Baldelli (FdI): “Il disastro finanziario della Provincia va diviso equamente tra governo Renzi e amministratori provinciali del Pd”

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3 marzo 2017

PESARO – Sulla questione del bilancio provinciale e sull’esposto presentato dal presidente Tagliolini alla Procura per i tagli operati dal governo Renzi al bilancio dell’ente di via Gramsci (RILEGGI QUI PRECEDENTE ARTICOLO PU24) interviene il segretario provinciale di Fratelli d’Italia Antonio Baldelli, che è stato anche capogruppo d’opposizione in provincia fino al 2014 e che ha sempre denunciato “l’allegra gestione delle casse provinciali” dei precedenti amministratori provinciali.

Antonio Baldelli

Antonio Baldelli

“È vero – sottolinea l’esponente del movimento di Giorgia Meloni – il governo Renzi e quello Gentiloni, che sembra ricalcare le orme del fiorentino ex presidente del consiglio, stanno devastando i bilanci di comuni e provincie con tagli lineari insensati, che mettono a rischio i servizi essenziali erogati ai cittadini dagli enti locali. La prova più disastrosa e anche la più odiosa dei tagli operati da Renzi e compagni sono sicuramenti quelli che hanno riguardato i fondi destinati a disabilità, disagio mentale, famiglie in difficoltà. Tagli che i cittadini non comprendono quando leggono che lo stesso governo ha messo a disposizione delle banche ben 20 miliardi di euro e dei presunti profughi oltre 4 miliardi. Ma diciamocela tutta: i precedenti amministratori della provincia di Pesaro, da Ucchielli sino ad arrivare a Ricci, ci hanno messo del loro. Lo stato di precarietà finanziaria denunciato dal presidente Tagliolini è anche figlio delle gestioni dissennate degli ultimi 15 anni di governo provinciale a guida PD. Se non ci sono fondi per la manutenzione delle strade provinciali, ridotte a mulattiere, la responsabilità va equamente divisa tra il governo Renzi e gli amministratori provinciali che negli anni scorsi hanno portato il debito dell’ente ad oltre 90 milioni di euro. E già! Sarebbe stata certamente diversa la situazione finanziaria della provincia se gli amministratori provinciali del tempo non avessero acquistato oltre 40 milioni di euro di titoli derivati, se non avessero aperto centri benessere, se non avessero proceduto alla irregolare operazione di cartolarizzazione del patrimonio immobiliare della provincia, se non avessero sforato il patto di stabilità per ben 2 anni consecutivi con pesantissime sanzioni economiche per l’ente”

Baldelli conclude: “Baste leggere le verifiche compiute dalla Corte dei Conti sull’operato delle precedenti amministrazioni provinciali per comprendere come il Pd abbia disastrosamente gestito l’ente di via Gramsci e i soldi dei cittadini. Solo, ad esempio, in merito all’operazione di cartolarizzazione immobiliare, contro la quale ci battemmo in aula e sulla stampa, la Corte dei Conti scrive, senza utilizzare mezzi termini, che si trattò di una grave irregolarità. Mi chiedo, dunque, se la Procura, dopo aver letto l’esposto del Presidente Tagliolini che al tempo era capogruppo del Pd in consiglio provinciale, terrà conto anche delle operazioni dissennate e irregolari votate da Tagliolini e compagni. Perché non è scrivendo alla Procura che si cancellano le responsabilità politiche e amministrative di oltre 15 anni di sperperi e irregolarità”.

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