La disfatta di Varese restringe il campo: saranno Vuelle e Cremona a sgomitare per restare in A

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13 marzo 2017

PESARO – A meno di clamorosi crolli, saranno Pesaro e Cremona a giocarsi la possibilità di giocare ancora in serie A il prossimo ottobre. Questo è il verdetto uscito dalla ventiduesima giornata, con Cantù che si tira fuori, vincendo a Caserta e, sotto la guida di coach Recalcati, non stupitevi se i brianzoli rientreranno addirittura in zona playoff, mentre Caserta, che in giornata taglierà coach Dell’Agnello, potrebbe ancora essere nel mirino della Vuelle, pur se avanti quattro punti, ma la Pasta Reggia deve venire a Pesaro, dopo essere stata sconfitta all’andata, una sorta di piano B disperato, se il principale dovesse fallire. Ma Varese è già salva, dopo aver vinto ieri lo scontro diretto? Certamente no, ma la Consultinvest si deve augurare di non finirci a pari merito in un eventuale arrivo a tre squadre, perché lo zero a due le sarebbe letale, scombinando ogni classifica avulsa. Ne riparleremo nelle prossime otto giornate o meglio lo speriamo, perché per parlare di classifica avulsa, bisogna muoverla e il calendario continua ad essere un fattore negativo, con Pesaro che domenica a mezzogiorno ospiterà Reggio Emilia, prima di andare a trovare Trento, la squadra più in forma del momento.

La curiosità di vedere che Vuelle sarebbe scesa sul parquet era tanta, con coach Leka che ha provato a rimischiare le carte, tirando fuori dal profondo della panchina, il redivivo Zavackas, che purtroppo continua ad essere un corpo estraneo, con la sua scarsa capacità di rendersi utile sia in fase difensiva che offensiva, aprendo il discorso sulla possibilità di intervenire nuovamente sul mercato, alla ricerca di quel lungo comunitario in grado di giocare da numero quattro per una decina di minuti, togliendo l’incombenza a Jasaitis, che anche a Varese è rimasto in campo trenta minuti, troppi per le sue condizioni fisiche. Ma il mercato potrebbe essersi chiuso con l’arrivo di Rotnei Clarke, atteso a Pesaro domattina, giocatore che speriamo possa dare una bella mano al reparto esterni, ma che da solo potrebbe non essere in grado di cambiare le sorti della stagione della Vuelle, che si appresta a salutare Ryan Harrow, giocatore che qualche buon momento di pallacanestro lo ha fatto anche intravedere, ma che purtroppo non è mai stato capace di fare il playmaker vero, quello che non sarà neanche Clarke e che continua ad essere il problema irrisolto di questa travagliata stagione, dove non si è mai voluto vedere la realtà dei fatti, fidandosi di scelte estive sbagliate che andavano risolte alla fine del girone d’andata, come era sempre successo negli ultimi anni.

Jasaitis lotta a rimbalzo (Foto tratta dal Facebook Pallacanestro Varese)

Jasaitis lotta a rimbalzo (Foto tratta dal Facebook Pallacanestro Varese)

Proseguire su questa strada è rischioso, dato che Gazzotti e Zavackas faticano a produrre cinque punti complessivi a partita e che in fase difensiva, vanno in difficoltà spesso e volentieri e non è un caso che qualsiasi numero quattro affronti la Vuelle, tiri fuori una super prestazione. Nell’equazione metteteci anche la scarsa volontà di Jones in difesa e vedrete che i conti non potranno mai tornare, dato che Nnoko continua a crescere troppo lentamente per essere un fattore già in questa stagione. Non si pretende troppo, basterebbe un comunitario, anche proveniente dalla serie A2, capace di coprire le spalle a Jones e di dare una mano a rimbalzo e in una Vuelle che per forza di cose è ancora “work in progress”, con la promozione ad head coach di Spiro Leka e gli arrivi di Hazell e Clarke, c’è ancora la possibilità di inserire un ulteriore tassello, senza rompere troppo gli equilibri.

Mancano otto partite, nonostante tutti gli errori commessi, la salvezza è ancora nelle nostre mani e in quelle dei dirigenti biancorossi, che dopo l’esonero di Bucchi, hanno il dovere di far capire ai loro tifosi che ancora ci sono e che aver lasciato Leka in prima linea, non può essere la mossa decisiva. Serve un altro segnale, per non lasciare nulla d’intentato verso lo spareggio decisivo del 2 aprile, quando Cremona scenderà a Pesaro, in un Adriatic Arena che dovrà essere riempita in ogni modo, lanciando fin da adesso la promozione per il match, riaprendo il terzo anello con biglietti a 5 euro e dando la possibilità agli abbonati di comprare un biglietto per un amico, sempre a 5 euro.

 

I PIU’…..

Primo tempo: Pesaro gioca bene per i primi venti minuti, segnando ben 51 punti, tirando da tre con un ottimo sei su quattordici, non sbagliando neanche un libero degli 11 tentati e dominando a rimbalzo, peccato che ci fosse anche una ripresa da giocare.

Jeremy Hazell: Non è un giocatore spettacolare, ma contro Varese ha giocato una buona partita, in ambo i lati del campo, con ancora ampi margini di miglioramento per il futuro.

Marco Ceron: Anche un gioco da quattro punti per lui, in un match dove è stato bravo a sfruttare le occasioni capitategli nelle mani, facendosi trovare pronto e reattivo.

 

…. E I MENO DELLA SFIDA VARESE – PESARO

Donatas Zavackas: Il ritrovato posto in quintetto, dopo i due NE delle ultime partite, avrebbe dovuto restituirgli fiducia, ma non è quella che gli manca. Sono altre le carenze del lituano, che purtroppo non sembra più in grado di rendersi utile in questa Vuelle, come coach Bucchi aveva capito da tempo.

Marcus Thornton: Sappiamo che la continuità non è il suo punto di forza e dopo essere stato protagonista nelle ultime partite, a Varese non è mai stato in grado di incidere, vedremo come reagirà all’arrivo di Clarke.

Difesa: 93 punti subiti, due sole palle recuperate, coach Leka sembra più propenso a vincere le partite facendo due punti in più degli avversari, al contrario del suo predecessore che puntava maggiormente sulla fase difensiva.

 

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

Come può una squadra segnare 51 punti nel primo tempo e realizzarne solo 27 in quello successivo? Risposta semplice: dipende dall’avversario. Pesaro infatti gioca sempre nella stessa maniera, fin dallo scorso ottobre, con praticamente due schemi che debbono per forza funzionare. Il primo è quello di dare la palla a Jones, che continua ad essere il giocatore che si prende più conclusioni in questo campionato (15.7) e che è il principale punto di riferimento dell’attacco biancorosso. Il secondo è crearsi un tiro dal palleggio, qualità che avevano giocatori come Fields e Harrow e che ha lo stesso Thornton, mentre i vari Jasaitis, Ceron e Gazzotti devono essere innestati, così come Nnoko, che per prendersi qualche tiro, deve ricorrere al semi gancio, con alterne fortune. Così, se la difesa avversaria ti concede di sviluppare i tuoi punti di forza come è accaduto nel primo tempo di Varese, la Vuelle sembra anche una buona squadra, capace di produrre una bella pallacanestro, con giocatori dotati di buon talento individuale, ma appena le cose cambiano, non c’è il famigerato piano B e Pesaro continua a giocare nella stessa maniera. Varese infatti, nell’ultimo quarto, ha iniziato a mettere le mani addosso ai giocatori biancorossi, cominciando dal pressing su Thornton, raddoppiando Jones e aumentando la fisicità nel portare i blocchi, non permettendo a Jasaitis e Ceron di liberarsi al tiro, sono cominciate così quelle palle perse che hanno scatenato il contropiede dell’Open Job Metis e se fai correre una squadra che gioca in casa, metti in partita anche il suo pubblico, che negli ultimi minuti ha dato sicuramente una bella mano ai ragazzi di Caja, e come a Venezia, la Consultinvest non è stata in grado di reagire alle prime difficoltà, finendo per perdere con uno scarto bugiardo, per quello che si era visto fino al 33’, anche se in questo caso la differenza canestri era ininfluente, dato che Varese si porterà in dote il 2 a 0 con Pesaro in questo finale di campionato.

Dando un’occhiata alla classifica e mancando otto giornate alla conclusione, ci sentiamo di affermare che quota 22 punti dovrebbe essere sufficiente per raggiungere la salvezza, a meno di un clamoroso colpo di coda di Cremona, ma per arrivarci, Pesaro dovrebbe tenere una media vittorie del 50%, difficilissimo per una formazione che non ne ha mai vinte due di fila e che è attesa in casa da Reggio Emilia e Milano. A Caserta dovrebbe essere arrivata al capolinea l’avventura di Dell’Agnello, con Luca Bechi pronto a prenderne il posto e se diamo un’occhiata alle squadre posizionate agli ultimi posti, hanno tutte esonerato il coach, con la piccola differenza che Pesaro e Cremona hanno scelto la soluzione interna, promuovendo i loro vice allenatori, mentre Cantù ha preso Recalcati e Varese ha ingaggiato Caja, uomini abituati a districarsi in queste situazioni. E’ un caso che la Consultinvest e la Vanoli siano nelle ultime due posizioni? Crediamo di no.

DAGLI ALTRI PARQUET

Milano ipoteca il primo posto, passando nel finale a Sassari, inseguita a debita distanza, da Avellino, vittoriosa di un punto al supplementare a Reggio Emilia, in un match molto intenso e da Venezia, che sbanca un campo ostico come quello pistoiese. Sale al quarto posto solitario Capo d’Orlando, che nell’ultimo quarto raggiunge e sorpassa la Vanoli Cremona, lasciando i lombardi all’ultimo posto, mentre Brescia sembra in leggera crisi e viene battuta a domicilio da una positiva Brindisi, in una lotta playoff dove potrebbe a sorpresa rientrare anche Cantù, che con coach Recalcati ha risolto i suoi problemi ed è passata senza troppi problemi a Caserta, in una ventiduesima giornata che si chiuderà stasera col posticipo tra Torino e Trento.

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