La Vuelle stende Cantù con la voglia di non arrendersi. E’ il primo passo verso la soluzione dei problemi

di 

6 febbraio 2017

PESARO – Alla fine del primo tempo, nei consueti capannelli di tifosi pesaresi impegnati a commentare i primi venti minuti, si respirava un’aria di rassegnazione. Con la Vuelle sotto di sette lunghezze e Cremona che stava vincendo di 12 a Caserta. Due risultati che avrebbero trascinato Pesaro all’ultimo posto, complicando, non di poco, il cammino dei ragazzi del presidente Costa verso l’agognata salvezza.

Ma il basket è bello anche per questo, perché in due minuti può cambiare tutto e nei primi 120 secondi del terzo quarto è scesa sul parquet una Vuelle intenzionata a non arrendersi. Che ha subito riagguantato l’avversaria, per giocarsi poi le chances di vittoria negli ultimi minuti, mentre a Caserta, la Pasta Reggia, dove aver perso sette giorni prima con Varese, si è ricordata di essere ancora in corsa per i playoff e ha, prima rimontato, e poi superato la Vanoli, per la gioia dei tifosi pesaresi. Che, guardando la classifica, possono per una volta, essere quasi felici, rammaricandosi perfino di non essere riusciti a ribaltare il meno nove subito all’andata da Cantù. Ma sarebbe stato chiedere troppo ripensando al primo tempo, anche se alla fine, la Red October ha solamente due punti in più della Consultinvest.

Marco Ceron (Foto Baioni)

Marco Ceron (Foto Baioni)

I problemi rimangono tutti lì sul tavolo, da risolvere al più presto, per evitare di dover soffrire fino al prossimo 7 maggio, ma dal match di ieri sera, sono arrivate due notizie confortanti: la prima è che Jasaitis è tornato ad essere un vero giocatore di basket. Il lituano, finalmente sorretto da una condizione fisica accettabile, è tornato ad essere protagonista, naturalmente con il suo modo di intendere la pallacanestro, che non è quello di tirare ogni pallone che gli capita nelle mani, ma di lavorare ai fianchi l’avversario, in attesa che arrivi il suo momento e i sei punti segnati ad inizio dell’ultimo quarto, sono stati decisivi per la vittoria. La speranza per il futuro è che Jasaitis sia più coinvolto negli schemi offensivi, con qualche pallone in più che finisca tra le sue mani, che rimangono in ogni caso quelle di un giocatore intelligente, in grado ancora di fare la differenza.

La seconda lieta notizia arriva da Nnoko, ancora lontano dall’essere dominante, ma che rischia di essere uno degli uomini più importanti in questa Vuelle, soprattutto perché è l’unico centro puro e con la sua stazza, può farsi valere sia in difesa, che a rimbalzo. Si vede che si sta lavorando sul suo gioco spalle a canestro, dove riesce ad arrivare più vicino al ferro, per poi concludere in semigancio, anche se le mani non sono certamente quelle di un pianista e arriveranno ancora dei cross da mezzo metro o delle mattonate sul tabellone, ma il materiale fisico sul quale lavorare è notevole e la sua crescita passerà essenzialmente da due fattori: dalla sua capacità di non commettere falli inutili e dalla capacità di andare a rimbalzo con maggior continuità, soprattutto in fase offensiva, dove finalmente lo abbiamo visto segnare in tap-in senza abbattere un paio d’avversari.

Discorso diverso quello su Brandon Fields, che ieri sera è stato fondamentale con i suoi 19 punti, ma che per segnare ha comunque bisogno della complicità della difesa avversaria, che, se disattenta come quella canturina, può esaltarne le grandi qualità di penetratore, ma che se riesce a togliergli la possibilità di arrivare al ferro, finisce per evidenziarne i difetti, con quel tiro da tre che proprio non vuole saperne di entrare.

Per salvarsi, continuiamo a seguire la regola del tre, ovvero vincere una partita su tre, per arrivare a quei fatidici venti punti, che probabilmente garantiranno la salvezza. Per adesso la Vuelle è in media, con le sue 6 vittorie conquistate su 18 partite disputate, con la piccola variabile di aver già disputato 10 partite casalinghe e solo 8 trasferte. E di trasferte Pesaro ne avrà due nel prossimo trittico, quelle di Avellino e Venezia, una più complicata dell’altra e per rimanere in questa specie di “media inglese”, sarà fondamentale aggiudicarsi il match casalingo contro Sassari. Tre impegni difficilissimi, giusto per sottolineare come non si possa rimanere tranquilli e come la vittoria ottenuta contro Cantù, non debba essere presa come una scusa per non rinforzare una Vuelle con ancora tanti problemi da risolvere.

 

I PIU’ ……

Marcus Thornton: Aver ritrovato il quintetto gli ha ridato fiducia, anche se è ancora lontano dall’essere un vero playmaker, ma alla Vuelle servivano i suoi punti e sono puntualmente arrivati.

Tiri liberi: 19 su 22, con il piccolo neo di averne sbagliati due nell’ultimo minuto, ma in una partita nervosa, con tanti falli fischiati da ambo le parti, la precisione dalla lunetta è stata per una volta decisiva.

Landry Nnoko: Doppia doppia per il camerunense, che si è preso un numero di conclusioni per lui inconsueto, ma coach Bucchi ha fatto bene ad insistere con il gioco dentro l’area, per caricare di falli i lunghi canturini. Nnoko, pur con qualche tiraccio evitabile, ha disputato una buona partita, con la speranza che continui nel suo percorso di crescita.

… E I MENO DELLA SFIDA PESARO – CANTU’

Secondo quarto: Dopo 10 minuti di buona pallacanestro, Pesaro si smarrisce nel secondo periodo, complice dei quintetti anomali schierati da coach Bucchi e una difesa che la lasciato troppe triple aperte alla Red October.

Donatas Zavackas: Nelle ultime 10 partite, ha segnato complessivamente 14 punti e catturato complessivamente 7 rimbalzi, trovare un giocatore che produca qualcosina in più, non dovrebbe essere troppo complicato.

Tiro da tre: Ancora una percentuale inferiore al 30%, con sole 5 triple a segno su 17 tentativi, anche se il piano partita prevedeva di servire i lunghi, speriamo che il nuovo arrivato, contribuisca in maniera sensibile a migliorare queste percentuali deficitarie dalla linea dei 6.75

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

Immagine 583315 febbraio. E’ la data entro cui in Nba, si possono ancora firmare contratti fino alla fine della stagione e tutti coloro che ancora nutrono speranze di poter entrare nei roster del miglior campionato al mondo, aspettano trepidanti di poter entrare dalla porta di servizio, rimandando il viaggio in Europa. E’ quello che è successo a Dionte Christmas, con i 76ers che potrebbero ancora inserirlo nel proprio roster, ed è quello che potrebbe capitare ad altri diversi giocatori nel taccuino di Stefano Cioppi, tutti quelli che stanno giocando nella D-League, in attesa di una chiamata dal piano di sopra. Ma la Vuelle non può aspettare oltre e deve guardare anche ai vari campionati europei, a tutte quelle situazioni in uscita, che potrebbero liberare qualche discreto giocatore, vuoi per motivi economici o tecnici, sfruttando la pausa della Coppa Italia per inserire quei nuovi tasselli che dovranno far compiere un salto di qualità alla Consultinvest. La rinascita di Jasaitis – speriamo sia duratura – apre le porte a tutte le combo guard in giro per il pianeta, o meglio a tutte quelle che si “accontenteranno” dei pochi soldini che Pesaro ha da mettere sul piatto e coach Bucchi sembra aver individuato le caratteristiche del nuovo arrivato: “serve qualcuno che faccia canestro con continuità”. Poi se sa fare anche il playmaker, tanto di guadagnato, ma in una squadra che per superare quota 70 punti fa una fatica del diavolo, è più logico inserire uno che faccia canestro da fuori, perché le percentuali da 3 continuano ad essere deficitarie. Ma in queste ore si sta lavorando anche per il cambio dell’ala grande, quello che ormai non è più Zavackas, il decimo nelle rotazioni di coach Bucchi, con il lituano che ha perso completamente fiducia nei propri mezzi. Al suo posto dovrebbe arrivare un comunitario proveniente da un campionato minore europeo, più atletico e meno tiratore, in grado di dare una mano a rimbalzo e di far riposare qualche minuto in più Jarrod Jones.

L’importante è non lasciare nulla di intentato, inserendo i due rinforzi al più presto, perché Cremona è ancora viva, ha inserito un gran giocatore come Johnson-Odom, che al suo esordio ha segnato 27 punti ed è attesa da due match casalinghi consecutivi non impossibili – Torino e Venezia – e da una trasferta abbordabile come quella di Brindisi, un trittico di partite dalle quali potrebbe uscire benissimo con quattro punti in più in classifica, mentre se Pesaro riuscirà a vincerne una delle prossime tre, compirà già un’impresa. La strada è ancora lunga e non bisogna farsi ingannare dalla classifica odierna, la Consultinvest ha bisogno almeno di due nuovi giocatori e per il 26 febbraio, data del match casalingo contro Sassari, dovranno già essere già disponibili e con parecchi allenamenti alle spalle.

DAGLI ALTRI PARQUET

Milano si aggiudica il derby con Varese ed allunga sulle inseguitrici, con Venezia che cade a Trento nell’anticipo di mezzogiorno ed Avellino che viene battuta da Pistoia in un match a basso punteggio. Sale al quarto posto la sempre più sorprendente Capo d’Orlando, che fa il colpo di giornata espugnando Torino con un canestro a fil di sirena di Stojanovic e i siciliani raggiungono a quota 20 il Banco di Sardegna Sassari, che segna solamente 49 punti e viene sconfitta dalla Germani Brescia. Nel gruppone a quota 18, si inserisce anche Caserta, che batte in rimonta Cremona e lascia la Vanoli da sola all’ultimo posto, in una 18esima giornata che si chiuderà stasera col posticipo tra Reggio Emilia e Brindisi.

 

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>