Finalmente riapre il Tribunale: “Collaborazione fra istituzioni dopo la pulitura di 14mila fascicoli”

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13 marzo 2017

PESARO – «I dati rendono l’idea di quello che è stato fatto», nota il presidente del tribunale Mario Perfetti. «Sono stati bonificati circa 14mila fascicoli, tra civile e penale, foglio per foglio. Alcuni dei quali veramente impegnativi, come nel caso del processo per l’omicidio di Ismaele Lulli».  I fatti sono noti. L’incendio divampato al secondo piano risale allo scorso 30 dicembre: «Le indagini sono ancora in corso. Neanche si può parlare di corto circuito, si è trattato di una banale evenienza», osserva Perfetti. Arpam, Asur e organismi tecnici, nei sopralluoghi successivi all’intervento dei vigili del fuoco, dichiarano l’inagibilità dell’edificio (di proprietà del Comune e in gestione al ministero della Giustizia). Che chiude al pubblico, al personale di tribunale, procura e agli avvocati. In concomitanza di avvio del cantiere per la bonifica e pulizia. «L’attività giudiziaria è ripresa dal 21 febbraio. Al pubblico il tribunale è stato riaperto il 28 febbraio», prosegue il presidente del tribunale. «I monitoraggi condotti sull’aria, all’interno e all’esterno dell’edificio, hanno confermato il ritorno ai livelli ottimali», evidenziano Luciano Benini (Arpam) e Giorgio Cappelli (Asur).

LA BONIFICA – Un’operazione complessa, da quasi un milione e 400mila euro: (un milione e 300mila euro circa l’importo impegnato dal Comune, coperto dall’assicurazione Generali; 80mila euro dal ministero). Lavori diretti dall’architetto Davide D’Ursi, realizzati dalla ditte incaricate Belfor e Per. Tra gli interventi: «Ripristino e ricostruzione degli impianti elettrici, di controllo, riscaldamento e domotica. Droni entrati dentro i canali per lo spazzolatura e l’incapsulatura. Pulizia di librerie, scrivanie, computer, cassette elettriche». Non solo: «Tutte le superfici – va avanti il direttore dei lavori –  sono state riverniciate con pitture antibatteriche. Abbiamo installato lampade a led ovunque. E si è lavorato sulla nuova area verde del piano terra, perché le piante del vecchio giardino si erano rovinate con la fuliggine». Nel mezzo, il montaggio di un enorme impalcato, costruito con un ponteggio. «Il palazzo è tornato ancora più bello di com’era. Molti aspetti sono stati perfezionati», sottolinea il sostituto procuratore Silvia Cecchi. «Anche il ministero della Giustizia è prontamente intervenuto con due importanti contratti, per la bonifica degli arredi e dei fascicoli. Da parte nostra ci siamo preoccupati di mantenere la continuità dell’attività giudiziaria. E’ stato possibile con una serie di interventi e collaborazioni tra organi istituzionali, che hanno messo a disposizione ambienti: Provincia, Archivio notarile, Giudice di pace. Abbiamo garantito tutti i servizi essenziali, anche nell’ordinario. Ad Ancona, Urbino e nei presidi temporanei del Giudice di Pace, con le aule di emergenza, sono stati mantenuti i nostri impegni». Concetti ribaditi dal sostituto procuratore Maria Letizia Fucci: «Eravamo in tanti, ma abbiamo sopperito con più turni». Presente anche il presidente degli Ordini degli avvocati, Danilo Del Prete. Commenta il sindaco Matteo Ricci: «Collaborare dal primo istante è stato un dovere civico e amministrativo: il funzionamento della giustizia è un elemento essenziale nell’interesse pubblico di una città. Rimarco la serietà della compagnia di assicurazione. Non è stata una pulizia ordinaria ma una vera bonifica, nell’interesse ambientale e sanitario del pubblico e di chi lavora qui quotidianamente: restituire il tribunale così, in meno di due mesi, è un bel risultato. La vicenda  dimostra che quando le istituzioni fanno sinergia, nell’ambito delle rispettive competenze, i problemi si risolvono meglio e prima».

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