La Consultinvest con Torino: soliti difetti e solita incapacità a trovare soluzioni

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30 gennaio 2017

PESARO – Siamo sempre lì. Siamo sempre a parlare di come la Vuelle sia riuscita a perdere l’ennesimo finale punto a punto, il 14esimo su 17 match disputati finora. 14 partite decise al fotofinish, dalle quali Pesaro è uscita vincente solo 3 volte.

Siamo sempre lì, a cercare di capire perché contro Pesaro, le avversarie non riescano a giocare al proprio massimo, perché Torino ha avuto tutte le occasioni per vincere il match prima dell’ultimo minuto, già in un primo tempo dove, i soli otto punti di vantaggio, stavano veramente stretti alla Fiat, con Pesaro che poi di riffa e di raffa, è riuscita a ricucire lo strappo, finendo avanti di tre a 45 secondi, per poi naufragare nelle ultime azioni.

Siamo sempre lì, ad arrabbiarci per una squadra che continua a commettere gli stessi errori con gli stessi giocatori, con Fields a non fare mai canestro da fuori, con Gazzotti che esce sempre battuto nelle lotte dentro l’area, con Thornton ad estraniarsi per venti minuti, prima di dare qualche segnale di vita, con Jasaitis che riesce a prendersi dei tiri solo nei primi minuti. Quelli che servono agli avversari per capire il suo tipo di gioco monocorde e una volta compreso, non è difficile non fargli più arrivare un pallone giocabile. Con Ceron che non riesce a mettere insieme due tempi dello stesso livello, con Jones che continua ad essere un attaccante coi fiocchi, ma che in difesa si impegna inevitabilmente la metà, con Nnoko che non riesce a rimanere sul parquet per problemi di falli, ed è un peccato. Perché col camerunense sul parquet, la Vuelle è più quadrata, con Zavackas che ormai non guarda più il canestro e se non si prende i suoi tiri è praticamente nullo e con Harrow che continua a giocare un’azione sì e un’azione no, col piccolo problema che se quella no, corrisponde all’ultima, come successo ieri sera, si finisce per perdere le partite.

Siamo sempre lì, a discutere della gestione delle azioni decisive, se fare fallo o no. Noi rimaniamo sempre della stessa idea: vogliamo finire con la palla in mano, specialmente se si gioca in casa e gli avversari hanno tre americani con quattro falli a carico, coach Bucchi ha dimostrato più volte di pensarla in maniera diversa e di volersi affidare alla sua difesa, per mantenere il vantaggio acquisito fino a quel momento, e così ieri sera, con venti secondi da giocare, sul più uno, si è deciso di non fare subito fallo, magari su Washington o Harvey, tiratori di liberi dal 70%, affidandosi alle lune di una terna arbitrale che fino a quel momento, non era stata impeccabile e che non aspettava altro che fischiare fallo a favore di Torino, appena un giocatore della Fiat avesse attaccato il suo avversario diretto e infatti è arrivato puntuale il fischio contro Jarrod Jones, discutibile, ma non clamoroso, sono arrivati i due liberi della vittoria segnati da Wilson ed è arrivata in ogni caso, una decisione errata da parte di coach Bucchi, perché i due punti sono andati alla Fiat.

Siamo sempre lì, a cercare di capire perché i dirigenti biancorossi, siano gli ultimi ad accorgersi che questa Vuelle è la principale candidata alla retrocessione e continuino ad essere immobili sul mercato, nonostante non sia difficile trovare i due principali punti deboli – purtroppo non i soli – della Consultinvest, con Fields e Zavackas che ormai non ne azzeccano più una.

Siamo sempre lì, ma non siamo più terzultimi. Perché Varese è andata a vincere a Caserta, trascinata guarda caso da Dominique Johnson, arrivato in Lombardia un mesetto fa ed autore di 26 punti decisivi. Perché di giocatori validi in giro per il mondo ce ne sono ancora tanti. Basterebbe avere la volontà di andare a cercarli e di firmarli il prima possibile, perché sperare solo che Cremona continui a perdere, non può essere il solo schema percorribile, per una Vuelle che di schemi sul parquet continua ad averne pochi e che è attesa domenica da un altro impegno casalingo, contro una Cantù che ha subito ridimensionato Brescia, quella che sette giorni fa sembrava uno squadrone imbattibile, appuntamento assolutamente da non fallire e che speriamo veda una Vuelle almeno con una faccia nuova nel proprio roster.

 

I PIU’…..

Jarrod Jones al tiro contro Torino (Foto Luca Toni tratta dal Facebook Victoria Libertas)

Jarrod Jones al tiro contro Torino (Foto Luca Toni tratta dal Facebook Victoria Libertas)

Jarrod Jones: Sapete da cosa si riconosce un buon giocatore? Dagli errori, perché quando sei abituato a vederlo segnare spesso e volentieri, un 9 su 19 ti fa pensare che abbia disputato una brutta partita ed invece ancora una volta, Jones è stato il migliore dei suoi, con la solita doppia doppia e il solito problema di essere il principale terminale offensivo e ormai lo hanno capito anche gli avversari.

Rimbalzi: 40 a 36 per Pesaro, che ha ritrovato la sua coppia di lunghi, con Jones a quota 17 e Nnoko che ne ha catturati nove in 23 minuti, buoni anche i sei di Ceron, mentre lo zero nella casella di Fields e Thornton, dimostra che i due giocatori erano completamente fuori partita.

Terzo quarto: Dopo un primo tempo bruttino, la Consultinvest ritrova la verve in un terzo periodo da 23 punti e 33 di valutazione, chiuso in vantaggio di due punti, con una tripla da metà campo di Fields arrivata un decimo dopo la sirena.

 

… E I MENO DELLA SFIDA PESARO – TORINO

 

Assist: Pesaro ne distribuisce solamente cinque (record negativo stagionale eguagliato), Torino arriva a dieci, a dimostrazione che quella tra Consultinvest e Fiat non è stata la partita più spettacolare dell’anno.

Jasaitis e Zavackas: In 21 minuti, il loro contributo complessivo è stato un rimbalzo preso da Jasaitis, due errori al tiro e tre falli commessi e pensare che i lituani sono un popolo di grandi cestisti.

Brandon Fields: 3,4,8,0, sono i punti segnati da Fields nelle ultime quattro gare, con due triple a segno su undici tentativi, per un 19% complessivo in stagione, non crediamo sia difficile trovare un giocatore con caratteristiche migliori.

 

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

Ci sta provando in tutti i modi coach Bucchi a far capire alla sua dirigenza, che la sua Vuelle necessita almeno di un paio di rinforzi. Ma, da allenatore navigato, non può presentarsi in sala stampa e dichiarare: “E’ due mesi che glielo dico che così si retrocede e che ci servono almeno due rinforzi coi fiocchi” così usa le mezze frasi, quelle del “noi siamo questi” e altri giri linguistici, come quelli usati ieri sera, quando ha dichiarato che “nel girone di ritorno si sta alzando il livello e alcuni dei miei giocatori non sono in grado di adeguare il proprio” e che servirebbero più talento e tecnica, oltre che atletismo, per non far arrivare l’unico quintetto decente presentabile, stanco nei minuti finali.

Difficile essere più chiari di così, senza poterlo dire apertamente, anche se poi sono arrivate le invettive conto l’arbitro Filippini, reo di aver fischiato il dubbio fallo commesso da Jones su Wilson a due secondi dalla fine. Fallo sicuramente veniale e meno evidente di quelli subiti dallo stesso Jones nell’arco dei quaranta minuti, ma l’esperienza serve anche a questo, a capire che la terna arbitrale era pronta a sanzionare ogni minimo contatto in quella determinata azione e infatti Torino non ha cercato una conclusione da fuori, ma ha attaccato il ferro per procurarsi il fallo a favore, con Wilson che poi è stato bravo a convertire i liberi della vittoria.

Quando si perde di un punto, è naturale ripensare alle tantissime occasioni sprecate, dalle entrate solitarie fallite da Gazzotti e Nnoko nel primo tempo, alla tripla di Fields allo scadere del terzo quarto, arrivata un decimo dopo la sirena, per arrivare alla conclusione fallita da Nnoko nell’ultimo minuto, con il camerunense che, ben servito su un taglio dentro l’area, invece di compiere una finta per andare a schiacciare, ha voluto tentare un improbabile canestro volante. Ma, a guardarla con gli occhi di Torino, anche la Fiat ha sprecato numerosi canestri facili, specialmente nel primo tempo.

Non è stata la sconfitta più dolorosa della stagione, perché la Vuelle è stata quasi sempre dietro nel punteggio e quelle con Brindisi, Pistoia e Varese rimangono invece dei suicidi perfetti, ma anche quella contro la Fiat, si va ad aggiungere alla lunga lista del “ se avessimo avuto maggior lucidità nel finale”, ma per averla si ritorna al problema non risolto di un roster non all’altezza della situazione e della mancanza del famigerato “go to guy”, anche se poi Thornton il canestro del più tre lo aveva segnato e l’ultimo pallone, invece di finire nelle mani di Harrow, avrebbe dovuto restare in quelle del numero otto con l’acconciatura rasta.

A voler vedere il bicchiere mezzo pieno, aver rischiato di vincere giocando praticamente in quattro, dovrebbe essere una notizia rassicurante, ma noi seguiamo i numeri e non le sensazioni e le statistiche dicono che Pesaro è penultima, col peggior attacco del campionato – 73.9 punti segnati e 11.8 assist – con una percentuale da tre – 33.6% -deficitaria, come quella dalla lunetta, tiri liberi che la Vuelle tira meno di tutte le altre squadre, appena 14 a partita. Dopo 17 giornate, i numeri non mentono e certificano che questa Consultinvest non è in grado di cambiare marcia da sola e che ha bisogno di almeno un paio di rinforzi e che parlare solo di sfortuna o di arbitraggi sfavorevoli, non può essere l’unico rimedio di una crisi confermata dagli ultimi risultati.

DAGLI ALTRI PARQUET

In attesa del big match di stasera tra Avellino e Milano, l’Armani allunga sulle inseguitrici, con Venezia che cade a Capo d’Orlando, che si conferma quasi imbattibile tra le mura amiche, con Sassari che si ritrova da sola al quarto posto, dopo aver battuto Reggio Emilia nel posticipo. Brindisi vince al fotofinish su Pistoia, con i toscani che falliscono la tripla della possibile vittoria, inserendosi nel gruppone a quota 16 punti, del quale fanno parte anche Trento, che passa con autorità a Cremona e Brescia, battuta a domicilio da Cantù, ma il colpo di giornata lo fa Varese, che espugna il parquet di Caserta e sale al terzultimo posto.

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