Ricci a confronto col Porto: “Parco all’ex Amga dopo la bonifica. Sull’ex Consorzio Agrario progetto unico per la riqualificazione”

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22 febbraio 2017

PESARO – Ex Amga, piste ciclabili, mobilità, ex Consorzio Agrario. Dal presidente Sergio Joe Castellani ai membri, il comitato civico del porto schiera le richieste. «Così il Comune alza le orecchie, ascolta e risponderà. Sentiamo cosa dice il sindaco», premette don Marco De Franceschi. Così Matteo Ricci: «Il porto è passato dalla depressione alle prospettive interessanti. Anche quest’anno abbiamo ottenuto altri tre milioni di fondi statali per la modernizzazione». Dragaggio della darsena commerciale e sistemazione banchine. «Ma il lavoro continuerà su palancolato, illuminazione, videosorveglianza, recupero edifici, asfalto su strada tra i due porti. Il pacchetto di interventi? si concluderà al massimo nei primi mesi del 2018». Sul rilancio del cantiere navale: «Il gruppo ci sembra serio, l’attività (refitting di grandi yacht, ndr) non è incompatibile con la residenzialità. Può dare appeal all’immagine. E male non fa: si sposa con l’idea del ‘Portobello’. Ovvero: porto commerciale, con margini di attrattiva turistica».

EX CONSORZIO – I nodi: «La variante per le due torri all’ex Consorzio è stata bocciata perché ritenuta eccessiva. Caricava troppa residenzialità, non era il massimo della compatibilità con la destinazione commerciale e con tutti i problemi che il porto ha già avuto. L’urbanistica? Spetta al consiglio comunale, non la fa né Matteo Ricci né l’imprenditore di turno. Mi auguro che adesso si ripresenti un progetto più gestibile. Abbiamo bisogno di riqualificare l’area. Ma intanto si possono fare alcune cose». Nel dettaglio: «La strada giusta è sviluppare un piano complessivo che contempli ex Consorzio Agrario, area Morsiani, zona comunale all’altezza del Corto Maltese, area Bruscoli. Magari in relazione con lo sviluppo del cantiere navale». Residenzialità, servizi o altro: «Possiamo favorire una progettazione unica, sostenibile e non sproporzionata sul lato urbanistico, al cui interno dare risposta anche al tema del centro civico del quartiere (nella parte comunale, ndr)». Il sindaco puntualizza: «Ovviamente molto dipende dai privati: tre aree su quattro sono loro. Ma cercheremo di mediare per favorire l’accordo». Intanto, «se il quartiere ha esigenze immediate sul centro civico, possiamo valutare temporaneamente l’utilizzo di locali a Pesaro Studi».

IMG_2545In parallelo si lavora alla «dividente» con la Capitaneria: «Nel giro di poco vogliamo definirla: serve a ripartire le zone di proprietà, stiamo ragionando sulla suddivisione in base alla linea dei sampietrini. E’ un’operazione propedeutica al completamento della ciclabile perché così, nella strada, la competenza sarebbe la nostra». Ancora: «Ci interessa anche lo sbocco tra Calata Caio Duilio e viale Trieste: se acquisiamo l’area verrebbe naturale il collegamento con viale Trieste. Magari con l’inserimento di una piccola rotonda». La Capitaneria, nota Ricci, «è d’accordo: la dividente interessa anche a loro. Così possiamo andare avanti su ciclabile e definizione della nuova mobilità». Con la precisazione: «Vorrei evitare però le recinzioni nella ripartizione: il porto è bello perché vivibile». Altra carta che il sindaco vuole giocarsi, all’ex Consorzio Agrario, è il decreto sicurezza: «I primi cittadini avranno più poteri per intervenire nelle zone degradate. Finora, invece, possono fare ordinanze solo per motivi di pubblica sicurezza. Ma se l’impostazione della legge sarà confermata, come pare, avrò uno strumento in più. Un’altra opzione per fare mettere intanto un’impalcatura, in attesa della riqualificazione complessiva. Verificherò la percorribilità della misura».

EX AMGA – Bonifica e dintorni: «So bene i disagi che il quartiere ha subìto. Mi sono ritrovato la tegola appena arrivato: il Comune ha messo i soldi per l’intervento, più di questo non potevamo fare. Il terreno inquinato è stato praticamente portato via tutto. Il grosso è terminato, ma è l’Arpam che deve dirci ora come procedere e quando la bonifica si chiude. Speriamo di completare al più presto ma non possiamo decidere noi. La bonifica della falda non si interrompe, per il terreno staremo alle indicazioni dell’Arpam. Così come deve essere». Alla fine del percorso conferma il parco: «Il quartiere ha sofferto e lo merita. E’ il risarcimento migliore. So che dovrò avere a che fare con i privati. Ma realisticamente: chi mai costruirà sopra un’area appena bonificata, con tutti i problemi che ci sono stati, con un quartiere in rivolta? E’ oggettivamente impossibile: credo che si possa addivenire a più miti consigli». Apre così sul collegamento parco verde-Molaroni, proposto dal comitato: «Progetto bellissimo».

L’AGENDA – Parcheggio del centro Benelli: «Già finanziato, stiamo facendo la gara. Da qui a fine estate sarà realizzato. Il tetto? Oggettivamente è un problema irrisolto. Cercheremo una strada per intervenire». Luci: «Da qui a due anni con Marche Multiservizi cambieremo 11mila punti luce e sostituiremo tremila pali. Si partirà proprio dal porto-mare: entro l’estate illuminazione pubblica rinnovata per il quartiere». Strade: «Dopo gli asfalti fatti le prossime priorità da sistemare saranno i marciapiedi di via Paterni, piazza Doria e via Chioggia». Infine: «Fatta la dividente, possiamo prendere in carico lo spazio verde all’altezza del mercatino Coldiretti e dei mercatini del pesce. A quel punto sarà possibile fare un bando per un bici-grill nella zona (il sindaco ne punta altre due: uno sul San Bartolo e uno in fondo a Viale Trieste, lato Fano, zona campi beach tennis, ndr). Ovvero punti attrezzati per assistenza e affitto bici. Con il bando vogliamo mettere a disposizione un piccolo chiosco dove si fa il servizio, abbinandolo allo spazio per lo ‘street food’ del pesce. In cambio chiediamo l’allestimento e la pulizia del giardino con i giochi per i bambini». Chiude così: «Il mio sogno sarebbe un ponte tra ciclabile Baia Flaminia e nuova darsena. E’ complicato e non è una promessa: ci vogliono tanti soldi. Ma intanto studiamo il progetto per provare a intercettare fondi europei».

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