Volley A2 verso la finale di Coppa Italia tra Lardini e myCicero, la vigilia di Alessia Ghilardi: “Non sarebbe male fargli uno scherzetto”

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7 marzo 2017

Un bagher di Alessia Ghilardi fotografata da Eleonora Ioele

Un bagher di Alessia Ghilardi fotografata da Eleonora Ioele

PESARO – Soffia forte il maestrale, la temperatura è crollata, Viale Trieste desolatamente vuoto. Non è stato un risveglio piacevole per le ragazze della myCicero che abitano davanti al mare, attese da una seduta di pesi che ha segnato la ripresa della preparazione settimanale.

“Finalmente è arrivata questa settimana, attesa da tempo – commenta Alessia Ghilardi, super libero della squadra pesarese -. Non ne abbiamo parlato fino a domenica sera perché, attese da una partita molto importante, siamo state brave a non farci distrarre da quel che ci aspetta il 12 marzo. Adesso possiamo pensarci…”.

In poche ore si è tornati da una primavera anticipata all’inverno. Per fortuna, nei cuori e nei volti delle colibrì c’è un bel sole. La vittoria conquistata al PalaBorsani di Castellanza, casa della Sab Grima Legnano, è stata di assoluto valore. Non è facile espugnare, per la seconda volta in breve tempo, il taraflex di una bella squadra. Ancor più farlo come è riuscito a voi, vincendo tre set tiratissimi. Avete evidenziato una grande sicurezza, assoluta consapevolezza nelle vostre qualità.
“E’ stata una partita difficile, come sapevamo, perché Legnano è una squadra molto forte. Ormai ci conosciamo a memoria, essendoci incontrate quattro volte in poco tempo. Sono contenta perché abbiamo vinto superando le difficoltà riservateci dal valore delle avversarie e dallo svolgimento della partita, mai disunendoci, giocando sempre con tanta pazienza contro un sestetto che ha un livello d’attacco molto alto. Tanta pazienza e grande concentrazione hanno consentito di uscire dalle difficoltà e tornare a casa con una vittoria importante. Come ha detto lei, siamo più consapevoli dei nostri mezzi e giochiamo più tranquille. Così diventa più semplice reagire alle difficoltà. Domenica, anche quando nel terzo set siamo andate sotto di tanti punti, non si è mollato”.

Nell’ottava giornata d’andata, Legnano espugnò Pesaro: eravate imbattute, con 7 vittorie piene in altrettanti incontri. Quella sconfitta sembrò togliervi tante certezze. Che le tre vittorie, tra Coppa Italia e campionato, dovrebbero avervi restituito.
“E’ vero. La battuta d’arresto dell’andata è stata pesante. Quando vinci tanto e improvvisamente perdi, le tue certezze vacillano e ti serve tempo per reagire e ritrovarle. Speriamo che le vittorie sulla Sab Grima siano di buon auspicio per il nostro futuro”.

Contro una squadra che ha tre attaccanti così brave, avete mostrato difese bellissime. Visto che lei è tifosa juventina, ho paragonato un suo salvataggio in tuffo a quelli di Buffon. E dopo avere ammirato la sua bella prestazione, mi sono divertito a seguire i tuffi di Monica De Gennaro, indimenticabile ex colibrì, impegnata nella finale di Coppa Italia di A1.
“Esagerato! De Gennaro è così in alto che io ho solo da imparare guardandola. In questo momento, Monica è la numero 1 al mondo. Le faccio tanti complimenti e sono contenta che, finalmente, un libero sia stato premiato quale migliore giocatrice della Coppa Italia. In manifestazioni così si tende sempre a premiare alle attaccanti. Ho guardato le partite disputate a Firenze e ho notato che il livello dei liberi era veramente incredibile. Il premio dato a Monica è un riconoscimento per noi che giochiamo in seconda linea, non possiamo fare punto e dobbiamo cercare di prendere tutti i palloni”.

Sono orgoglioso di avere scritto che chi ha votato Mvp Monica De Gennaro merita applausi.
“Di solito, di noi liberi si nota di più se commettiamo un errore, piuttosto che una bella copertura o una difesa determinante. Il nostro è un ruolo complicato perché devi avere sempre i nervi a posto e stare concentrata al massimo, ogni momento. Non è facile quando ti capita di non toccare la palla a lungo. Anzi, è la cosa più difficile. Anche i miei applausi a chi ha votato Monica De Gennaro”.

E veniamo alla… Coppa Italia. Da quanto non sente Massimo Bellano, coach della Lardini?
“Da una decina di giorni. Siamo stati al telefono a lungo visto che non parlavamo da tanto tempo. In precedenza avevamo scambiato messaggi quando ci eravamo qualificati entrambi per la finale di Coppa. Abbiamo espresso lo stesso pensiero: siamo contenti di potercela giocare lui da una parte, io dall’altra. Abbiamo vissuto insieme un periodo bellissimo, quattro anni indimenticabili, portando Ornavasso dalla B1 alla serie A1. Conosco le sue qualità, la sua capacità e sapevo che avrebbe fatto un grandissimo lavoro anche a Filottrano. E non avevo dubbi che avrebbe costruito una squadra di altissimo livello. Mi fa piacere che la myCicero possa giocare una competizione così importante contro un’avversaria che ha Massimo in panchina”.

Un’amicizia che esula dall’eccellente rapporto in palestra e sul campo. Se ricordo bene, suo marito Dimitri mi ha raccontato che coach Bellano era presente anche al vostro matrimonio.
“Tra noi c’è amicizia e stima”.

Alessia Ghilardi

Alessia Ghilardi

Alessia, come si sta avvicinando alla finale di domenica nel PalaBaldinelli di Osimo?
“La sto vivendo come è giusto vivere questi appuntamenti, con tutte le loro sfaccettature, con le immagini che mi sono fatta, ma anche con la capacità di accettare ciò che comporta un evento così, a incominciare dalla tensione, ma anche dalla paura di non raggiungere l’obiettivo. Anche in passato, ho vissuto così la vigilia. Ho giocato e vinto tre finali di B1, ma è la mia prima finale di Coppa Italia di A2. Spero ci sarà un grande pubblico, ma mi dispiace con tutto il cuore che queste due squadre non abbiano potuto partecipare al grande appuntamento svoltosi lo scorso fine settimana nel Mandela Forum di Firenze, esibendosi in un palcoscenico così prestigioso. Però sono sicura che sarà un grande spettacolo”.

Le ragazze di Bellano giocano in casa, sono le favorite.
“Filottrano è la capolista che finora ha perso una sola partita, ma questo, per noi, deve essere ancor più stimolante. Fargli uno scherzetto non sarebbe poi così male…”.

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