Pesaro Rugby, il ritorno di Pozzi otto mesi dopo la rottura del ginocchio

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27 gennaio 2017

PESARO – La Paspa Pesaro Rugby ha all’orizzonte un’altra domenica senza mete, mischie o placcaggi. La Poule Retrocessione è stata ulteriormente rimandata (si comincia il 12 febbraio), ma la squadra di Ernesto Ballarini non se ne sta con le mani in mano.

Ieri il ritmo-partita è stato mantenuto alto nell’amichevole a Jesi con un allenamento congiunto alla squadra che milita in serie B. Un’abitudine che in questo inverno sta abbattendo i campanilismi visti i precedenti due allenamenti congiunti con Fano.

“Allenamenti proficui che ci aiutano nella difficoltà di gestire un’inattività che ci sta portando a giocare una partita al mese – racconta il vice-allenatore e prima linea Andrea Pozzi – Dalla vittoria sul Gran Sasso del 18 dicembre, alla partita del 15 gennaio con la Primavera, torneremo a giocare il 12 febbraio. Praticamente tre partite in tre mesi”.

Pozzi è forse uno di quelli che più di altri può beneficiare della sosta prolungata: “Sono tornato in campo per uno scampolo di gara contro la Primavera e devo dire che il ginocchio sta rispondendo bene dopo la riabilitazione. Non giocavo da otto mesi, ovvero dalla finale che ci ha consegnato la serie A. Però ci serve la partita per vagliare al meglio la crescita di condizione. Anche con la Primavera, a dispetto della sconfitta, abbiamo fatto vedere cose interessanti che avrebbero avuto bisogno di una partita che gli desse seguito”.

Andrea Pozzi nel giorno del rientro con la PrimaveraTornato in campo duecento giorni dopo la rottura dei crociati, Pozzi ha trascorso 9 gare dalla prima fase e una di ritorno in mischia: “Due situazioni molto diverse che in questi due anni ho imparato a conciliare – spiega – Quando sei a bordo campo, devi essere rapido ad analizzare i problemi e tramutare quello che vedi in indicazioni istantanee. Sul campo, di tempo per ragionare ce n’è meno, ma l’esperienza ti insegna a trasferire più velocemente possibile ai tuoi compagni la giusta carica e la giusta predisposizione alla lotta che serve in ogni frangente”.

Per la Paspa è una sosta con pro e contro: “Da un lato ci aiuta a curare al meglio situazioni fisiche delicate (vedi Jashitashvili e Del Bianco) – analizza – Dall’altro sappiamo che quando ricominceremo a giocare sarà un tour de force durissimo. Prolungando questa sosta, è lecito attendersi 8-9 partite di fila. Che è un ritmo ravvicinato difficilmente gestibile per chi è in Eccellenza, figurarci in un semi-professionismo come il nostro. Stiamo già lavorando su un turnover ragionato che ci permetta di essere al massimo in tutte le battaglie. Perché non possiamo arrivare all’ultimo mese con gente spremuta che non sta in piedi”

Domenica i turni di recupero decreteranno chi fra Benevento e Capitolina sarà la sesta avversaria della Poule Retrocessione. Preferenze? “Assolutamente no – dice Pozzi – Noi non siamo una squadra che può fare calcoli, siamo una squadra che sa solo che da ora in avanti ogni minuto sarà decisivo. Se lo si sbaglia non si torna indietro, ma si deve dare tutto per rimediare”

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