Vuelle in centrifuga di sentimenti: vittoria da tripudio, classifica e calendario da brividi, mercato da dubbi

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27 febbraio 2017

Vuelle-Sassari (Foto Baioni)

Vuelle-Sassari (Foto Baioni)

PESARO – Primo quarto di gioco, l’Adriatic Arena assiste in silenzio a quello che sta accadendo sul parquet, con la tifoseria organizzata assente, una curva semivuota senza nessuno striscione esposto e qualche sporadico e timido applauso. Pochi per la verità, perché lo spettacolo offerto fino a quel momento dai ragazzi di coach Bucchi è desolante, tra schiacciate sbagliate, entrate fallite da mezzo metro, triple comode che scheggiano il ferro, passaggi finiti direttamente in tribuna, difesa inesistente e una generale sensazione che la squadra sia rimasta con la testa negli spogliatoi. Mentre da Cremona arrivano notizie poco rassicuranti, con la Vanoli già nettamente avanti su Venezia, poi…

Sì, perché c’è sempre un poi, quando si parla della Consultinvest in questa stagione, nel bene e nel male, da quarto a quarto, di partita in partita, caratteristiche di una squadra atipica, dove i difetti ormai sono congeniti e le qualità vengono fuori a sprazzi, ma poi ripensi ai primi dieci minuti e realizzi che in fin dei conti, Sassari non ti era piaciuta più di tanto e che nel più 13 sul tabellone, c’era molto demerito della Vuelle, più che un reale merito del Banco di Sardegna. Poi ti rendi conto che Thornton sembra in serata, quella dove i fili sono collegati nella giusta maniera e la faccia sembra quella delle grandi occasioni, poi realizzi che Jones il suo mattoncino lo porta sempre alla causa, anche contro avversari più grossi di lui, poi comprendi che Hazell non sembra ancora in grado di offrire un buon contributo, ma ha l’intelligenza di non forzare mai, poi ti accorgi che la terna arbitrale, quella che aveva fischiato un fallo a Lydeka sulla prima palla a due, è andata in confusione, tra tecnici e decisioni cervellotiche e solitamente, quando c’è confusione sul parquet, a beneficiarne è la squadra che gioca in casa e quella più debole.

Poi ti rendi conto che anche stavolta, la Vuelle è arrivata a giocarsi la vittoria negli ultimi minuti, quelli che spesso sono stati deleteri, ma che stavolta hanno sorriso ai ragazzi di coach Bucchi, bravo nella gestione dei suoi giocatori, con una rotazione che gli ha consentito di schierare il miglior quintetto nel finale, quello dove Thornton ha segnato gli ultimi otto punti, tutti decisivi e tutti complicati, con una tripla a fil di sirena, un arresto e tiro dai cinque metri e un’entrata acrobatica.

La novità Jeremy Hazell (Foto Filippo Baioni)

La novità Jeremy Hazell (Foto Filippo Baioni)

Poi ti rendi conto che la classifica non è poi cambiata di molto, nonostante la vittoria, perché aspettando il posticipo di stasera tra Varese e Pistoia, la Vuelle rimane al terzultimo posto, pur agganciando Cantù, che però è in vantaggio nella differenza canestri e che oggi cambierà la guida tecnica, affidando la squadra a Charlie Recalcati, e visto che Cremona sembra una squadra in salute, con sei giocatori in doppia cifra nella vittoria – mai in discussione – ottenuta contro una big come Venezia, ti rendi conto che la salvezza potrebbe essere un discorso a due tra Pesaro e Varese.

Poi ti rendi conto che mancano ancora dieci partite, che Pesaro è attesa da due trasferte consecutive – Venezia e la stessa Varese – e che la prossima partita casalinga sarà contro una big come Reggio Emilia e capisci che il cammino verso la salvezza è ancora lunghissimo e che ottenere altre quattro vittorie, sarà complicato come trovare un posto auto libero in via Vincenzo Rossi nell’ora di punta, ma alla fine del primo quarto del match contro Sassari, tutto sembrava perduto e in una stagione avara di soddisfazioni, ti devi accontentare delle piccole conquiste.

I PIU’……

Marcus Thornton: Sul suo talento, non abbiamo mai avuto dubbi, sulla sua voglia di impegnarsi ogni domenica, ne abbiamo avuti invece tantissimi, ma contro Sassari abbiamo visto la sua versione migliore, quella dove fare canestro sembra la cosa più naturale del mondo, non sarà un playmaker, ma i suoi punti saranno fondamentali da qui al prossimo 7 maggio.

Difesa: Dopo un primo quarto orribile, la Vuelle si ricompatta in fase difensiva, con raddoppi ben eseguiti e pochi contropiedi concessi agli avversari, per una squadra che fatica a segnare 70 punti, la difesa resta una chiave fondamentale per le vittorie.

Jarrod Jones: Thornton ha segnato i punti decisivi, ma Jones ha il grosso merito di aver segnato quattro punti fondamentali, quando marcato da Sacchetti, ha avuto l’intelligenza tattica di attaccarlo e di segnare due canestri in entrata, superandolo in velocità, ciliegina sulla torta della solita partita tutta sostanza giocata da Jarrod.

… E I MENO DELLA SFIDA PESARO – SASSARI

Ryan Harrow: Commette una grossa ingenuità, protestando con gli arbitri, mezzo minuto dopo che la terna arbitrale aveva affibbiato a Lacey un tecnico per proteste, che gli era costato il quinto fallo, stessa sorte toccata al play biancorosso, che ha dovuto lasciare il parquet all’inizio del quarto periodo, sintomo che Ryan non sta giocando con la tranquillità necessaria di chi dovrebbe avere in mano le redini del gioco.

Assist: Solo otto assist distribuiti, sui 25 canestri realizzati dalla Vuelle, che come spesso gli capita, fatica a trovare l’uomo libero, finendo per rifugiarsi negli uno contro uno dei suoi giocatori più talentuosi.

Donatas Zavackas: Non ha messo piede sul parquet e nessuno ha sentito la sua mancanza, che alla Consultinvest serva un nuovo numero quattro, ci sembra chiarissimo.

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

Domani è l’ultimo giorno per scambiare un giocatore tra le squadre della massima serie, prima scadenza di un mercato comunque ancora in pieno fermento, con ben quattro nuovi arrivi solo questa domenica, ma ci sarà qualcuno che vorrà “liberarsi” di un giocatore in esubero? Sassari attualmente ha nove stranieri e l’arrivo di Lighty da Trento, potrebbe complicare la permanenza in Sardegna di Josh Carter, ma il suo stipendio non è alla portata delle casse biancorosse, che per firmare qualsiasi giocatore sotto contratto, avrebbe bisogno della collaborazione della squadra “venditrice”, che dovrebbe liberare il giocatore e non incassare il buyout, operazione effettuata per esempio proprio da Trento, che ha tagliato Lighty consentendo a Sassari di firmarlo, senza costi aggiuntivi, un’ora dopo.

Ma Pesaro è ancora sul mercato? Nì, nel senso che ufficialmente tutto tace in via Bertozzini, ma è chiaro che i due problemi da risolvere siano ancora sul piatto, soprattutto dopo il Ne di Zavackas contro Sassari, chiaro segnale che coach Bucchi non ci crede più e che preferisce spremere Jones e Jasaitis, per trenta minuti o più a partita, con tutti i rischi del caso. Ma se si trovasse un lungo extracomunitario valido, come si comporterebbe la società biancorossa? Sacrificherebbe Harrow, col rischio di trovarsi praticamente senza playmaker? Dipende, perché vige sempre la regola che non si debba firmare il primo arrivato, ma un giocatore che faccia veramente la differenza, a prescindere dal ruolo, perciò se ci fosse un play comunitario valido sul mercato, sarebbe Zavackas a fare le valigie senza troppi rimpianti.

Thornton al tiro (Foto Filippo Baioni)

Thornton al tiro (Foto Filippo Baioni)

Il tempo stringe e se ci fosse veramente l’intenzione di non lasciare nulla d’intentato per salvarsi, si dovrebbe agire in questa settimana, per presentarsi allo spareggio del 12 marzo a Varese, nel migliore dei modi, sperando che Hazell ritrovi al più presto il ritmo partita, anche se a noi non è dispiaciuta la sua partita contro Sassari, dove si è ben comportato in fase difensiva ed ha avuto l’accortezza tattica di non forzare le situazioni offensive, lasciando il pallino del match nelle mani dello scatenato Thornton.

Un paio di considerazioni tecniche sulla partita di ieri: Jasaitis potrebbe avere il dono dell’invisibilità quando è sul parquet, altrimenti non si spiegherebbe perché in 24 minuti, non gli sia mai arrivato un pallone da parte dei compagni. Il lituano è rimasto completamente libero nel suo angolino almeno una decina di volte, ma tutti – e non solo Harrow – lo hanno beatamente ignorato, mentre Simas si sbracciava come un vigile all’ora di punta per farsi notare. Nnoko invece, riesce a farsi vedere dai compagni, che anche ieri lo hanno coinvolto nel match, scaricandogli dei palloni che chiedevano solamente di essere schiacciati a canestro, ma il buon Landry non ci è mai riuscito, subendo al massimo fallo, per poi sprecare tutto dalla lunetta con lo zero su quattro ai liberi. Un vero peccato, perché poi nell’ultimo quarto, i compagni hanno deciso di non coinvolgerlo più nel gioco, anche in quelle situazioni nelle quali si era liberato dentro l’area, memori dei fallimenti del camerunense nelle azioni precedenti, Due situazioni tattiche che ci portiamo dietro dalla prima giornata, ma mentre per Nnoko, passa tutto dai suoi miglioramenti individuali, per risolvere la situazione di Jasaitis, si dovrebbe intervenire sulla chimica di squadra, quella che potrebbe arrivare solamente cambiando la testa dei giocatori o i giocatori stessi.

DAGLI ALTRI PARQUET

Milano soffre, ma riesce a battere un coriacea Caserta, espugnando nel finale il PalaMaggiò, l’Armani allunga sulle inseguitrici, con Avellino sconfitta a Brescia dalla sempre più sorprendente Germani Basket e Venezia che prosegue il suo momento no, perdendo nettamente a Cremona. Nel gruppo delle quarte, si inseriscono Trento e Capo d’Orlando: la Dolomiti Energia conquista la sua quinta vittoria consecutiva, passando con autorità a Reggio Emilia, raggiungendola a quota 22 punti, mentre i siciliani resistono alla rimonta di Cantù e mettono nei guai una Red October che ha finito la parentesi russa, dando carta bianca a Charlie Recalcati. Per l’accesso ai playoff, importante il successo ottenuto nello scontro diretto da Torino ai danni di Brindisi, in una ventesima giornata che si chiuderà stasera col posticipo tra Varese e Pistoia.

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