La Vuelle non rovescia il pronostico di Venezia. Giusto archiviare il mercato?

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6 marzo 2017

PESARO – L’ottimismo non è mai stato una nostra prerogativa e sulla possibilità di tornare da Venezia con due punti in più in classifica, non ci abbiamo onestamente mai contato, concentrando la nostra attenzione sui risultati delle altre pericolanti, con qualche dubbio sulla possibilità di Brindisi di avere la meglio su Cremona, mentre la trasferta di Varese ad Avellino sembrava complicata come o più di quella della Vuelle. Tutto come da pronostico allora? A Venezia sì, dove la Vuelle dopo un discreto primo tempo, è naufragata nella ripresa, finendo per subire il ventello d’ordinanza, ma anche a Brindisi ha prevalso il fattore campo, con Cremona che non ha mai avuto la possibilità di conquistare i due punti, quelli ottenuti invece a sorpresa da Varese, che ha vinto con pieno merito sul campo della Sidigas e ha superato in classifica proprio la Consultinvest, rendendo ancora più decisivo lo spareggio di domenica prossima tra l’Open Job Metis e la Vuelle, con i lombardi che partono dalla vittoria di quattro punti ottenuta all’andata.

 Jeremy Hazell (Foto Filippo Baioni)

Jeremy Hazell (Foto Filippo Baioni)

Il match di Venezia non ha detto niente di nuovo, con i soliti problemi venuti prepotentemente a galla. Il 3 su 17 da tre punti non è certamente una novità, così come non lo sono gli 11 errori dalla lunetta, i soli 12 assist distribuiti, i 6 rimbalzi in meno catturati rispetto agli avversari, i soli 61 punti segnati e i soli due uomini in doppia cifra. La novità negativa si chiama casomai Jeremy Hazell, alla sua seconda uscita in maglia biancorossa, e se per la prima gli avevamo dato il beneficio del dubbio, per la seconda non glielo concediamo più, soprattutto perché ci è sembrato ancora un pesce fuor d’acqua, e questo ci può anche stare, ma non sono perdonabili i cinque errori dalla linea da tre, per uno arrivato a risolvere i problemi al tiro della Vuelle, così come la poca incisività offensiva, nonostante i 31 minuti concessigli dal suo coach.

Non sono una novità neanche i problemi a rendersi utili di Ceron e Gazzotti, le difficoltà a prendersi tiri in ritmo da parte di Jasaitis o la poca lucidità di Harrow in fase di costruzione del gioco, con Ryan che oltretutto non guarda più neanche il canestro, relegando l’onere di produrre punti ai soli Jones e Thornton, con il piccolo problema che ormai lo sanno anche le squadre avversarie, che li raddoppiano e non gli consentono più di prendersi tiri puliti. Non è una novità neanche il NE di Zavackas, con coach Bucchi che ha definitivamente rinunciato al suo utilizzo, schierando Jasaitis da numero quattro, conscio che Simas non ha più la necessaria freschezza per marcare i pari ruolo avversari e i 21 punti di Peric, non sono arrivati casualmente, con il croato che a turno, si è fatto beffa della marcatura soft di Jasaitis, Gazotti o Jones. E purtroppo non è una novità neanche la scarsa comunicabilità da parte della Victoria Libertas, che non ha mai dichiarato chiuso il mercato, ma non lascia intendere neanche quali mosse voglia compiere e soprattutto i tempi per effettuarle, perché l’unica sicurezza è che mancano nove partite e che dopo i risultati di ieri, arrivare a quota 22 punti potrebbe non essere più sufficiente per rimanere nella massima serie.

 

I PIU’ …….

Jarrod Jones: 20 punti, 11 rimbalzi, 29 di valutazione, solita partita tutta sostanza e solita difesa all’acqua di rose, ma come sempre è uno dei pochi a salvare la faccia.

Marcus Thornton: Gli piace avere il pallone nelle mani e alcuni suoi canestri sono di primissimo ordine, sbaglia quattro liberi e nel secondo tempo cala d’intensità, ma ci sembra tornato a buoni livelli.

….. E I MENO DELLA SFIDA VENEZIA – PESARO:

Palle perse e recuperate: 17 palle perse e 3 sole recuperate, per una Vuelle che getta al vento tantissimi palloni e in difesa non ha mai dato l’impressione di poter dare fastidio ad un attacco veneziano ben guidato da Julyan Stone.

Tiri liberi: 18 su 29, tutti i biancorossi che si sono presentati in lunetta ne hanno sbagliato almeno uno, con la “perla” dell’uno su quattro del camerunense Nnoko.

Tiro da tre: Si ingaggia Hazell per risolvere il problema dai 6.75 e Jeremy si presenta con uno 0 su 5, finendo così per contribuire negativamente al solito 3 su 17 complessivo, che sta diventando una brutta abitudine per la Vuelle.

Donatas Zavackas: Secondo voi, una squadra penultima in classifica, può permettersi il lusso di tenere in panchina uno straniero per quaranta minuti? Noi diciamo di no.

 

Il MOMENTO DELLA SQUADRA

Difficilmente arriverà qualcuno entro le 12 di venerdì prossimo e a Varese, nel match decisivo della stagione, si presenterà la solita Vuelle, quella per intenderci che nelle 21 partite precedenti, non ha mai dato l’impressione di potersi salvare con le proprie forze. In qualunque caso, non sarebbe facile mandare nella mischia un nuovo arrivato in un match così importante, perché, come si è visto con Hazell, non è automatico che un giocatore appena arrivato sia in grado di fare subito la differenza, a meno che non sia un vero e proprio fenomeno, ma di fenomeni in riva al Foglia quest’anno non ne arriveranno. Più semplice trovare un comunitario al posto di Zavackas, anche perché il lituano viene da due NE consecutivi e fare peggio non è possibile, ma servirebbe un tre-quattro in grado di sopperire alle mancanze fisiche di Jasaitis, venute prepotentemente a galla ieri contro Venezia, dove nell’ultimo quarto non è mai riuscito a difendere sui pari ruolo avversari, con tanto di schiacciate prese in faccia.

Bucchi catechizza la sua panchina

Bucchi catechizza la sua panchina

Restare con questi effettivi, non darebbe un bel segnale alla tifoseria, che ormai dovrebbe aver preso atto della situazione della Consultinvest, quella che si ostinano a non voler vedere in società, dove pensano che giocatori mediocri si trasformino magicamente in fenomeni e che la mancanza di un vero play da 21 partite, non sia un vero problema da risolvere, nonostante Pesaro sia ultima negli assist dalla prima giornata. Il problema Harrow esiste dallo scorso ottobre, in parte mitigato da una discreta prima parte di stagione, quando gli avversari ancora gli concedevano quelle entrate al ferro che portavano una decina di punti alla causa, ma il giochino non funziona più, così come non funziona quel trotterellare in palleggio per il parquet, aspettando il 24esimo secondo dell’azione per combinare qualcosa, relegando eventualmente ai soliti Jones e Thornton l’onere di produrre azioni e punti. Sapete chi è il miglior tiratore da tre punti della Vuelle? Harrow, con un 42% frutto di un 16 su 38 complessivo, ma per qualche motivo inspiegabile, il play di Kentucky tira pochissimo dalla linea dei 6.75, preferendo quelle penetrazioni al ferro tanto spettacolari, quanto difficili da realizzare, specialmente per un esterno dalle dimensioni fisiche ridotti come le sue. E uno dei tanti problemi che coach Bucchi non è riuscito a risolvere, perché far diventare dei fenomeni degli onesti lavoratori del parquet come Gazzotti e Ceron, va oltre le sue competenze, ma sfruttare i punti forti individuali, dovrebbe essere naturale dopo sei mesi di campionato, invece ci è voluto il taglio di Fields per capire che Thornton ama avere il pallone tra le mani per esprimersi al meglio, mentre ancora fatichiamo a servire Nnoko con i tempi giusti a due metri dal canestro, senza dimenticarsi che prendersi un tiro pulito piedi per terra per i vari Jasaitis e Hazell rimane pura utopia.

Aspettiamo ancora qualche mossa da parte della società biancorossa, anche fosse solo la bugia bianca che tutto va bene e che questo roster è in grado di raggiungere la salvezza con le proprie forze, dichiarazione che si deve fare quando non c’è più la volontà di provare il tutto per tutto, perché retrocedere dopo cinque anni di sofferenza potrà essere anche inevitabile, ma rimarrebbe il rammarico di non aver fatto tutto il possibile per rimediare ad una situazione che era sotto gli occhi di tutti, ma che si è voluto far finta di non vedere.

 

DAGLI ALTRI PARQUET:

Milano conserva la sua imbattibilità casalinga, battendo nel posticipo Torino, allungando sulle seconde, dopo l’inaspettata sconfitta subita a domicilio da Avellino per mano di Varese, con la Sidigas raggiunta da Venezia a quota 26. Continua il magic moment di Trento, che battendo Caserta raggiunge la sua sesta vittoria consecutiva, a quota 24 anche Sassari, che liquida facilmente la pratica Pistoia e Capo d’Orlando, che batte in volata Brescia. Brindisi rimane agganciata al treno playoff, superando Cremona, in una ventunesima giornata che si concluderà stasera col posticipo tra Cantù e Reggio Emilia.

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