Madre, madri: ripensare la maternità: l’opinione della psicologa

di 

15 marzo 2017

Madre madriDott.ssa Giorgia Giacani*

La maternità è una “crisi evolutiva” che consente il passaggio alla vita adulta, è lo status della donna che da figlia diventa madre modificando la sua identità femminile. La maternità obbliga ad un confronto  con la figura genitoriale e una  rielaborazione dei propri vissuti infantili conciliando tutto questo con l’ idea che si ha di sé come genitore.

Oltre ad un confronto intimo e simbolico, la maternità è confronto con il proprio potere riproduttivo, che viene sempre dato per scontato, e i sentimenti di cura e accadimento a cui dovrà necessariamente fare affidamento per essere una madre sufficientemente buona.

A livello fisico il bambino richiede un cambio di prospettiva nella madre, non più individuo singolo auto centrato, ma soggetto che vive fusivamente con l’ Altro e che per un periodo più o meno lungo vivrà in modo dipendente da lei. Questo è possibile solo se anche a livello psichico la madre sarà disposta a fare spazio al figlio anche nel suo mondo interno.

La gravidanza è un momento intimo in cui psiche e corpo vivono delle modificazioni che contribuiranno  a formare un legame tra madre e bambino. Questo legame è frutto sia degli ormoni sia dall’elaborazione dei propri vissuti con il materno.

La gravidanza non viene vissuta da tutte le donne nella stessa maniera. È influenzata dallo stato d’ animo, dal momento in cui la gravidanza si presenta, dal desiderio di un figlio e dalla propria consapevolezza e autoefficacia.

A livello sociale la maternità naturale viene esperita come “il momento più bello della vita di una donna”.

In campo scientifico sono stati fatti molti progressi per quanto riguarda le tecniche di fecondazione assistita ma ancora viene vissuta con ansia, paura, stress e vergogna. Sembra difficile dire che la gravidanza sia frutto di una PMA.

Si è madri naturalmente, si è madri attraverso la fecondazione assistita, si è madri attraverso il percorso di affido e/o adozione.

Siamo madri ogni qualvolta ci prendiamo cura di un essere vivente che richiede attenzione, protezione, cura, amore.

Tutte le donne sono madri, che facciano figli/e oppure no. Si può essere madre di un’ idea, di un progetto, di altri o di altre. Madre è un modo di pensare, di essere nel mondo, prendersi cura di ciò che non c’è, del vivente. Qui e ora”.

Parallelamente ci sono donne che hanno partorito. Hanno generato ma non si sentono madri. Rifiutano il figlio. I vissuti di depressione sono invadenti e manca anche la cura di sé. Siamo nel campo della psicopatologia. della psicosi puerperale che non è da confondere con il Maternity blue che colpisce circa il 50/80% delle madri o con la depressione post partum che riguarda il 10% della popolazione materna.

Parliamo di un comportamento di totale rifiuto del figlio con comparsa di idee paranoidi e deliri con un alto rischio di suicidio e infanticidio.

Ci sono le cosiddette”lunadigas”, le donne che non vogliono figli, potrebbero averli ma non li vogliono.

Ci sono poi le madri pentite. Da non poter dire: pentirsi di essere madre.

La maggior parte degli studi sulla maternità riguardano donne che hanno partorito da poco e quindi vivono sia la stanchezza del momento ma anche l’ emozione e la gioia del nuovo arrivato. Siamo ancora nel periodo fusionale in cui a guidare la madre è il suo senso di onnipotenza .

Il pentimento è un’ emozione ragionata  e per alcune donne fare figli è stata una risposta al mantra “TI PENTIRAI DI NON AVER AVUTO FIGLI, RICORDA TE NE PENTIRAI!” piuttosto che una libera scelta, un condizionamento sociale. Non desiderio ma imposizione.

Non tutte le donne diventano subito madri. Qualcuno lo è già dal concepimento, altre lo diventano con il progredire della gravidanza, altre ancora con il parto, e alcune attraverso un percorso più difficile di scoperta di sé.

E’ utile ripensare alla maternità  non come obbligo sociale di conservazione della specie ma come desiderio soggettivo di cura e rispetto.

*Psicologa, psicosessuologa

de.Sidera, chi siamo:

L’associazione di psicologia e sessuologia “de.Sidera” vuole essere uno spazio culturale di discussione di tematiche psico-sessuologiche, un momento per riflettere sulla propria sessualità, per rendersi consapevoli che il piacere, in ogni ambito, è accessibile, basta volerlo.

L’associazione “de.Sidera” è formata da psicologhe e sessuologhe e si occupa inoltre di servizi alla persona attraverso consulenze all’individuo, alla famiglia e alla coppia e fornisce servizi di consulenze ai professionisti.

Siamo a Fermignano e potete seguirci su:
www.desidera.psico@wordpress.it
www.facebook.com/desiderando
oppure contattarci su
mail desidera.info@gmail.

Dott.ssa Giorgia Giacani 329 4557556
Dott.ssa Arianna Finocchi 340 3175129

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>