12 marzo 1947: 70 anni fa inizia la Leggenda Ferrari

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12 marzo 2017

Mercoledì 12 marzo 1947, nel primo pomeriggio, una macchina ancora priva di alcune parti della carrozzeria, cosa che mette in mostra il motore a 12 cilindri, esce dal cancello di un’azienda alle porte di Modena, guidata da un signore ormai cinquantenne, che per l’occasione ha messo anche la cravatta, per celebrare un giorno speciale. Quell’uomo si chiama Enzo Ferrari.

E il giorno era veramente speciale, perché si materializzava il sogno ed il desiderio di quest’uomo, un uomo che da quel mercoledì iniziava a riscrivere la storia dell’automobile. Quella macchina finita e battezzata “125 S” dopo poco più di due mesi, conquista la sua prima vittoria al Gran Premio di Roma sul circuito delle Terme di Caracalla, guidata da Franco Cortese, allora ovviamente ignaro che il suo nome rimarrà scolpito nella storia delle corse per essere stato il primo pilota ufficiale di quello che diverrà il marchio automobilistico, e non solo, più prestigioso al mondo.

Un mito, quello di Ferrari, nato a mio parere forse una trentina di anni prima, quando un giovane modenese ferito nel cuore e nei sentimenti dalla prima Guerra mondiale si reca a Torino con in tasca una raccomandazione del suo capitano in guerra, lettera da presentare alla Fiat per un eventuale assunzione, che però viene rifiutata. Per comprendere lo spirito, la forza ed il carattere determinato che fin da giovane era insito in Enzo Ferrari, riportiamo le sue parole scritte in un suo libro: “Era l’inverno tra il 1918 e il ’19, rigidissimo lo ricordo con grande pena. Mi ritrovai per strada i vestiti mi si gelavano addosso. Attraversando il Parco del Valentino, dopo aver spazzato la neve con una mano, mi lascia cadere su una panchina. Ero solo, mio padre e mio fratello non c’erano più. Lo sconforto mi vinse e piansi”.

Ecco, questa è la prima “puntata” del mito Ferrari. La seconda parte da quel mercoledì 12 marzo 1947. Enzo Ferrari, dopo essersi creato una posizione nelle corse gestendo il prestigioso reparto corse dell’Alfa Romeo, ritorna nella sua amata Modena. Siamo all’inizio del secondo Conflitto mondiale, riprendendo il lavoro del padre Alfredo, impianta un’officina meccanica, con probabilmente già in testa l’idea, appena sarà possibile, di costruire automobili che portano il suo nome.

Durante la pausa forzata del periodo bellico, Ferrari – studiando ogni dettaglio – getta le basi per realizzare quel sogno nato forse già in quella fredda notte nel Parco del Valentino. Un’idea a dir poco coraggiosa come tante altre nella sua vita quella di Ferrari, costruire auto intese non solo come mezzo di trasporto ma come lussuosi oggetti di culto, in un periodo difficile di una nazione che doveva ricostruire la propria identità dopo una devastante guerra.

Su Ferrari si è scritto e si scriverà ancora tanto, soprattutto in occasione di importanti ricorrenze come quella di questo settantesimo compleanno. La sua storia la conosciamo tutti, compreso anche chi non è appassionato di auto e di corse, perché quello che ha creato quest’uomo geniale, pieno di pregi ma anche di tanti difetti come ognuno di noi, deve essere un motivo di orgoglio per noi, in un momento in cui stanno venendo a mancare valori e ideali in cui credere. PU 24 ritornerà a celebrare i settanta anni del “Mito” Ferrari, per il momento rincuorati anche dalle notizie positive sulle prestazioni della SF70 H nei test pre-campionato… alziamo il calice per questo primo brindisi.

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