Disoccupazione record, 12,5%: l’allarme della Cgil per un dato sopra la media nazionale

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11 marzo 2017

Simona Ricci*

PESARO – “La prima rielaborazione dei dati Istat 2016 sul lavoro in provincia di Pesaro Urbino ci consegna un territorio in profonda sofferenza, con un tasso di disoccupazione pari al 12,5%, per la prima volta superiore al dato nazionale dell’ 11,7% e superiore a quello regionale di quasi due punti (le Marche sono al 10,6%) e un numero di disoccupati che supera la soglia “psicologica” dei 20.000, (esattamente 20.053, 1760 in più rispetto al 2015 e ben il 175% in più rispetto al 2010, quando erano poco più di 7000).

Il dato è in controtendenza rispetto alla media nazionale, dove i disoccupati calano dello 0,7% e molto diverso dai territori del Nord Ovest, del Nord Est e del Centro dove il numero di disoccupati cala rispettivamente del 5,1%, 5,7% e del 1,8%. Sempre più a Sud, sempre più precari, sempre più senza lavoro.

Nelle Marche i disoccupati  tra il 2015 e il 2016 aumentano del 6,5%, a Pesaro del 9,7%, solo Ascoli Piceno fa peggio di noi con un più 38,1%, per Ancona e Fermo i disoccupati diminuiscono rispettivamente del 1,6% e del 14,4% e per Macerata, al contrario, aumentano del 1,4%.

Gli occupati nel 2016 erano 140.529, un misero più 0,4% rispetto al 2015, un aumento che è pari ad un terzo del dato nazionale (+ 1,3%), appena 550 posti di lavoro in più. La differenza la fa il lavoro autonomo: infatti i lavoratori dipendenti tra il 2015 e il 2016 per la prima volta dal 2016 tornano a crescere di poco più di 3900 unità (+3,8%) passando da 102.185 a 106.044) mentre crollano i lavoratori autonomi del 8,8% passando da 37.797 a 34.485, con 3312 occupati in meno.

Il segnale, per il lavoro dipendente, è sicuramente positivo ma non sufficiente. Il gap degli ultimi 6 anni da recuperare è davvero grande e la “ripresina” non basta.

Nelle Marche l’occupazione complessiva diminuisce dello 0,8%. Una Regione, quindi, che davvero pare non farcela più. La Provincia di Pesaro, tra il 2010 e il 2016 ha perso 15.000 occupati, tre volte la media regionale ( – 9,6% a fronte di un – 3,6% delle Marche, a fronte di un dato nazionale, tra lavoratori dipendenti e autonomi che cresce nel periodo considerato dell’ 1%).

Diminuiscono gli inattivi del 5% tra il 2015/16, quindi aumenta la partecipazione al mercato del lavoro delle persone che, però, un lavoro non riescono più a trovarlo, tanto meno un lavoro dignitoso e stabile. Ricordiamo che ai fini Istat per poter essere considerati occupati basta aver lavorato almeno un’ora nella settimana antecedente al rilevamento, appena un’ora, quindi basta un voucher, uno di quel milione e mezzo di voucher venduti a livello provinciale nel 2016.

Un territorio, insomma, che continua a perdere terreno rispetto ad altre province e che, nonostante una lieve ripresa in alcuni settori, non riesce a riassorbire quella massa enorme di disoccupati e di occupati precari. Nelle prossime settimane, riservandoci di fare un’analisi più dettagliata e analitica, vorremmo confrontarci anche unitariamente, con le istituzioni locali e le altre parti sociali. Primo appuntamento la prossima settimana al tavolo per il lavoro e lo sviluppo di Pesaro. C’è molto su cui riflettere ma è tempo di agire. Subito”.

*Segretaria Generale CGIL Pesaro Urbino

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