Ecco l’Unione a 7 Pesaro-Vallefoglia-Gradara-Gabicce-Tavullia-Montelabbate-Mombaroccio

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8 marzo 2017

 PESARO – L’assessore Antonello Delle Noci lo dice con i rimandi storici: «Questo territorio, così come oggi, è stato unito solo durante il periodo sforzesco. Eravamo nell’epoca del Rinascimento. Con quest’ottica guardiamo al futuro». Nasce così l’Unione a sette (Pesaro, Vallefoglia, Gradara, Gabicce Mare, Montelabbate, Tavullia, Mombaroccio), battezzata dai sindaci schierati intono al tavolo. Osserva Matteo Ricci: «L’obiettivo è dichiarato da inizio mandato: associare i Comuni e pensare una pubblica amministrazione differente. Partivamo da situazioni diverse: da un lato l’esperienza consolidata di Pian del Bruscolo. Dall’altro l’Unione San Bartolo e Foglia, costruita da un comune capoluogo di provincia». Restava la volontà di mettere insieme un «territorio omogeneo sotto il lato culturale, socioeconomico. E dei servizi, già declinati nell’ambito sociale. Dove già da tempo si gestiscono funzioni importanti». Non tralascia, Ricci, il profilo urbanistico, «perché questa che nasce oggi è la dimensione territoriale del vecchio piano intercomunale». Esempio:  «Una delle principali aree industriali della provincia, Chiusa di Ginestreto, è figlia di quella impostazione».

LA LINEA –  Rivela il sindaco di Pesaro: «C’è stato un duro lavoro. Internamente abbiamo avuto ostacoli, anche legittimi, dentro la struttura. Perché quando nasce un’unione con un Comune più grande degli altri, soprattutto nella prima fase, gli oneri organizzativi ricadono sulla realtà più ampia». Tuttavia: «Siamo andati avanti con determinazione perché ci crediamo. Non pensiamo ci siano strade alternative nella riorganizzazione dei Comuni. E’ l’unico modo per creare efficienza, rafforzare i servizi, dare potere contrattuale maggiore al territorio. Lavorando insieme». Non solo: «L’esperimento sarà avanguardia nazionale. Da un anno e mezzo stiamo discutendo con parlamento e governo su una nuova  norma che riaggreghi i Comuni. Finora una parte della Delrio prevedeva l’associazionismo obbligatorio, con nove funzioni, per i piccoli Comuni. Come Anci abbiamo contestato l’impostazione, perché rischiava di mettere insieme cose che non c’entravano». Così, evidenzia, «abbiamo proposto un criterio differente. Ovvero  proprio quello del bacino omogeneo. Perché  il tema dell’aggregazione riguarda tutti i Comuni, a maggior ragione con lo svuotamento delle Province. Siamo in dirittura d’arrivo: è stato definito un testo tra Anci e ministero degli Affari regionali. L’obbligatorietà sarà per almeno tre funzioni. Chi vorrà potrà poi  estendere il numero: per questo abbiamo richiesto meccanismi incentivanti. Come sul turnover del personale. O anche margini maggiori per gli investimenti. Non ci sono alternative per governare  meglio il territorio e rispondere alle esigenze dei cittadini. Al di là delle appartenenze politiche».

Montaccini e Delle Noci

Montaccini e Delle Noci

IL DISEGNO – Giovanni Montaccini, neo segretario del Comune di Pesaro, sarà anche il nuovo segretario dell’Unione. «La più grande delle Marche – sottolinea l’assessore Antonello Delle Noci – e una delle più grandi d’Italia. Entro  marzo tutti i consigli comunali approveranno le fasi successive. Da aprile ci sarà un’ unica variazione di bilancio (sull’attuale Unione Pian del Bruscolo, ndr). E i sindaci poi comunicheranno il nome della nuova Unione, dove confluiranno i servizi. I tre iniziali saranno polizia municipale, statistica-informatica e protezione civile. Ma successivamente ogni Comune avrà la possibilità e libertà di scegliere quelli in più da apportare e utilizzare. C’è anche una premialità forte, riconosciuta dal governo, nel contributo che arriverà da settembre. L’Unione nasce a sette, ma con le porte aperte per accogliere altri Comuni». Rimarca l’assessore Franca Foronchi: «Mettere insieme le debolezze non porta da nessuna parte. Unire le forze, invece, genera un progetto più importante e credibile. La realtà è quella del cambiamento, anche a livello amministrativo. Le Province non hanno più risorse, è necessario pensare un nuovo modello. L’Unione è garanzia di mantenimento dell’autonomia, oltre che una risposta forte sui bisogni. Pesaro ha il diritto-dovere di essere coordinatore del processo. L’Unione avrà 140mila abitanti, dobbiamo farla funzionare nel modo migliore. Si può fare: nella varietà del pensiero c’è la ricchezza».

I SINDACI – Palmiro Ucchielli (Vallefoglia): «Più si lavora insieme e meglio è. Siamo una realtà omogenea su cultura, sociale, dimensione industriale, pianificazione urbanistica e territoriale. Ragioneremo anche sugli altri servizi. Importante la definizione di obiettivi comuni. C’è un taglio istituzionale, non politico. Per la cooperazione». Cinzia Ferri (Montelabbate): «Inizialmente non eravamo convinti, c’era scetticismo anche su quella di Pian del Bruscolo. Poi però, con il resto dell’amministrazione di Montelabbate, abbiamo dovuto fare i conti con la realtà. Amministrare è un’altra cosa: vuol dire dare servizi e risposte con le risorse che, ad oggi sono limitate. Con tutti i vincoli che ha un bilancio degli enti locali. Ci sono state critiche ma abbiamo deciso di aderire. Perché l’obiettivo è dare servizi migliori per tutti. Non è facile esternamente da capire, ma un’amministrazione deve raggiungere risultati che, da sola, non riuscirebbe ad ottenere». Domenico Pascuzzi (Gabicce Mare): «Crediamo nel progetto come nuovo modello di governance. L’esperienza dell’Unione San Bartolo e Foglia ha dimostrato che il disegno può funzionare. Le attività condivise hanno creato economicità ed efficienza». Filippo Gasperi (Gradara): «In questi mesi abbiamo già avuto risultati significativi. Come nell’informatica, dove l’associazionismo ci ha consentito il  mantenimento dei dati, la messa in sicurezza dei nostri server antiquati. Investimenti per cui, prima, mancava la possibilità economica». Angelo Vichi (Mombaroccio): «E’ una giornata importante: è stato condiviso il percorso,  l’ambito è ottimale. Una cosa fatta non per ripiegare sulle scelte iniziali ma per rilanciare. Non si può rimanere da soli: non si riesce a gestire l’ordinarietà, figuriamoci migliorare i servizi». Aderisce anche Tavullia: «La sindaca Francesca Paolucci non può partecipare alla conferenza stampa per ragioni personali, mi ha lasciato un messaggio di saluto», comunica l’assessore Delle Noci.

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