Addio a John Surtees: il “Figlio del Vento” è volato in Cielo

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11 marzo 2017

LONDRA (Inghilterra) – John Surtees, il grande campione vincitore, unico nella storia delle corse, del Mondiale F.1, nel 1964 con la Ferrari, e sette titoli nelle moto con la MV, si è spento per complicazioni respiratorie al St. George Hospital di Londra, nel pomeriggio di venerdì.

John Norman Surtees era nato l’11 febbraio del 1934, subito dopo il secondo conflitto mondiale, il giovane John inizia la sua carriera dando sfogo alla sua passione per i motori ed in particolare per le due ruote. Corre nelle così dette gare Club, che ogni weekend si disputano sui circuiti d’oltremanica, guidando principalmente Norton. Debutta nel Mondiale nel ’52, ottenendo subito dei punti con il sesto posto nel G.P. dell’Ulster, naturalmente su Norton. Lo si “rivede” nelle classifiche del Mondiale nel 1955, dove segna punti nella 350 sempre con la Norton, ottenendo anche la sua prima affermazione nella 250 in sella ad una NSU, nuovamente nel G.P. dell’Ulster. Nel 1956 viene ingaggiato dalla MV e con la casa di Schiranna inizia la leggenda di quello che la stampa inglese soprannominerà “il Figlio del Vento”, con le due ruote come tutti sanno otterrà sette titoli, iniziando subito con quello della 500, campionati che bisserà anche nel ’58, ’59 e 1960, alla massima cilindrata Surtees “aggiunge” tre allori mondiali nella 350: 1958, ’59 e ’60.

L’asso inglese diventa anche l’uomo dei record, nel 1959 vince tutte le gare del mondiale sia nella 350 che nella 500, il suo score di record vanta anche i tre titoli consecutivi nella massima classe , ottenendo il massimo punteggio possibile nella annata stupenda del 1959. Attratto anche dalle auto, in “contemporanea” alla carriera motociclistica nel 1960 Surtees debutta con le quattro ruote, da campione e grande talento, lo fa subito nella massima formula, con una Lotus si presenta a Montecarlo. Non è un inizio fortunato, sul toboga monegasco Surtees è costretto al ritiro per problemi meccanici. Ma il “Figlio del Vento” onora subito dopo il suo appellativo e nel gran premio di casa a Silverstone centra un’esaltante secondo posto, sempre su Lotus.

Alla fine del 1961, nonostante una stagione avara di risultati disputata con una Cooper, viene chiamato da Enzo Ferrari, che da grande talent scout, intravide subito il potenziale di Surtees, che probabilmente gli ricordava i suoi grandi piloti ai tempi dell’Alfa Romeo: Tazio Nuvolari e Achille Varzi, assi sulle due come sulle quattro ruote. Surtees rifiuta non ritenendosi ancora idoneo per la Ferrari, il Drake abbozza, non intende lasciarsi sfuggire i servigi di Surtees, che interessa anche ai nemici “garagisti” inglesi, come definiva polemicamente le scuderie d’oltremanica Ferrari. Il “matrimonio” avviene a fine 1962, dopo che Surtees disputa il mondiale con una Lola privata, ottenendo due secondi posti. Il primo anno a Maranello si chiude per Surtees con la sua prima vittoria in F.1, nel g.p. di Germania sull’impegnativo Nurburgring e un secondo posto in Inghilterra, che sommati ad altri piazzamenti lo collocano al quarto posto nella classifica finale. Siamo al 1964 quello del titolo Mondiale che scrive indelebilmente il nome di Surtees nell’ olimpo del motorsport, stabilendo un record, che visti i tempi “moderni” possiamo affermare rimarrà imbattuto per sempre.

Nei due anni successivi il rapporto con Ferrari inizia ad incrinarsi, due sole vittorie e “solo” un secondo posto finale nel 1966 chiudono l’avventura di Surtees a Maranello. L’inglese si consola comunque ottenendo la vittoria, su Lola, nel prestigioso campionato CAN-AM, che si disputa fra Canada e America con potenti vetture Sport-Prototipo. Prosegue la sua carriera in F.1 con la Honda nei campionati 1967 e ’68, con una vittoria a Monza. Dopo un anno con una B.R.M. privata Surtees fa il grande passo e diventa costruttore. Con le sue creature tenta la sfida impossibile, affiancando a se stesso un’altra leggenda delle Moto, l’altro mito : Mike Hailwood, i due sommano l’iperbolica cifra di sedici mondiali moto, che però non riescono a tradurre in nessun trionfo anche parziale in F.1.

Nel 1972 Surtees appende definitivamente il casco e le “chiavi” della sua factory al classico chiodo. L’odore della benzina e dell’olio ricinato rimangono comunque in “circolo” nelle vene di Surtees, che continua a frequentare, fino alla fine l’ambiente delle corse, come ospite e pilota nelle varie rievocazioni storiche di auto e moto, con… appuntate sulla tuta, le onorificenze di Membro, Ufficiale e Comandante dell’Ordine dell’ Impero Britannico. Purtroppo una tragedia ha reso difficile questi ultimi anni della vita di Surtees, ci riferiamo alla tragica scomparsa del figlio Henry, anch’esso pilota, morto nel 2009 in un assurdo incidente durante una gara di F.2, ucciso da una ruota staccatasi da un’altra vettura uscita di strada, che lo ha colpì al capo. Proprio in onore del figlio, Surtees con la moglie Jane e le due figlie ha dato vita ad una fondazione benefica che porta il nome del loro caro.

Qualche anno fa in occasione del “Momi”, manifestazione motoristica che si svolgeva a Campanara, Surtees si esibì per la gioia degli appassionati pesaresi strappando applausi.

Addio “Figlio del vento”, il tuo… sibilo continueremo a sentirlo ogni volta che assisteremo ad una competizione di auto o di moto.

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