Volley A2 Coppa Italia: Pesaro ha perso, ma lo sponsor di Filottrano dimostra di non sapere vincere

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14 marzo 2017

Una splendida immagine della bellissima atmosfera che si respirava nel PalaBaldinelli di Osimo

Una splendida immagine della bellissima atmosfera che si respirava nel PalaBaldinelli di Osimo

Ma allora non è solo il sindaco, c’è anche lo sponsor…

Non più tardi di questa mattina, pure in colpevole ritardo, ma nella vita accadono cose che ti obbligano ad avere altre priorità, avevo mandato un messaggio a Pierfrancesco Chiavacci, responsabile della comunicazione della Lardini Filottrano, per complimentarmi con lui per l’ottimo lavoro fatto nell’organizzazione della finale e con la magnifica Lardini che ha vinto meritatamente la Coppa Italia.

Poi, leggo i giornali e trovo una dichiarazione del tutto fuori luogo con il clima che si è respirato all’interno del PalaBaldinelli, che mi hanno raccontato essere stato semplicemente fantastico, con tifoserie degne delle loro squadre, tifando a favore, mai contro.

Una dichiarazione che Luigi Lardini, uno dei fratelli che hanno fondato un’azienda che dà lustro alle Marche, un marchio che ha dato e darà – in serie A1 – ulteriore prestigio alla pallavolo italiana, ha rilasciato al Resto del Carlino Ancona.

“Organizzeremo a fine campionato un’amichevole per far vincere Pesaro”.

Ho pensato: è proprio vero, in Italia è difficile perdere, ancor più vincere. E ancora una volta ho ricevuto conferma che chi non ha vinto mai non riesce a godere dei primi successi se non s’intromette in casa altrui.

Non è la prima volta a livello regionale e sempre con Pesaro nel mirino. Non può essere un caso, c2’è una motivazione: Pesaro ha vinto più di tutte le altre realtà marchigiane: 2 scudetti nel basket maschile, 3 scudetti nel volley femminile. E altri trofei, a incominciare dalla Coppa Italia di serie A2, conquistata domenica dalla Lardini Filottrano, che la Robur Pesaro ha vinto già nel 2002/03.

Solo la Lube, ieri Macerata oggi Civitanova, vanta tanti successi: 3 scudetti, 5 Coppe Italia, 4 Supercoppe italiane, una Coppa dei Campioni…

Pesaro, però, ha lo sportivo italiano più famoso nel mondo. Credo non sarebbe neppure il caso di scrivere il nome di… Valentino Rossi.

Detto questo, non si capisce la necessità della frase di Luigi Lardini in un momento storico per la squadra sponsorizzata dalla famiglia: il primo grande successo meritava d’essere goduto insieme alle ragazze, al bravissimo allenatore, a tutto lo staff. Invece no, meglio prendere in giro le avversarie…

Barbara Rossi, co-presidente della myCicero Volley Pesaro, non vuole rispondere a Luigi Lardini: “Dico solo che a fine partita ho abbracciato Giovanni Morresi (presidente filottranese), facendogli i complimenti per la pallavolo che hanno espresso. Io amo questo sport e il valore delle giocatrici si riconosce anche quando sono al di là della rete. E non ci sto a non riconoscere il valore delle nostre ragazze, i sacrifici che fanno, anche se abbiamo perso”.

Mercoledì era stata Mila Della Dora, assessore pesarese, a dare una lezione al sindaco di Filottrano. Oggi è Barbara Rossi a spiegare a Luigi Lardini cosa è lo sport.

Anche perché la ruota gira, anzi non sempre la palla supera la rete.

Mi viene in mente una storia, che spero faccia riflettere il signor Lardini. Diversi anni fa, quando il volley pesarese dominava (giusto per la memoria di tutti: tre scudetti consecutivi dal 2008 al 2010, 1 Coppa Italia, 4 Supercoppe italiane, 1 Coppa Italia di A2, 2 Coppe Cev… Può bastare?), altre realtà – Jesi e Urbino – fecero l’apparizione, annunciando di essere pronte a prendere il posto della società pesarese.

Dove sono oggi? Sparite entrambe. E non è stato un bene, perché era bellissimo seguire i derby, sfide piene di fascino che davano prestigio alla pallavolo marchigiana. Magari fossero ancora protagoniste, con la bellissima Lardini Filottrano e con la myCicero che sogna di tornare in A1.

Resta la realtà… perché la palla non sempre supera la rete, ma oltre la rete Pesaro c’è sempre.

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