Un welfare pesarese con spalle sempre più larghe. Ricci e Mengucci: “Puntiamo su risorse europee, sinergie tra Comuni, collaborazioni pubblico-privato”

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27 gennaio 2017

PESARO – Ieri (26 gennaio) al convegno “Impegno sul sociale, report di metà mandato”, al salone nobile di palazzo Gradari, alla presenza di rappresentanti di associazioni, enti, mondo della cooperazione che ogni giorno lavorano nel welfare si è tracciato un bilancio dei risultati raggiunti nei due anni e mezzo di lavoro, dall’inizio del mandato amministrativo. E’ stata anche l’occasione per illustrate le strategie future di un territorio che fatto della sinergia pubblico-privata, a sostegno del welfare, il suo punto di forza.

A moderare l’incontro Roberto Drago coordinatore dell’Ambito Territoriale Sociale n1.

Sara Mengucci, assessore alla Solidarietà del comune di Pesaro ha introdotto gli argomenti dell’appuntamento.

Interverranno diverse persone proprio per sottolineare il lavoro di squadra e le progettualità messe in campo. Da parte del comune di Pesaro e di tanti attori fondamentali per la realizzazione dei progetti. Per citarne alcuni associazioni, cooperazione sociale, volontariato, Asur, Centro per l’impiego, l’Erap, numerosi soggetti e realtà.” “In merito alla riorganizzazione dei servizi – ha sottolineato Sara Mengucci – abbiamo la possibilità di risorse stabili per la continuità degli interventi nel welfare, nei prossimi tre anni. Questo grazie alle progettualità del PON, il Programma Operativo Nazionale (575 mila euro in tre anni in tirocini e tutoraggio, assunzione a tempo determinato di assistenti sociali ed interventi socio – educativi) e del POR, quello regionale. Quest’ultimo porta quasi 1 milione di euro in due anni mezzo, per sportelli sociali penso per esempio al centro antiviolenza, al Passaparola. Poi abbiamo finanziamenti su tutoraggio, inserimento lavorativo, strategici perché il mondo del lavoro è in crisi. E ancora finanziamenti su attività e ad azioni tra cui assistenza educativa e sostegno alle funzioni genitoriali per esempio il Centro per le Famiglie. Questo anche grazie anche all’ufficio Opportunità e Sviluppo, che è riuscito ad intercettare fondi europei e al lavoro sinergico  tra Comune e Ambito Sociale e Territoriale.”

Roberto Drago, Sara Mengucci e Matteo Ricci durante il convegno

Roberto Drago, Sara Mengucci e Matteo Ricci durante il convegno

“C’è stato – ha concluso l’assessore Mengucci –  un modello di concertazione e un lavoro prezioso per ogni tematica: nuove povertà, politiche abitative, povertà estrema, integrazione socio-sanitaria. Infine lavoro di squadra anche per la gestione dell’immigrazione. Tra i compiti dell’Amministrazione la tutela delle fasce deboli.”

Lorena Mombello direttore del distretto sanitario di Pesaro ha poi parlato della costituzione dell’unità operativa sociale e sanitaria introdotta da normativa regionale, che sviluppa  appunto l’integrazione del sistema sanitario con quello socio assistenziale. Le assistenti sociali Ida Marinelli, Francesca Morosini hanno descritto rispettivamente il progetto di servizio sociale territoriale e quello di accompagnamento del minore nei nuclei familiari in difficoltà.

  

Un quadro sociale ed economico fortemente cambiato

Il sindaco Matteo Ricci è poi intervenuto delineando il difficile contesto, profondamente cambiato negli anni, entro il quale agisce il nostro sistema di protezione sociale, le opportunità della rete e dei bacini omogeni per l’erogazione servizi e dei fondi europei per intercettare finanziamenti.

“Pesaro oggi è una città diversa da quella in cui è nato, negli anni 80, il nostro modello di welfare. È più povera e con meno lavoro. Anche se siamo molto sopra la media nazionale, il nostro tasso di disoccupazione è dell’8 e mezzo %, prima era dell’1 e mezzo%. E’ un salto in termini di bisogni reali e psicologici enormi. La situazione è molto cambiata. La crisi ha colpito proprio la manifattura, strategica nel nostro territorio. Per questo stiamo cercando di ristrutturare la nostra economia, creando posti di lavoro in settori prima marginali come il turismo. Altro elemento che ci ha indebolito è stata la vicenda di Banca delle Marche che oltre ha colpire i risparmiatori ha ridotto all’osso la possibilità di erogazione della Fondazione Cassa di Risparmio. Che ha contribuito molto alle attività sociali e culturali “.

A opinione di Matteo Ricci l’abbinata di questi fattori avrebbe prodotto una crisi molto profonda nonostante la quale si è riusciti a mantenere la rete di protezione sociale e i servizi.

 

Il futuro: la rete, le risorse euopee e i bacini omogenei per la gestione dei servizi

“Anche quest’anno nel nostro bilancio non c’è un servizio sul sociale che viene pesantemente tagliato”. Così ha continuato Matteo Ricci che ha poi spiegato: “Oggi dobbiamo cecare le risorse dove ci sono. Per questo il nostro ufficio Opportunità e Sviluppo, per intercettare fondi europee grazie alla nostra progettualità destinati alle politiche del welfare. Altra questione. L’Ambito Sociale (comuni di Pesaro, Gradara, Gabicce Mare, Mombaroccio, Montelabbate, Pesaro, Tavullia, Vallefoglia) che  funziona.

“Inoltre  – ha aggiunto Ricci – è importante lavorare insieme, che è nel nostro DNA, rafforzare sempre più la collaborazione tra pubblica amminstrazione e privato sociale, come fatto sulla povertà estrema grazie alla Caritas ed altre associazioni. Quindi fare crescere la rete, grazie a forme di volontariato come avvenuto per la gestione dei profughi. Da subito abbiamo scelto di distribuirli sul territorio. E la strategia ha funzionato. Non abbiamo le tensioni che ci sono da altre parti d’Italia”

Noi abbiamo una straordinaria rete, siamo la città di Don Gaudiano dovremmo organizzare ogni anno un appuntamento per raccontare le buone pratiche di welfare di Pesaro.” Sono poi intervenuti sui tirocini di inclusione sociale Giancarlo Faillaci del presidio Formazione e Servizi per l’Impiego Pesaro e Urbino e per il comune di Pesaro Mirella Simoncelli dirigente del servizio Politiche Sociali che ha parlato del progetto SPRAR e Valter Chiani, dirigente del servizio Politiche Educativi e ATS n1 (relazione sui progetti di prevenzione del disagio sociale giovanile)  .

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