La terra dei piloti e dei motori piange Primo Zanzani, mitico tecnico conosciuto nel mondo

Alessandro Magrini*

PESARO – La terra dei piloti e dei motori perde uno dei suoi pilastri ed artefici. Primo Zanzani è scomparso ieri a Pesaro all’età di 94 anni. Pesaro potrà rendergli omaggio martedì mattina, al museo Benelli dalle 9.30 alle 14.30, prima della cerimonia funebre prevista per le 15 alla chiesa del quartiere Loreto.

Zanzani era nato il 16 gennaio del 1923 a San Martino in Strada, una frazione di Forlì lungo la strada che porta a Predappio e agli Appennini. Il suo primo incontro con le due ruote avviene a metà degli anni Trenta grazie a una imponente Indian dotata di sidecar che il piccolo Primo cerca addirittura di guidare, nonostante non riesca nemmeno a metterla in moto e ad innestare le marce, dato che con i piedi non arriva neanche a schiacciare la frizione, che sulla Indian ha il comando a pedale….

La sua formazione tecnica si consolida con la frequentazione del Collegio Aeronautico di Forlì e prosegue prima nello stabilimento Caproni di Predappio e poi alle Officine meccaniche Italiane di Reggio Emilia, azienda consociata della stessa Caproni, ove consegue il brevetto di motorista. Una curiosità è suscitata dal fatto che in questa stessa ditta nello stesso periodo lavori anche Piero Prampolini, il progettista e papà del motore monocilindrico “a uovo” Motobi su cui Primo costruirà le proprie fortuna motoristiche.

A partire dal 1950 Primo ha avuto modo di cimentarsi anche come pilota, inizialmente con moto ricavate da residui bellici e da lui stesso elaborate. Nel 1954 vince il Motogiro d’Italia nella classe 100 con una Laverda, trionfando anche in 4 tappe. Ma la carriera da motociclista si interrompe ben presto, nel 1956, anche sulla spinta di quella che è la sua vera passione, ovvero la preparazione e l’elaborazione di moto da corsa. La prima esperienza è come meccanico, tecnico e consigliere di Genunzio Silvagni, giovane e valido pilota juniores di Predappio.

Come preparatore si distingue subito per il suo estro, la sua meticolosità e la sua competenza, rendendo le moto da lui preparate più competitive delle ufficiali. Prima viene convocato a Breganze dal reparto corse ufficiale Laverda, nella persona dello stesso Francesco Laverda, che gli affida carta bianca per preparare una 75 cc ancora più competitiva per lo stesso Silvagni; il quale, neanche a dirlo, nel 1956 vince sulla moto messa a punto da Primo,  il campionato italiano juniores di categoria.

Nel 1957 Zanzani si trasferisce a Pesaro, su invito di Marco Benelli, il quale, diventato direttore commerciale della stessa Motobi dopo la morte del padre Giuseppe, gli affida il non facile compito di dirigere il reparto corse della MotoBi. Prima inizia a metter mano sul motore 125 cc, la cui potenza, grazie ad un lavoro certosino sull’albero a camme, passa in poco tempo da neanche 10 ad oltre 22 cavalli…

Da quel momento in poi, nell’arco di soli 12 anni, dal 1957 al 1969 – anno di chiusura del reparto ufficiale Motobi – ha inizio una escalation di successi che lo collocano nella ristretta cerchia dei tecnici più stimati e vincenti dell’intero universo motociclistico italiano e non solo. Le moto preparate dal “mago Zanzani” (questo è il magnifico appellativo con cui Primo è tuttora noto nell’ambiente delle corse) hanno ottenuto oltre 1800 vittorie nelle categorie juniores. Un palmares di vittorie ineguagliabile. Le Motobi 175 di Zanzani hanno trionfato in 10 campionati italiani juniores e 5 Campionati Nazionali della Montagna, le 125 vinceranno 6 Campionati Nazionali Velocità e 3 della Montagna, mentre la 250, derivata dallo stradale Sprite 200, vincerà “solamente” 2 Campionati, ma resterà per sempre la Motobi più estrema ed interessante tra quelle curate ed elaborate da Primo, in particolare nella famosa versione “Sei Tiranti”.

In quel periodo, alla corte di Zanzani, lavorano personaggi del calibro di Eugenio Lazzarini, futuro 3 volte campione del Mondo Velocità o i meccanici Franco Dionigi, Giancarlo Cecchini e Giancarlo Bonaventura che negli anni a seguire saranno protagonisti nel Motomondiale.

Terminata l’avventura come preparatore tecnico Motobi, nella prima metà degli anni Settanta Primo si inventa un nuovo ruolo da protagonista mettendo a punto dei freno a disco “flottanti” (i precursori di tutti i freni a disco moderni impiegati nelle attuali moto da corse e supersportive stradali), che vengono in poco tempo adottati da case quali Morbidelli, MBA, Parisienne ed Aprilia e vincono addirittura 26 campionati mondiali nel periodo compreso tra il 1977 ed il 1989.

Alla fine degli anni Novanta, Primo torna a lavorare sulla sua amata Motobi, grazie anche all’insistenza ed all’invito dei numerosi appassionati e collezionisti di tutto il mondo che lo cercano in continuazione per richiedergli consigli, consulenze tecniche o ricambi per le moto d’epoca Motobi impiegate nelle rievocazioni storiche. Ed è così che assieme ai figli Athos e Mirko, decide di replicare la famosa 250 “Sei Tiranti”, che farà rivivere a Primo una seconda giovinezza, culminata con le vittorie conseguite nel 1999 a Daytona nel Campionato AHRMA.

Fino a poco tempo fa, nonostante qualche acciacco di troppo dovuto all’età, non è stato raro vederlo impegnato all’interno dell’azienda meccanica ad alta specializzazione gestita coi famigliari, nella costruzione di qualche esemplare replica, sempre cercando di soddisfare al meglio alcune delle tante richiesta che tuttora provengono da tutto il mondo.

Già, perché le moto create e trasformate dal Mago Zanzani erano moto uniche e speciali. Proprio come il loro papà Primo. Vogliamo chiudere questo ricordo, con la commossa dedica pubblicata su Facebook dal grande Mario Lega, campione Mondiale Classe 250 nel 1977 con la Morbidelli, suo grande amico, estimatore e compagno di avventure in tante giornate memorabili sui circuiti di tutto il mondo nel corso di quei magnifici anni Settanta.

Il ricordo di Primo Zanzani di Mario Lega

Il ricordo di Primo Zanzani di Mario Lega

*Presidente Motoclub Pesaro Museum

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  1. Una magnifica persona che ha fatto grande la “Terra di piloti e motori “. Uno dei geni della meccanica ci ha lasciato ma le sue intuizioni e la sua genialità rimarranno per sempre nella memoria di tutti gli amanti dei motori.
    Alla famiglia di Primo e a tutta la grande famiglia dei motociclisti le più sentite condoglianze dalla associazione “Terra di piloti e motori “