di dare certe informazioni è solitamente mal visto, poiché indica che i partner non si sentono in grado di gestire la verità; i partner del proprio partner dovrebbero infatti essere accettati e non solamente tollerati (ecco il motivo della necessità di una vera consapevolezza di sé e degli altri e di una sana educazione all’amore libero come solida base di partenza).

E come la mettiamo però con la gelosia? Come riuscire a gestire talune informazioni, tal altre verità?

Clausole di questo tipo di relazioni è il “non-possesso”: io ti amo e se ti amo non ti possiedo. La possessività che può anche essere presente come pulsione verso ‘altro o gli altri, va gestita, incanalata nelle giuste direzioni, costruttive, attraverso un lavoro di consapevolezza di sé e degli altri, una possibilità, punto da cui partire per lavorare su di sé, migliorarsi e migliorare nelle relazioni. La possessività, come il possesso, mina la stabilità di un rapporto, tende ad inaridire e annientare gli individui coinvolti anziché arricchirli: anche per questo all’esclusività il poliamore oppone il valore dell’inclusività, alla gelosia quello della “compersione” che viene definita come lo stato empatico di gioia vicariante per la felicità di una persona amata, la quale può trarre la propria gioia dalla relazione amorosa con un terzo soggetto.

Dunque io amo te, tu ami me, ma ami anche un’altra persona, che a sua volta ti ama e ti rende felice, per questo la mia gioia è vedere te felice.

Concetto certamente interessante e valori semplici ma essenziali, rispettabili.

Quanti ne sarebbero capaci? Quanto difficile sarebbe incanalare la gelosia, il desiderio di esclusività, la necessità di essere gli unici per l’altro? Non è sicuramente questa una scelta facile, o meglio, è questa una scelta? O una tendenza individuale? Possibile trovarsi innamorati di più persone senza esserlo mai stati prima? Può una persona sinceramente desiderosa di esternare sentimenti positivi e costruttivi essere priva della maturità per gestire un unico contatto troppo profondo? Può non riuscire ad affrontare davvero la prospettiva di un legame?

Sono questi quesiti difficili da risolvere, d’altro canto un monogamo potrebbe mai comprendere le ragioni che ci sono dietro un modo di vivere i sentimenti così diverso dal proprio e da quello che si è sempre vissuto?

Proviamo a pensare quanto sentimento c’è dietro una o più delle nostre relazioni d’amicizia, proviamo a pensare solo qualche istante di dover necessariamente operare una scelta tra di esse….potremmo mai? Chissà, a questo punto se un po’, questo poliamore cominciamo a capirlo!!!

*De.Sidera

de.Sidera, chi siamo:

L’associazione di psicologia e sessuologia “de.Sidera” vuole essere uno spazio culturale di discussione di tematiche psico-sessuologiche, un momento per riflettere sulla propria sessualità, per rendersi consapevoli che il piacere, in ogni ambito, è accessibile, basta volerlo.

L’associazione “de.Sidera” è formata da psicologhe e sessuologhe e si occupa inoltre di servizi alla persona attraverso consulenze all’individuo, alla famiglia e alla coppia e fornisce servizi di consulenze ai professionisti.

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