Avellino conferma quel che si sapeva: la salita della Vuelle resta ripidissima

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13 febbraio 2017

PESARO – Bisogna fare la corsa su Cremona, si diceva da qualche parte. Quattro punti di vantaggio sono un bel margine, si leggeva da un’altra parte. Peccato che nessuno avesse avvertito la Vanoli, di questo strano ottimismo che regnava in riva al Foglia e infatti Cremona, dopo una settimana travagliata, con tanto di silenzio stampa, ha dato un segnale forte e chiaro al campionato, segnando la bellezza di 117 punti, con un’incredibile 20 su 32 dalla linea dei tre punti, con un ritrovato Elston Turner e un Johnson-Odom che non è solamente un valore aggiunto, ma un giocatore capace di cambiare quasi da solo il valore di una squadra.

Non siamo mai stati del partito che “la classifica si guarda solo all’ultima giornata” o che “dobbiamo contare sulle nostre forze e non guardare cosa fanno le altre squadre”. Noi facciamo parte del partito che conosce a memoria, oltre al nostro calendario, anche quello delle dirette concorrenti e che, mentre gioca la Vuelle, guarda con interesse il sito della Legabasket, alla ricerca dei risultati dagli altri parquet, perché l’obiettivo rimane mettersi una squadra alle spalle il prossimo 7 maggio e onestamente fatichiamo a trovarla. Cremona non vincerà tutte e undici le partite rimaste, ma è sicuramente in grado di conquistare altre cinque o sei vittorie, mentre se dovessimo andare in qualche agenzia di scommesse e giocare qualche euro su una vittoria sicura della Vuelle nel prossimo futuro, non apriremmo neanche il portafoglio per l’incertezza.

La classifica parla chiaro: dodici squadre hanno 18 punti o più e sono tutte virtualmente salve, rimangono quattro formazioni ancora sulla graticola: una è Cantù, ma parte da quota 14, ha la differenza canestri favorevole con la Vuelle e all’andata ha vinto sia con Cremona che con Varese, poi c’è Pesaro, con i suoi 12 punti e che si porta dietro la sconfitta casalinga all’andata contro Varese e poi ci sono la stessa Openjob Metis e Cremona a quota 10, con la Vanoli che ha vinto il confronto diretto.

Non c’è da stare allegri e probabilmente Pesaro è quella che attualmente rischia di più, sia per il calendario che l’aspetta, sia perché onestamente è la meno attrezzata dal punto di vista tecnico, sia perché è arrivata per ultima a muovere il proprio roster e dovrebbe cambiare altri due giocatori per aumentare le sue chances, ma è anche quella con meno soldi a disposizione per intervenire sul mercato.

Chiaramente, se la Vuelle dovesse retrocedere, non sarà per la sconfitta di ieri sera, in una giornata tutto sommato che non ha riservato sorprese, perché – al di là dello scarto – la vittoria di Cremona era ampiamente prevedibile, così come la sconfitta di Varese a Brindisi, di Cantù a Sassari e di Pesaro ad Avellino, quello che preoccupa è l’inerzia, che in questo momento sembra tutta dalla parte di Cremona e che potrebbe limitare il discorso salvezza, solamente a Pesaro e Varese.

Ad Avellino si è vista la solita Vuelle, in grado di giocare ad armi pari con chiunque, finché il tiro da tre fa il suo dovere, ma che appena sbaglia qualche tripla di troppo, ricade nei vecchi vizi, in quella difficoltà mai risolta di produrre punti facili, quelli che arrivano al termine di azioni ben costruite, finendo poi per poter contare solamente sugli uomini capaci di prendersi un tiro da soli e, la bella serata di Thornton, non è coincisa, per una volta, con quella di Jones e si è così tornati a segnare col contagocce, a subire parziali pesanti (34-15 negli ultimi 15 minuti), appena la difesa cala un po’ d’intensità, e a chiedersi il motivo dell’ingaggio di un giocatore ormai completamente sfiduciato come Zavackas.

Non sarebbe cambiato nulla anche con Harrow e Jasaitis, ma chiaramente servirà il loro contributo alla ripresa del campionato e soprattutto, prima di far partire Fields per l’Ungheria, si dovrà valutare l’entità dell’infortunio occorso al lituano, per non privarsi prematuramente di un giocatore comunque sano come Brandon, col rischio di dover giocare con un uomo in meno contro Sassari.

Ecco alcune foto della trasferta di Avellino realizzate da Franco Luciano per Sportavellino.it

 

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I PIU’…..

Marcus Thornton: Sarà un caso, ma senza Harrow ha giocato le sue due migliori partite in maglia Vuelle, perché Marcus è quel tipo di giocatore che ama avere il pallone in mano il più possibile, un po’ come il nuovo arrivato Hazell, col quale dovrà dividere il compito di produrre il maggior numero possibile di punti.

Tiri liberi: Al termine del terzo quarto, Pesaro aveva il 100% dalla lunetta, poi sporca la percentuale negli ultimi minuti, chiudendo comunque con un lusinghiero 15 su 18 complessivo.

Landry Nnoko: E’ arrivata la sua terza schiacciata stagionale, la prima su assist diretto di un compagno, anche se poi il camerunense ha sbagliato qualche semigancio di troppo, ma nelle ultime partite sembra aver capito come limitare il numero di falli commessi e rimane il miglior rimbalzista del campionato, nel rapporto minuti giocati/rimbalzi catturati.

…. E I MENO DELLA SFIDA AVELLINO – PESARO:

Donatas Zavackas e Giulio Gazzotti: La peggiore coppia di lunghi del campionato, per rendimento complessivo, con appena 5.6 punti e 2.9 rimbalzi di media, considerando che gli italiani non si possono cambiare, il taglio di Zavackas non ci sembra procrastinabile.

Palle perse e recuperate: 16 perse e solo 7 recuperi, per una Vuelle confusionaria in attacco e poco incisiva in fase difensiva.

Tiro da tre: Pesaro, al quindicesimo, arriva anche sul più sette e in quel momento la percentuale da tre era del 66%, frutto di un bel 6 su 9 dalla linea, poi nei venticinque minuti successivi segna una sola tripla su dodici tentativi e finisce per perdere di venti punti, la pallacanestro non è poi così complicata.

 

 IL MOMENTO DELLA SQUADRA

Non saranno quindici giorni semplici, quelli che attendono la Vuelle prima della ripresa del campionato, quando il 26 febbraio arriverà all’Adriatic Arena una delle squadre più in salute del campionato, quel Banco di Sardegna Sassari pronta a fare un pensierino anche alla vittoria in Coppa Italia. Non saranno semplici per tanti motivi: il primo è che ancora non sappiamo quando arriverà a Pesaro il nuovo acquisto Jeremy Hazell, probabilmente venerdì, con pochi giorni per conoscere le sue condizioni fisiche e per inserirsi nel gruppo. Il secondo è che si dovranno valutare con attenzione i due infortunati, con Harrow che ha già saltato due partite ed ha una schiena che fa i capricci e con Jasaitis che ha accusato un problema alla spalla sinistra non di lieve entità e che sarà rivalutato a metà settimana, per conoscere i reali tempi di recupero, con la speranza che entrambi siano a disposizione di coach Bucchi tra quindici giorni. Il terzo motivo è che Brandon Fields ha trovato la squadra nella quale accasarsi nel campionato ungherese ed è pronto a fare le valigie, ma è saggio privarsi di un giocatore discusso, ma sano, prima di conoscere realmente le condizioni fisiche di Hazell? O prima di conoscere l’entità dell’infortunio di Jasaitis? Il problema è che prima parte Fields, prima si risparmiano i soldini del suo stipendio e si incassa qualche spiccio con il buyout, ma fare le cose di fretta, avrebbe senso se questi soldi fossero spesi subito per trovare il sostituto di Zavackas, mentre sembra che in casa Vuelle questa opzione non sia prevista, almeno in tempi brevi, e che si fidino che basterà inserire Hazell al posto di Fields, per elevare il tasso tecnico complessivo della squadra.

Hazell sicuramente darà una bella mano e potrebbe risolvere in parte, i problemi dal perimetro della Consultinvest, ma a questa Vuelle serve anche un’ala in grado di giocare sia da numero tre che da numero quattro, per dare un’alternativa a coach Bucchi, quando Jasaitis e Jones non sono disponibili o in giornata e purtroppo, né Gazzotti, né Zavackas, sembrano in grado di svolgere questo compito. Servirebbe, non un fenomeno, ma un comunitario in grado di catturare qualche rimbalzo e di non sbagliare canestri facili da mezzo metro, caratteristiche semplici, ma indispensabili, per questa Vuelle, che è attesa da undici partite, una più complicata dell’altra.

Ve le proponiamo:

In casa: Sassari, Reggio Emilia, Cremona, Caserta e Milano.

Fuori casa: Venezia, Varese, Trento, Brindisi, Pistoia e Capo d’Orlando.

Il giochino è trovare quattro partite da vincere, sperando che siano sufficienti e che tra queste ci siano i successi su Cremona e Varese, noi fatichiamo a trovarle e voi?

 

DAGLI ALTRI PARQUET

Milano vince senza problemi contro Brescia e si appresta a giocare le Final Eight da logica favorita. A sei punti di distanza dall’Armani, rimane la sola Avellino, con Venezia che perde al fotofinish, punita da un canestro allo scadere di De Nicolao, che consente a Reggio Emilia di raggiungere Sassari al quarto posto, con il Banco di Sardegna che batte nettamente Cantù. Cade per la seconda volta in casa, Capo d’Orlando, battuta da Trento, al suo quarto successo consecutivo. Brindisi si accoda al gruppone a quota 18, battendo agevolmente Varese, raggiungendo Torino che subisce 117 punti a Cremona, risollevando le speranze di salvezza della Vanoli, in una diciannovesima giornata che si chiuderà stasera col posticipo tra Pistoia e Caserta

Un commento to “Avellino conferma quel che si sapeva: la salita della Vuelle resta ripidissima”

  1. Io scrive:

    Retrocessione al momento molto probabile, ma giusta su tutti i punti vista.

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