Fatevi coraggio, non è solo sesso. La rubrica settimanale di De.Sidera

di 

22 febbraio 2017

Dott.ssa Arianna Finocchi*

Sarà vero che la passione nella coppia rappresenta la cartina tornasole della salute della relazione? Sarà vero che deve essere sempre ad alte temperature? Sarà vero che rimane viva per poco per poco
più di qualche anno?
Tutte le coppie si trovano a fare i conti con due macro momenti che dividono a metà la storia della
coppia: uno iniziale di vita insieme, caratterizzato da maggiore euforia, entusiasmo e desiderio di
investire nel nuovo, uno, a seguire, che tende a perdere quella verve che tanto scalda i corpi e le menti
dei freschi amanti, possiamo dire dunque, meno incantato. Forse, questo secondo momento può
rivelarsi migliore del primo, quando molte coppie lasciano il passo allo sconforto e alla delusione
dell’abitudine, quando molti cedono e “tagliano la corda”, per altri ha inizio quel momento di
“incontro-scontro” che renderà sempre più intimi i partners.
Questo non vuol dire che le fasi iniziali di una relazione non siano importanti, anzi, molte solide basi si
gettano proprio in quei bellissimi e indimenticabili momenti, ma sembra che in principio l’altra
persona si caratterizzi più per le nostre stesse proiezioni e i nostri desideri, piuttosto che per quello
che realmente è.

Le prime fasi, istintive, passionali, magiche, i bisogni dell’uno colludono con quelli dell’altro e si gettano le basi per un incastro che potrebbe essere duraturo. Con il tempo però si può desiderare nuove cose che vanno di pari passo alla nostra stessa crescita. Ecco allora che svanisce l’incanto iniziale, la coppia comincia ad addentrarsi in una zona caratterizzata da una conoscenza e una intimità maggiori, in cui non si conosce più profondamente solo l’altro, ma specialmente se stessi.

intimitàDavid Schnarch, sessuologo e psicologo clinico americano, i coniugi dovrebbero permettersi di mostrarsi all’altro come realmente sono, raggiungerebbero così, una più piena consapevolezza dei propri bisogni, che gli permetterà di mettersi in relazione, senza rinunciare a parti di se stessi. Spesso l’ errore che compiono, è quello di compiacere l’ altro, a scapito del proprio sentire. Per mantenere in vita una relazione passionale, bisognerebbe andare verso il partner, ma nel rispetto dei propri bisogni; il rischio in ogni coppia è quello per cui la confusione dei Sé dei partner possa distrugge il sapore della conoscenza reale dell’altra persona, ma soprattutto di quella che possiamo sperimentare, continuamente, di noi stessi. Siamo in intimità se possiamo essere liberi di scoprire i veri sentimenti, di dire quello che si pensa e si prova. Se godiamo della forza di essere vulnerabili. Se lasciamo la porta aperta senza paura che l’altro ne approfitti. Se ci sentiamo al sicuro. L’intimità, dunque, un posto dove sentirsi al sicuro, Eppure, un posto che può, per chi ha paura di lasciarsi conoscere, diventare pericoloso.

Il sesso sarà un sesso appagante e bellissimo se si rimane se stessi anche quando si è in coppia; nel sesso si mostra la propria natura, la personalità più profonda, a che punto si è nel viaggio verso la costruzione di un Sé autentico. È per questo che chi non resta fedele a se stesso non si mostra realmente durante il rapporto sessuale e ha grande difficoltà ad entrare in intimità con il partner, sia relazionale che sensuale e sessuale. Bisogna essere coraggiosi per vivere appieno sesso e intimità.

Molti testi sulla sessualità umana insegnano che gli uomini raggiungono il loro apice sessuale prima dei vent’anni. Le donne più tardi, secondo alcune supposizioni. Si tratta di una confusione tra il periodo di massima efficienza genitale e il periodo di massima efficienza sessuale. La velocità con la quale il nostro corpo risponde è unicamente la misura di efficienza genitale. (La genitalità è la fase conclusiva dello sviluppo psicosessuale dell’individuo e superate le fasi pregenitali orale, anale e fallica, la persona è in grado di avere rapporti completi). Ma Il nostro culmine sessuale ha molto a che fare con quello che siamo autenticamente come persone umane, capaci di introdurre la bellezza nel sesso.

corpi_sessuatiLa sessualità che si esprime come un’opera d’arte: bella, appagante, coinvolgente, intrisa da emozioni cariche di piacere intenso, dovrà accompagnarsi con l’intimità. L’intimità nella sessualità si rivela attraverso la conoscenza profonda, la curiosità frizzante e il coraggio di aprirsi all’altro. Le persone che possono permettere agli altri di conoscerli possiedono un potenziale maggiore per esperienze sessuali profonde. Le prime esperienze sessuali sono spesso deludenti; è raro che una persona giovanissima guardi negli occhi durante il rapporto, perché potrebbe rivelarsi per quello che realmente è e questo può fare paura, soprattutto perché i giovanissimi non hanno ancora molto da mostrare, semplicemente non c’é ancora dentro una personalità formata dall’esperienza di vita. Una persona matura ha più identità personale dietro i suoi occhi. Le persone meno giovani hanno una conoscenza più profonda di se stesse sotto molti aspetti. Possono non apprezzare tutto di se stessi, ma sono molto più avanti nell’accettare chi sono e chi non sono riuscite a diventare. Hanno più Sé da portare nel sesso e la “differenziazione” necessaria per svelare se stessi, senza la paura della reazione dell’altro.

Le persone che possono permettere agli altri di conoscerli possiedono un potenziale maggiore per
esperienze sessuali profonde. Un esempio consiste nel lasciare che il vostro partner guardi nei vostri
occhi e “vi veda” mentre raggiungete l’estasi amorosa, mentre mostrate senza difese cosa siete.

David Schnarch nel suo libro “La passione nel matrimonio – Sesso e intimità nelle relazioni d’amore” dice qualcosa che può somigliare ad una provocazione: «Una sessualità che abbia un significato profondo è determinata più dalla maturazione personale che dai riflessi fisiologici. La cellulite e il potenziale sessuale sono altamente correlati».

*Psicologa, Psicoterapeuta, Sessuologa

de.Sidera, chi siamo:

L’associazione di psicologia e sessuologia “de.Sidera” vuole essere uno spazio culturale di discussione di tematiche psico-sessuologiche, un momento per riflettere sulla propria sessualità, per rendersi consapevoli che il piacere, in ogni ambito, è accessibile, basta volerlo.

L’associazione “de.Sidera” è formata da psicologhe e sessuologhe e si occupa inoltre di servizi alla persona attraverso consulenze all’individuo, alla famiglia e alla coppia e fornisce servizi di consulenze ai professionisti.

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