I provvedimenti “collettivi” del Casinò di St. Vincent fanno discutere

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7 marzo 2017

Il licenziamento collettivo di ben 264 dipendenti del Casinò di Saint Vincent e facenti parte dello staff del medesimo casino online fa indubbiamente discutere. Certamente, dovrà esistere uno scenario alternativo a questo per affrontare la situazione di questa Casa da Gioco per non vedere una massa simile di persone “in mezzo ad una strada” in questo periodo in cui la ricerca di un eventuale nuovo lavoro è da trattarsi come una “chimera”, quindi, quasi irraggiungibile almeno in termini ragionevoli. Senza dimenticare, poi, che la situazione della Casa da Gioco potrebbe essere affrontata con un altro punto di vista: perché non mettere in condizione tutti coloro che sono addetti ai giochi di avere dimestichezza con tutte le qualità delle offerte proposte? E’ veramente impensabile che un addetto alla roulette americana non possa svolgere il proprio lavoro alla fair roulette od alla roulette francese tradizionale?

pu24-art4 Un suggerimento potrebbe essere quello di ricorrere al contratto part time, che è stato scartato a priori, ma considerare solo il licenziamento collettivo fa veramente rientrare nell’ottica di “gettare alle ortiche” la professionalità acquisita mano a mano dal personale e la professionalità è uno strumento assolutamente indispensabile ed un punto di forza soprattutto per una Casa da Gioco. Senza dimenticare che un ulteriore beneficio di questa eventuale decisione, e dopo che gli addetti ai giochi li sapranno gestire più o meno tutti, si paleserà quando -in occasione dei futuri pensionamenti- non vi sarà più una scarsità nella composizione dei vari reparti in quanto tutti, o quasi tutti, daranno il proprio contributo professionale che, ben assemblato al miglioramento dei servizi alla clientela, sarà di aiuto e completerà il servizio di marketing e di fidelizzazione dei giocatori. La via indubbiamente più semplice per eliminare la “perdita di esercizio”, e dare una sorta di equilibrio gestionale, è quella di ridurre alcuni costi, tra i quali quello del personale. Questa strada presenta minori incognite di una scelta mirata all’incremento dei ricavi ed ha un costo più accessibile: e chi crede ed ha proposto la “soluzione licenziamento” afferma categoricamente che una riduzione del costo del personale di 15 milioni… garantirà il pareggio di bilancio. Oppure suggerisce che per ottenere un risultato in pareggio, il costo del personale non deve incidere più del 50% sui ricavi aziendali. Purtroppo, nelle Case da Gioco esistono rapporti matematici che non possono essere ignorati: il rapporto, per esempio, tra mance ed introiti, la percentuale a favore del banco e le probabilità della vincita collegate a questa percentuale. La problematica ricavi, quindi, implica troppe incognite per poter ottenere dei risultati “certi”. Alla fine di questa esposizione bisogna sperare che la scelta del “licenziamento collettivo” sia stata presa dopo aver attentamente esaminato i punti di debolezza e di forza dell’azienda e del suo casino online legale: c’era la necessità di recuperare quindici milioni e, la sicurezza della riuscita, si è ravvisata nel “licenziamento”. Si spera che chi ha deciso abbia anche ricordato che, in aggiunta al costo del personale, vi erano altre “cifre” da visionare come interessi passivi sui mutui, esposizioni bancarie ed ammortamenti. Forse si sarebbe arrivati ad un risultato migliore se, per caso, qualcuno avesse pensato di eliminare anche questi ultimi fattori di passività. E, sopratutto, non si sarebbe buttata via tutta la professionalità acquisita e molto probabilmente ricorrendo al part time si potrebbero raggiungere risultati uguali, se non migliori.

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