Donna, uomo, coppia nell’infertilità: parola alla sessuologa di De.Sidera

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28 febbraio 2017

infertilità

Dott.ssa Giorgia Giacani*

Sterilità, essere sterili, sono sterile.

È questo il passaggio lessicale che affronta chi è “incapace di produrre effetti” (“Zanichelli – vocabolario della lingua italiana-“), “ la qualità di chi è incapace alla riproduzione in età feconda e in un periodo normale di rapporti sessuali” (“Zanichelli – vocabolario della lingua italiana-“).

Una coppia è sterile se dopo 1 anno di rapporti mirati e senza contraccettivi non sviluppa una gravidanza, in donne con meno di 30 anni; il limite è di 18 mesi in donne con età più elevata.

Il dizionario non mette nella definizione tutte le apposizioni alla definizione: il dolore della scoperta, il senso di vuoto che si prova, il sentirsi vittima dello stereotipo per il quale vuole che la donna sia una parte per il tutto, ovvero incapace di generare, quindi non donna fino in fondo e l’uomo impotente.

Quanti errori in un solo stereotipo.

La sterilità è un concetto dinamico, muta il suo stato da quando si scopre a quando ce ne facciamo carico e decidiamo di chiamarla col suo nome e scenderci a compromessi. Ci sono cose che non diventano autentiche fino a quando non le chiamiamo per nome e cose che invece quando le nomini perdono ogni verità.

La diagnosi di sterilità è un vero e proprio lutto, una maledizione. Mai nessuno mette nel piatto della bilancia la possibilità di non essere fertile , ci si inizia a fare domande dopo qualche mese, quando le mestruazioni continuano ad essere una costante mensile, e la rabbia e la rassegnazione si fanno sempre più spazio.

Quando parliamo di coppia infertile, le cause non sono mai attribuibili al singolo ma sempre alla coppia. Non c’è un colpevole, ma c’è una coppia che si trova ad affrontare un ostacolo e solo collaborando riusciranno nel loro intento. “Nella fecondazione assistita come in mare, si viaggia alla velocità della nave, o del coniuge più lento, altrimenti la nave non è più nave e la coppia non è più coppia”.

Cosa accade ad una donna che desidera dei figli e questi non arrivano?

Si trova a vivere in un circolo da “ansia da fecondazione”: controllo della temperatura basale, rapporto sessuale, test di gravidanza, un vero e proprio rito.

Il sesso si basa solo sulla necessità di procreare. L’ uomo è una macchina produttrice di spermatozoi e la donna dispensatrice di ovuli.

Ma tutto questo non porta a nulla. Il rito dell’ infertilità ha inizio. 

Nelle mestruazioni c’è  quel segnale di riconoscimento reciproco. Io sono tuo e tu sei mio. Il rito è il modo reciproco in cui ci ricordiamo di appartenerci. E quindi io divento la mia infertilità – una parte per il tutto-.

Tutta la vita gira intorno ad un unico imperativo: “DEVO RIMANERE INCINTA”, la ricerca e il pensiero sono sempre e solo rivolti ad una cosa: la riproduzione.

Rito diventa anche il percorso di fecondazione: le visite, i controlli, il pick up, l’attesa della fecondazione in laboratorio, il trasfert, le due settimane di attesa, il test di gravidanza. Un mix di speranza e ossessione che non si ferma.  Ripetere le stesse azioni, in modo scaramantico, ripetersi che è la volta giusta. Che è l’ultima volta.

Gli studi più recenti cercano di guardare alla sterilità sia in un’ottica psico-somatica: la mente ha poteri fortissimi e profondissimi in uno studio condotto da Morse e Van Hall che ha seguito alcune donne a cui era stata rimossa chirurgicamente la causa della sterilità, l’infertilità persisteva. Lo stress emozionale influisce in modo pregnante sia nell’ovulazione che nella spermatogenesi. Secondo un altro studio di endocrinologia sembra che lo stress emotivo sia in grado di alterare se non di sopprimere la funzione gonadica, ovvero la secrezione degli ormoni sessuali. Ma anche e sopratutto dall’ottica somato-psichica ovvero la sterilità corporea porta allo sviluppo di una sintomatologia psichica che si radica nel profondo, che va a creare uno stato di stress che diventa deleterio per la possibilità di fecondazione.

Siamo dentro all’ennesimo circolo vizioso.

Sembra difficile uscirne.

L’infertilità è un trauma e il superamento dipende sia dall’effettiva possibilità di esaudire il proprio desiderio, dalla propria struttura caratteriale, che dalla tenuta emotiva della coppia a cui è richiesto di ri-strutturarsi e insieme affrontare il percorso che li potrà condurre al coronamento del loro desiderio primario: diventare genitori.

*Psicologa, psicosessuologa

 

de.Sidera, chi siamo:

L’associazione di psicologia e sessuologia “de.Sidera” vuole essere uno spazio culturale di discussione di tematiche psico-sessuologiche, un momento per riflettere sulla propria sessualità, per rendersi consapevoli che il piacere, in ogni ambito, è accessibile, basta volerlo.

L’associazione “de.Sidera” è formata da psicologhe e sessuologhe e si occupa inoltre di servizi alla persona attraverso consulenze all’individuo, alla famiglia e alla coppia e fornisce servizi di consulenze ai professionisti.

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