Ecco la legge regionale contro le ludopatie: “Problema di forte impatto sociale da arginare”

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31 gennaio 2017

ludopatia gioco d'azzardoANCONA – “Educare, prevenire, curare per evitare la sempre crescente patologia da gioco d’azzardo e dipendenza da nuove tecnologie e social network.” Questi i principali obiettivi che si intendono raggiungere con la legge approvata oggi alla unanimità dal Consiglio regionale sulla lotta alle ludopatie.

Nel nostro Paese – afferma il vicepresidente del Consiglio regionale Renato Claudio Minardi – sono circa un milione le persone che soffrono di patologie da gioco d’azzardo. Un dato purtroppo in crescita che necessitava di una normativa capace di contenere e ridurre un problema che per molte persone e per le loro famiglie è di enorme gravità”.

La legge prevede una serie di interventi mirati ad educare ad informare e sensibilizzare, soprattutto le giovani generazioni, all’uso consapevole del gioco.

Un’azione che vede il coinvolgimento dei Comuni – prosegue Minardi – e la collaborazione delle istituzioni scolastiche, degli enti del servizio sanitario regionale, delle associazioni di volontariato e delle famiglie. Perché insieme, Istituzioni, associazioni e famiglie, sarà possibile aiutare le molte persone che soffrono di questa dipendenza”.

Tra le iniziative di sensibilizzazione, la Giornata dedicata alla lotta al gioco d’azzardo patologico da svolgersi negli istituti scolastici e universitari delle Marche.

Gli interventi saranno contenuti in un Piano regionale integrato per il contrasto, la prevenzione e la riduzione del rischio da gioco patologico e sarà creato un logo regionale “No Slot”. Sarà istituito un numero verde sulle dipendenze patologiche per l’assistenza e l’orientamento alle persone dipendenti dal gioco d’azzardo. Sarà predisposto inoltre materiale informativo sui rischi correlati al gioco e sui servizi di assistenza offerti che dovranno essere esposti, da parte degli esercenti, nelle sale da gioco.

La legge prevede inoltre il divieto di istallare apparecchi e congegni per il gioco in locali situati in un raggio di cinquecento o trecento metri da istituti scolastici a seconda se si tratti di Comuni con più o meno di cinque mila abitanti. Distanze minime sono stabilite da banche, poste e luoghi di ritrovo.

Gioco d’azzardo patologico, le Marche approvano nuova legge. Nel testo unificato anche la proposta PD

Il testo normativo proposto dai consiglieri Pd Volpini, Busilacchi, Micucci e Giancarli è confluito nella versione unificata approvata oggi dal Consiglio regionale. “Dotata la comunità marchigiana di uno strumento utile ed efficace, contro un grave problema della società moderna”

Approvata all’unanimità dal Consiglio regionale la legge contro il gioco d’azzardo patologico. Un testo unificato (“Norme per la prevenzione e il trattamento del gioco d’azzardo patologico e della dipendenza da nuove tecnologie e social network“) nato dalla sintesi raggiunta, nell’ambito della Commissione regionale Sanità, da quattro differenti proposte normative. Tra queste anche quella del Gruppo del Partito Democratico, ad iniziativa del Presidente della Commissione Sanità, Fabrizio Volpini, del capogruppo Gianluca Busilacchi e dei consiglieri Francesco Micucci ed Enzo Giancarli, tutti componenti della commissione che ha licenziato il testo della proposta di legge.

“Il gioco d’azzardo patologico e le ludopatie sono temi che stanno segnando la modernità – ha detto nel suo intervento durante la seduta del Consiglio il capogruppo PD Busilacchi – e questi comportamenti persistenti e compulsivi dovrebbero indurre ad una riflessione sulle conseguenze non solo sulle persone e sulle famiglie coinvolte, ma anche sulle motivazioni che spingono alla dipendenza, specie le persone più deboli e più esposte al rischio, come i minori, gli adolescenti e le persone sole. Le nuove tecnologie rendono poi il fenomeno più diffuso e pericoloso, vista la facilità di connessione ad Internet che consentono, anche tramite un semplice smartphone e, quindi, la possibilità di accedere a siti di scommesse, senza barriere fisiche”.

Busilacchi ha, quindi, ricordato la portata molto significativa del fenomeno in tutte le regioni, in aumento con la crisi economica, con un “fatturato del gioco d’azzardo legale in Italia di 80 miliardi di euro, il 4% del PIL. 15 milioni sono gli italiani giocatori usuali, 2 milioni dei quali a rischio dipendenza, mentre 800 mila hanno già problemi di dipendenza. Nelle Marche, stando ai dati di due anni fa, sono stati registrati 405 casi di dipendenza da gioco patologico e 727 contatti significativi avuti telefonicamente al numero verde predisposto”.

Il presidente della Commissione Sanità, Fabrizio Volpini, che ha tenuto le fila dei lavori per lunghi mesi, ha evidenziato che “all’inizio non era scontato che si arrivasse alla definizione di un testo unico, ma credo che quando ci sono consapevolezza e condivisione di finalità ed obiettivi, anche le divisioni possono essere superate. Il percorso non è stato tutto ‘rose e fiori’, ci sono stati anche scontri e contrapposizioni, ma ha prevalso la volontà di stare insieme e di dotare la comunità marchigiana di uno strumento legislativo utile ed efficace. Ritengo opportuno ringraziare tutto l’apparato tecnico che ci ha supportato e sopportato. È stata scritta una bella pagina politico-amministrativa di questa regione, sia per i contenuti che per le modalità”.

Il tema delle ludopatie è “molto sentito e sollecitato anche dalle associazioni di tutela dei consumatori”, come ha ricordato il consigliere Francesco Micucci. “Questa legge integra la normativa nazionale, come già accaduto in altre regioni – ha evidenziato Micucci – e il testo condiviso a cui si è giunti corrisponde alla volontà di fare arrivare un messaggio chiaro e condiviso. Alcuni articoli di questa legge provengono da una lunga discussione, come le distanze dei luoghi di gioco d’azzardo da determinate attività o i soggetti maggiormente a rischio. Noi non possiamo ‘normare la norma’ sul gioco d’azzardo, ma possiamo intervenire sulla patologia e sulla prevenzione del gioco d’azzardo. È importante aver dato ai comuni non solo tutela, ma anche una parte di autonomia. Mi auguro – ha concluso – che questo lavoro possa essere utile alla comunità marchigiana per cercare di sostenere situazioni di difficoltà e vederle limitate in futuro”.

Ancona, 31 gennaio 2017

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