Formula Uno all’anno zero con l’addio di Ecclestone e i nuovi regolamenti

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1 febbraio 2017

Quella che inizierà il prossimo 26 marzo in Australia si preannuncia almeno sulla carta una stagione ricca di novità in pista e “fuori”. Un reset che parte dall’ addio di Bernie Ecclestone. Il padre-padrone della F.1 dopo oltre cinquanta anni di presenza e trenta come capo assoluto del Circus lascia, arriva Liberty Media Group, del magnate John Malone.

Bernie-EcclestoneL’arrivo del gruppo statunitense era già stato annunciato dallo stesso Ecclestone che aveva personalmente avviato la trattativa. Il nuovo “Ecclestone” Chase Charey, braccio destro di Malone, si era già visto al fianco di Bernie in diversi gran premi del 2016, ma non si sarebbe immaginato un allontanamento del “Re” così repentino. Molto probabilmente Charey si è reso conto della potenza di Ecclestone, concludendo che se fosse rimasto al suo fianco la sua presenza e quella del gruppo sarebbe stata ridimensionata. Iniziamo la nostra analisi da quest’ultimo punto, che è senz’altro la novità più eclatante. L’ entrata della Holding è stata approvata dalla F.I.A. (Federazione Internazionale Auto), con la creazione di una nuova società: Formula One Group, che sarà quotata a Wall Street, una fusione di “finanza creativa”, come l’anno definita gli interessati da 8 milioni di dollari. Cosa comporterà per l’immagine e gli interessi della F.1 l’arrivo del gruppo di John Malone è tutto da vedere, i rumors sono contrastanti, tutti gli interessati ovvero i team, si auguravano delle novità sia finanziarie sia d’immagine diverse da quello che invece negli ultimi giorni il gruppo ha lasciato intendere tramite le dichiarazioni di Chase Charey, al quale si affiancheranno l’ex D.S. Ferrari Ross Brown, per i rapporti tra team e federazione sui regolamenti, e Sean Bratches  già capo del canale tv ESPN, che si occuperà di marketing e televisioni.

Un dedalo di idee e leggi sul quale per il momento è meglio non addentrarsi per la sua complessità e soprattutto perché di definitivo non c’è ancora nulla, tenendo presente che un cambiamento così epocale porterà inevitabilmente degli scossoni, vedremo se saranno più i negativi di quelli positivi. Comunque visto i tempi ristretti sapremo a breve il nuovo assetto della F.1. Per Ecclestone, una presidenza “ad honorem” per tre anni, fino al novantesimo compleanno, che vedremo se accetterà. La storia di Ecclestone è lunga da descrivere, degna di un colossal hollywodiano, la riassumiamo in un concetto: Ecclestone ha fatto nel bene e nel male tanto per la F.1, ma tantissimo per se stesso. Lasciamo la politica e passiamo al discorso tecnico, che sembra anch’esso rilevante quanto l’addio di Ecclestone. Gomme più larghe, musi più lunghi (fino a 15 cm.) e bassi, alettoni, pinne, baffi e nolder di nuovo disegno. Anche sotto i cofani parecchie novità, le Power Unit non saranno più legate ai gettoni di sviluppo, ma libere, e si preannunciano potenze che nel corso della stagione potranno superare i 1.000 cavalli. Ogni team ha lavorato sulla MGU-H, intervenendo su turbine e scambiatori per sfruttare al meglio la sovralimentazione in relazione all’aerodinamica. Novità che secondo le simulazioni della F.I.A. porteranno le F.1 ad una velocità di percorrenza in curva di oltre 40 km/h rispetto al passato, cosa che preoccupa non poco gli organizzatori, che in poco tempo dovranno rivedere vie di fuga e altro per mettere in sicurezza le piste.

Antonio Giovinazzi in Ferrari

Antonio Giovinazzi in Ferrari

In tutto questo baillame di novità e scossoni cosa combinerà la Ferrari? Marchionne e company, dopo il flop dei roboanti annunci della passata stagione, promettono meno parole e più fatti. L’ Ingegner Mattia Binotto ormai ha consolidato il suo gruppo di lavoro. Il 24 febbraio a Fiorano cadranno i veli sulla nuova Ferrari, per adesso conosciuta come progetto 688, una breve “sgambata” sulla pista di casa, poi dopo tre giorni i test a Barcellona, che potranno dare parzialmente le prime indicazioni sul valore della macchina, la risposta definitiva la si avrà nel week-end di Melbourne a fine marzo. Nel frattempo gli appassionati italiani salutano con piacere il ritorno in Ferrari e in F.1 di un pilota italiano, Antonio Giovinazzi. Per adesso il giovane di Martina Franca sarà il terzo pilota, con una non tanto remota possibilità di debuttare in gara con un team in orbita Ferrari. Rimanendo sul discorso piloti si è conclusa la telenovela del secondo pilota Mercedes, con l’ingaggio di Valtteri Bottas. Un contratto di un solo anno per il finlandese, che lascia intendere parecchie possibili novità sui piloti che nel 2018 guideranno per la Stella a tre punte. Un “anno zero” quello che inizierà fra poco più di un mese, che tutti dagli addetti ai lavori, ai fans, alle televisioni (in preoccupante calo di audience), auspicano essere quello del rilancio, vedremo, noi nutriamo qualche dubbio, felici se saremo smentiti.

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