Fano non cresce: dati e riflessioni dell’analisi socio-demografica di #ORIZZONTEFANO

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9 febbraio 2017

FANO – È dalla situazione socio-demografica che Fano guarda al suo futuro. #ORIZZONTEFANO, il processo condiviso per il piano strategico della città, ha presentato questa mattina i dati prodotti dall’analisi fatta dall’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo” sulla popolazione e la sua evoluzione nel territorio dal 1991 al 2015.

“Il processo che abbiamo avviato – ha spiegato l’assessore all’Urbanistica Marco Paolini – per definire le linee guida del piano strategico di Fano deve essere condiviso, partecipato e consapevole. Le intelligenze collettive, le risorse, i temi che i portatori d’interesse vorranno affrontare e trasformare in progetti devono trovare una corrispondenza nelle esigenze del nostro territorio. Per questo è giusto analizzare la situazione socio-demografica, per capire gli sviluppi e le esigenze che Fano, dal punto di vista abitativo, edilizio, economico, assistenziale, di servizi avrà nel medio-lungo termine”.

L’analisi ha preso in esame i valori relativi alla popolazione residente, alle famiglie, alle classi di età, agli stranieri e all’istruzione dei residenti nel Comune di Fano e li ha confrontati con il Sistema Locale del Lavoro, la Provincia, la Regione, il Comune di Pesaro e quello di Senigallia. La fotografia che ne risulta impone una serie di riflessioni.

“La città si è stabilizzata – afferma Paolini – nei numeri. Si è fermata quell’espansione demografica che ha accompagnato il territorio nel precedente periodo storico come dimostra il saldo nascite negativo e il calo dell’attrattività che Fano aveva richiamando residenti da altre città, per motivi di lavoro. Ciò obbliga riflessioni e azioni volte a far riprendere un trend in crescita della città”.

“Significa domandarsi: Fano è ancora in grado di crescere nel costruito? Le analisi svolte sostengono una politica urbanistica di trasformazione urbana più che di espansione. Occorre anche predisporre strumenti per modificare la tendenza demografica, ripensare i servizi, sostenere la maternità, rafforzare l’economia. Sono valutazioni necessarie che dovranno segnare a fondo #ORIZZONTEFANO, le linee guida del piano strategico della città e, a cascata, gli altri documenti di pianificazione urbana”.

I DATI

Oggi Fano conta 60.852 abitanti. Dal dopoguerra la città ha sempre manifestato una forte capacità attrattiva. Un processo che, da 2 anni, si è però interrotto, ostacolato dalla crisi economica. Tra il 2008 e il 2015 si è verificato un calo del 28% della natalità (nel 2008 le nascite sono state 620, nel 2015 solo 447). I dati segnano un trend negativo, da ricondurre anch’esso alla crisi economica, anche per quanto riguarda il flusso migratorio (in calo dal 2010) e la propensione ad avere figli (le nascite calano in maniera vertiginosa del 2013).

Valori che si rispecchiano anche nel tipo di famiglie che oggi abitano Fano. Famiglie “frammentate” composte, in media, da 2,2 persone (nel 1991 la media era del 2,9). Nello stesso anno, 1 famiglia su 3, presente nel territorio comunale, è composta da persone sole: single, separati, anziani, migranti, badanti ma anche proprietari di “seconde case” che prendono la residenza a Fano per non pagare l’IMU.

Fano sta invecchiando, ma lo fa lentamente. Nel 1991 l’età media era di 40 anni, nel 2015 di 45 anni. Un calo leggero, se confrontato con quello delle vicine Pesaro (45,9 età media) e Senigallia (46,1) alleggerito dalla presenza di stranieri, più giovani degli italiani.

Stranieri che, nel 1991, erano 450 dieci volte meno di quelli presenti a Fano (4.558 persone, di cui il 56% donne), pari al 7,5% della popolazione totale del comune. Il saldo migratorio dall’estero continua ad essere positivo, ma decisamente ridotto (da 821 nel 2008 a 69 nel 2015).

Metà degli stranieri proviene dall’Est Europa, 1/5 dall’Africa. Le badanti provengono da Romania, Polonia, Moldavia, Ucraina (1.642 donne). I lavoratori senza famiglia al seguito dal Senegal, Tunisia, Sri Lanka. Le famiglie prevalentemente da Albania, Marocco, Cina.

Il grado di dispersione scolastica degli stranieri è diminuito nel tempo. Dal 190,9% del 1991 si è passati, nel 2011 al 115%. In crescita, di contro, il numero dei laureati presenti a Fano. Nel 2011 rappresentavano il 14% della popolazione (9 punti percentuali in più rispetto al 5% del 1991).

“Occorre creare opportunità di crescita e formazione permanente, come scuole per adulti” ha aggiunto l’assessore ai Servizi Educativi Samuele Mascarin, che ha sottolineato “l’opportunità data dalla creazione di una sede dell’Istituto Agrario a Fano” e che ha aggiunto: “Sul fronte stranieri, Fano è già attiva da anni: risale al 2003 l’istituzione del CREMI (Centro Ricerca e Mediazione Interculturale per bambini e ragazzi), quando la presenza di stranieri era limitata alle scuole elementari e si attestava sul 4-5%. Oggi la percentuale di studenti in città ha raggiunto il 10%, i bambini del 2003 sono cresciuti, si sono integrati e hanno continuato a studiare”.

L’OST “FORO URBANO”

A partire dall’analisi socio-demografica sarà possibile riflettere sulla Fano che verrà durante il FORO URBANO, l’Ost in programma sabato 4 marzo, dalle 9 alle 13, alla Mediateca Montanari. L’appuntamento è aperto a tutti coloro che desiderano condividere idee e progetti.

Per partecipare è necessario iscriversi compilando il form presente nel sito www.orizzontefano.it fino al 28 febbraio o rivolgendosi all’U.R.P. del Comune, dal lunedì al sabato, dalle ore 8.30 alle 13.00, in piazza XX Settembre (t. 0721 887523). Info anche nella pagina Facebook @orizzontefano.

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