La Pesaro Rugby strizza l’occhio al Toti Patrignani per tornare a vincere con Prato-Sesto

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14 marzo 2017

PESARO – Nove vittorie casalinghe, solo tre i colpacci in trasferta. Tradotto: il fattore-campo si sta dimostrando determinante nelle prime quattro giornate della Poule Retrocessione. Lo sa bene la Paspa Pesaro Rugby. Che ha cavalcato la positiva onda emotiva del pubblico amico nella galvanizzante vittoria con la Capitolina, ma che poi ha visto quell’inerzia appassirsi nella successiva trasferta di Genova. “In casa o fuori le distanze sono sempre quelle – conferma il capitano della Paspa Pesaro Rugby Carlo Villarosa – Ma c’è quella componente ambientale che a volte non si spiega, ma che vogliamo che domenica ci aiuti a replicare quanto di buono fatto con l’Unione Capitolina”.

Il tifo del Toti Patrignani

Il tifo del Toti Patrignani

Appuntamento domenica 19 marzo, al Toti Patrignani alle 14.30 contro i Cavalieri Union Prato Sesto al comando della Poule in coabitazione con la Gran Sasso. La Pesaro Rugby arriverà alla sua quinta giornata di Poule al termine di due settimane di sosta che stanno assumendo i contorni di un’approfondita autoanalisi dopo la sconfitta di Genova. In primis dal punto di vista mentale: “Il nostro errore principale è l’andare in ansia quando non riusciamo a segnare nei primi venti minuti – il difetto sottolineato da Villarosa – L’esserci riusciti nel primo tempo con la Capitolina ci ha dato una grande spinta, il non riuscirci a Genova alla lunga l’abbiamo pagato rovinando un primo tempo comunque positivo. Ma se non concretizziamo le mete, non possiamo comunque permetterci di uscire dalla partita perdendo distanze ed equilibri in campo. A Genova ci è mancata proprio la pazienza di insistere sul nostro gioco quando la partita ha preso una brutta piega”. Anche perché una partita può pure essere persa in diversi modi: “Fare un punto o farne zero cambia tanto in questa fase – ricorda Villarosa – Perché sono convinto che alla fine sarà questione di un paio di punti in più o in meno a fare la differenza fra la salvezza e la retrocessione”.

Con i Cavalieri sarà la terza gara con Edmond al timone. Inizialmente obbligato a circoscrivere la sua funzionalità ad un’importante molla psicologica, ora il tecnico anglo-australiano sta approfittando della sosta per imprimere più marcatamente una sua impronta tattica: “Stiamo curando tanti particolari dalla mischia ai calci – conclude Villarosa – Così come stiamo rivolgendo un’attenzione diversa nel prenderci meno rischi nella gestione di alcune situazioni nella nostra metà campo”.

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