Coppa Italia secondo pronostico: Milano esulta. A Pesaro si lavora sull’inserimento di Hazell

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20 febbraio 2017

PESARO – Alla fine ha vinto Milano, come da pronostico e da pedigree cestistico, ma questa Coppa Italia ha confermato come l’Armani dovrà sudare più del previsto il prossimo giugno, per portare a casa l’ennesimo scudetto della sua storia. Reggio Emilia, Sassari, Avellino e forse Venezia, non saranno disposte a fare le vittime sacrificali, anche se Milano avrà comunque il vantaggio del fattore campo e finora nessuno è passato al Mediolanum Forum, ma, con il mercato sempre aperto, le contendenti hanno ancora la possibilità di rinforzare i propri roster, come ha fatto Avellino in queste ore con l’ingaggio di David Logan, mentre coach Repesa ha già 12 giocatori 12 a propria disposizione, con tutte le problematiche del caso di gerarchie interne, basta dire che quasi nessuno si è accorto dell’assenza di Krunoslav Simon, che finora è quello che ha giocato più minuti per l’Armani.

Vedere la Coppa Italia con gli occhi di un tifoso pesarese, fa scattare l’operazione nostalgia, con Stipcevic e Lacey migliori in campo per Sassari, Hickman Mvp della finale, senza dimenticarsi i vari Tau Lydeka e Marques Green, a conferma di come in riva al Foglia nell’ultimo lustro, non siano passati solo dei brocchi, ma tutti gli anni ci si ritrova a dover rimpiangere la stagione precedente, sperando comunque che anche nel 2018 ci ritroveremo a rimpiangere i risultati raggiunti in maglia biancorossa, dai vari Jones, Hazell e Thornton.

Sono stati quattro giorni di basket, non proprio ad alto livello, ma dove comunque ha regnato l’equilibrio, a partire dai quarti di finale, con tre partite finite con uno scarto inferiore ai due punti e Brescia, che ha piazzato il colpo a sorpresa, battendo un’Umana Venezia che aveva qualche assenza di troppo. Erano uscite, non senza rimpianti, Capo d’Orlando, poco lucida nel finale, Brindisi, battuta da un tap-in di Macvan a fine sirena, sul quale ancora non siamo convinti sulla bontà della decisione della terna arbitrale e Avellino, una della candidate alla finale, nella quale sarebbe stato disponibile anche l’ultimo arrivato David Logan, ma le speranze della Sidigas si sono infrante sull’errore all’ultimo secondo di Ragland.

Tantissimo equilibrio anche nelle due semifinali, decise entrambi all’ultimo minuto, con Milano che risolve la pratica Reggio Emilia grazie al talento di Sanders, ma la Grissin Bon deve recriminare sulla gestione non impeccabile delle ultime azioni, mentre Sassari, dopo aver inseguito per 38 minuti un’indomabile Brescia, mette la freccia grazie agli attributi di Rok Stipcevic, uno che non si è mai tirato indietro quando il pallone scotta e ancora una volta sono state le sue triple a ribaltare la situazione.

205025207-9ec1f70c-1720-4770-a50b-eff0b03226baSi è arrivati così alla finale, un classico degli ultimi anni, con l’Armani e il Banco di Sardegna a contendersi un trofeo che le ha viste vincitrici nelle ultime due edizioni. Prima del match spazio alle esibizioni da All Star Game, con Ceron subito eliminato nella gara del tiro da tre e Landry Nnoko a dimostrare che le schiacciate non sono proprio il suo punto di forza, due gare viste da pochi intimi, disputate tre ore prima della palla a due e mandate in differita un’ora e mezza prima dell’inizio della diretta televisiva, ma in Legabasket sono contenti così. Sassari ha provato la fuga nel primo tempo, trascinata da Trevor Lacey, ma Milano non ha mai sbragato e nel terzo quarto ha aggiustato la mira dalla linea dei 6.75, con Hickman grande protagonista, finendo anche a più 11. Il Banco di Sardegna non si è arreso e con Stipcevic è arrivata nuovamente a ridosso dell’avversaria, ma la panchina milanese è più profonda e ha consentito a coach Repesa di ruotare i suoi uomini, per farli arrivare più freschi nei minuti decisivi. Milano ha vinto la sua seconda Coppa consecutiva, ma non hanno vinto certamente i giovani italiani, con Abass e Fontecchio che non sono neanche scesi sul parquet, Pascolo meno produttivo del solito e il solo Cinciarini a tenere alta la bandiera del nostro basket, in una Coppa Italia, dove gli italiani hanno segnato solamente 17 punti dei 158 complessivi messi a segno dalle due finaliste e dove anche Reggio Emilia, la squadra più “azzurra” del nostro campionato, per provare ad arrivare in finale, si è rinforzata con un paio di americani di buon livello.

Ma così va la nostra pallacanestro, che si consola con la buona affluenza di pubblico che ha riempito la Fiera di Rimini, coltivando il suo orticello, senza accorgersi che nelle altre nazioni, ci sono ettari e ettari di pallacanestro coltivabile.

SITUAZIONE IN CASA CONSULTINVEST

Primi allenamenti per Jeremy Hazell, che non sarà tirato a lucido, ma che sembra in una condizione fisica accettabile e la sua capacità di far canestro, non sembra essersi persa nell’attraversamento dell’Oceano Atlantico. Il ragazzo di Harlem dovrà diventare il famigerato go to guy, quello che non sarebbe mai potuto essere Brandon Fields e che manca terribilmente alla Vuelle, condannata agli ultimi posti della classifica, anche dalla tantissime partite perse al fotofinish. Ma non finisce qui il mercato della Consultinvest, perché dalla cena di mercoledì sera, dove erano presenti tutti i componenti del Consorzio, è emersa la volontà di provare il tutto per tutto per rimanere in serie A e ci sarebbe la disponibilità economica per provare ad ingaggiare il famigerato play che tanto manca a questa squadra.

E Zavackas che fine farà? Rimarrà ancora a Pesaro o ci saranno addirittura altri due interventi sul mercato? Situazione fluida, ma la priorità sembra essere la ricerca del playmaker, anche perché nel ruolo di numero quattro la Vuelle ha Jarrod Jones e al posto del 37enne lituano, arriverebbe in prestito un giovane comunitario, magari da qualche formazione di alto livello europeo, fuori dalle Coppe, ma questo movimento alzerebbe di poco la famigerata asticella.

Discorso diverso se si riuscisse a firmare un playmaker degno di questo nome, già esperto del nostro campionato e con punti nelle mani, identikit simile a quello che ha portato all’ingaggio di Hazell, anche se la ricerca si concentrerà maggiormente su un regista puro e non su una combo-guard. Ma eventualmente chi lascerebbe vuoto il suo armadietto all’Adriatic Arena? Dipende dalle offerte, Thornton ne ha diverse, ma il suo procuratore non vuole trasferirlo in una squadra dove non sarebbe protagonista, anche se proprio questa condizione favorirebbe la sua partenza da Pesaro. Marcus infatti, ha perso da diverse giornate il suo posto nello starting five, riguadagnato negli ultimi due match solamente per l’infortunio di Harrow e soprattutto, il piano di trasformarlo in un playmaker è fallito clamorosamente. L’arrivo di una guardia pura come Hazell, potrebbe togliergli ulteriormente minutaggio e in America amano le statistiche e quelle di Thornton finora (26 min. 11.9 punti, 1.5 assist) non sono di primissimo livello e difficilmente gli aprirebbero da sole le porte della Nba. Tra l’altro l’arrivo di un play, riporterebbe Harrow nel ruolo che si era ritagliato la scorsa estate, ovvero quello di poter partire dalla panchina e cambiare col suo ingresso, l’inerzia del match e un quintetto biancorosso composto dal nuovo play, da Hazell e Jasaitis e dalla coppia di lunghi Nnoko-Jones, non sarebbe malaccio da poter schierare nei finali infuocati, con Harrow, Ceron e Gazzotti a partire dalla panchina, insieme a Zavackas e Cassese.

Ma anche Harrow non è sicurissimo di rimanere in riva al Foglia, soprattutto perché in questi mesi è stato bersagliato da troppi infortuni, fortunatamente non gravissimi, ma che gli hanno impedito di allenarsi con continuità e con quel fisico non proprio da running back, il rischio di farsi male durante le sue scorribande dentro l’area è sempre molto elevato. Situazione fluida insomma, dove la differenza la potrebbe fare anche il passaporto del nuovo playmaker, perché se fosse comunitario, sarebbe Zavackas a dover fare le valigie o ad accomodarsi in tribuna, per un’eventuale turnover. Stanno arrivando parecchie offerte e tutte di giocatori di buon livello, perché non si possono giocare le ultime chanches di salvezza sull’ennesimo 22enne proveniente dalla D-League, forse per domenica prossima, l’unica faccia nuova sarà quella di Hazell, ma aspettiamoci novità per le prossime settimane,

Un commento to “Coppa Italia secondo pronostico: Milano esulta. A Pesaro si lavora sull’inserimento di Hazell”

  1. furbetta scrive:

    deve arrivare subito un altro giocatore per tirarci fuori da questa grave posizione.

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