La Consultinvest dura un tempo ma poi affonda in Laguna: stravince Venezia (85-61)

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5 marzo 2017

2016-12-28-photo-00001195 Vuelle Consultinvest timeoutUMANA VENEZIA – CONSULTINVEST PESARO 85-61
UMANA VENEZIA: Haynes 6, Hagins 9, Stone 4, Ejim 12, Peric 21, Bramos 8, Visconti 0, Filloy 9, Ress 2, Viggiano 7, McGee 7. All. De Raffaele
CONSULTINVEST PESARO: Hazell 3, Gazzotti 1, Cassese 0, Thornton 18, Jasaitis 3, Ceron 5, Jones 20, Serpill ne, Nnoko 9, Zavackas ne, Harrow 2. All. Bucchi
ARBITRI: Biggi. Vicino, Morelli
PARZIALI: 22-22, 20-14, 18-14, 25-11

VENEZIA – Niente da fare per la Consultinvest, che regge solo un tempo sul parquet della seconda in classifica e nella ripresa viene travolta dall’Umana, che vince col punteggio finale di 85 a 61. Si salvano solo Thornton e Jones in casa Vuelle, tradita da Hazell, Harrow e Jasaitis, chiedendosi se non sia il caso di intervenire nuovamente sul mercato, anche perché la vittoria clamorosa ottenuta da Varese ad Avellino scombussola tutte le tabelle salvezza compilate finora, rendendo ancora più importante lo spareggio che si giocherà domenica prossima tra l’Open Job Metis e la Consultinvest.

La cronaca della partita

Primo tempo

Pesaro ripropone il quintetto “all black” con Harrow, Thornton e Hazell da esterni, mentre a presidiare i tabelloni la coppia Nnoko-Jones, Venezia fa debuttare Julyan Stone, mentre Esteban Batista è seduto in borghese in fondo alla panchina, insieme all’austriaco Ortner. Dopo qualche azione da dimenticare da ambo le parti, arrivano i primi quattro punti del match dalle mani di Peric, dimenticato colpevolmente dalla difesa biancorossa, mentre la Vuelle sblocca lo zero, grazie ad un libero di Thornton, con l’Umana che prova il primo allungo grazie alla tripla di Bramos per il 9 a 1 casalingo, mentre Pesaro deve aspettare quattro minuti per segnare il primo canestro dal campo grazie a Jones (13-5), i lunghi biancorossi faticano a contenere i pari ruolo avversari, anche se in attacco trovano un paio di soluzioni positive, ma dopo cinque minuti, i padroni di casa hanno già messo a segno 16 punti, con una difesa che concede troppi canestri facili, entra Ceron al posto di un’evanescente Harrow e sul contropiede finalizzato da Thornton, la Vuelle si riporta a meno quattro (14-18), sprecando anche tre tiri liberi per riavvicinarsi ulteriormente. Coach Bucchi schiera i suoi a zona e Thornton segna la tripla del 19 a 20 e il sottomano del primo vantaggio ospite, in un primo quarto dove le difese hanno concesso qualche canestro di troppo e che si conclude sul punteggio di 22 pari.

Pesaro ha già sprecato cinque tiri liberi, che le avrebbero consentito di chiudere avanti i primi dieci minuti e all’inizio del secondo periodo fa il suo debutto sul parquet Jasaitis, mentre Harrow trova il suo primo canestro per il 24 a 22 ospite, con Ceron bravo a pareggiare in entrata (26 pari), in un match che la Consultinvest finora sta giocando ad armi pari, dopo un brutto avvio. Peric (10 punti) continua ad essere una spina nel fianco per la difesa biancorossa, ma finalmente Harrow trova Jasaitis libero nell’angolo e il lituano ringrazia mettendo a segno la tripla del 31 a 28, azione che se fosse stata effettuata con maggior continuità in questa stagione, avrebbe risolto tanti problemi offensivi, al 15’ la Vuelle ha già esaurito il bonus dei falli, buona notizia per l’attacco veneziano che sta avendo qualche problemino a segnare con la difesa schierata. Arriva così puntuale il tecnico per coach Bucchi, che alzando gli occhi al tabellone, vede l’Umana ancora a quota zero falli commessi e cerca di dare un segnale sia alla terna arbitrale che ai suoi giocatori, che si rischierano a zona proprio per preservarsi dai falli, ma Haynes la buca subito con la tripla del 34 a 31 e Jones si fa, anche lui, fischiare un tecnico contro, dopo essere stato trattato duramente da Peric, ci vuole il decimo punto di Thornton per sbloccare la Vuelle, dopo tre minuti di digiuno offensivo, anche se non si è ancora trovato l’antidoto a Peric che solo soletto, segna da sotto il 37 a 33 Venezia. Entra anche Gazzotti al posto di un nervoso Jones, mentre si aspettano ancora i primi punti di Hazell, per una Consultinvest che rimane in partita grazie a Thornton, anche se nell’ultimo minuto subisce un mini break, che consente all’Umana di chiudere il secondo quarto in vantaggio per 42 a 36.

Le statistiche di metà partita evidenziano l’orribile 8 su 15 dalla lunetta della Vuelle, che non sta facendo bella figura nemmeno dalla linea dei 6.75 (2 su 11) e che ha catturato 18 rimbalzi contro i 23 degli avversari e distribuito solamente cinque assist contro i sedici dell’Umana.

Secondo tempo

La notizia della vittoria di Varese ad Avellino, non è proprio quella ideale per ritornare tranquilli sul parquet, delusione appena mitigata dalla sconfitta subita da Cremona a Brindisi, il terzo quarto si apre con un paio di errori evitabili commessi da Hazell, con Jones a segnare la tripla del 44 a 41, mentre finalmente arrivano anche i primi punti in contropiede per Hazell che valgono il meno uno. Venezia però non vuole tornare sotto nel punteggio e piazza subito un break per il 51 a 43 casalingo, con la difesa oro granata che chiude tutte le linee di passaggio dentro l’area, costringendo coach Bucchi a chiamare un timeout tutto incentrato sui problemi a produrre punti, il digiuno offensivo continua e il break di 11 a 0 messo a segno dall’Umana sembra quello decisivo per le sorti del match, con Pesaro che si ritrova sotto di 13 lunghezze (57-44) e non sembra in grado di recuperare facilmente il disavanzo, soprattutto perché finora ha segnato solamente due canestri su azione e continua a litigare con i tiri liberi, in un terzo quarto dove la Vuelle ha segnato solamente 14 punti, consentendo all’Umana di chiuderlo in vantaggio per 60 a 50.

Ci sarebbe tutto il tempo per cercare di rientrare in partita, ma ci vorrebbe un Hazell maggiormente ispirato e una maggiore precisione dalla linea dei tre punti per nutrire qualche speranza, anche se la Vuelle ricorre allo schema uno, quello che prevede di dare la palla a Jones e vediamo cosa succede, anche perché Ceron non prende neanche il ferro e Jasaitis fatica in ambo i lati del campo, si arriva così al nuovo più 13 casalingo (66-53), forbice destinata ad allagarsi inesorabilmente negli ultimi minuti, perché Pesaro ormai l’ha data su e il meno venti arriva come logica conseguenza. Al 35’ il tabellone indica Venezia 71 – Pesaro 55 e d’ora in avanti si giocherà solo per rimpinguare le statistiche individuali, con l’attacco biancorosso che perde una marea di palloni, consentendo ai padroni di casa di aprire il festival delle schiacciate, si aspetta solo la sirena finale che sancisce la vittoria dell’Umana per 85 a 61.

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