Divinissimo apre le Celebrazioni Raffaellesche al Sanzio di Urbino

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17 marzo 2017

URBINO – Giovedì 23 marzo alle ore 21, al Teatro Sanzio di Urbino, saranno i giovani attori del Centro Teatrale Universitario Cesare Questa ad aprire in grande stile le Celebrazioni Raffaellesche 2017 con Divinissimo, scritto e diretto da Michele Pagliaroni. Lo spettacolo è frutto di una co-produzione di Accademia Raffaello e Centro Teatrale Universitario Cesare Questa, in collaborazione con Comune di Urbino, Università degli Studi di Urbino Carlo Bo e AMAT.

Il progetto nasce da un dialogo proficuo fra le principali istituzioni di Urbino e del territorio ed è reso possibile dal lavoro di tanti giovani che animano la città universitaria e che compongono la squadra del CTU: regista, attori, scenografi, costumisti, tecnici, organizzatori, promoters. La compagnia è composta da attori professionisti e da allievi formatisi all’interno dei laboratori di teatro dell’Università di Urbino, tutti under 30: Giulia Parenti, Daniele Targhini, Lorenzo Benedetti, Riccardo Ciocci, Umberto Brunetti, Andrea Milano.

Divinissimo non intende raccontare Raffaello da una prospettiva biografica, ma catturarne il mito di riflesso, attraverso un soggetto originale che, tra storia e scrittura poetica, prenda le mosse dalle suggestioni legate alla celebre Loggia di Psiche di Villa Farnesina a Roma.

Michele Pagliaroni; Monica Bravi; Roberto Danese; Roberto Cioppi; Luigi Bravi

Michele Pagliaroni; Monica Bravi; Roberto Danese; Roberto Cioppi; Luigi Bravi

Maurizio Gambini, Sindaco di Urbino:  «Questa Amministrazione comunale ha sempre cercato di promuovere e favorire la cooperazione fra le istituzioni cittadine per realizzare dei progetti che avessero una ricaduta positiva per Urbino e il territorio. In questo caso, siamo davanti a un progetto culturale che mette insieme il Comune, l’Università degli Studi, l’Accademia Raffaello e i giovani del Centro Teatrale Universitario Cesare Questa, per realizzare uno spettacolo dedicato a Raffaello.  I giovani hanno potuto programmare una vera e propria “residenza teatrale”, utilizzando anche gli spazi della Sala del Maniscalco-Ridotto del Teatro per preparare quanto andrà in scena il 23 marzo.  Siamo orgogliosi del fatto che lo spettacolo apra le Celebrazioni Raffaellesche 2017. Come città, stiamo sostenendo con sempre maggiore determinazione l’abbinamento fra Urbino e Raffaello: il binomio è uno degli elementi caratterizzanti della nostra promozione turistica. E lo sarà anche in futuro, puntando a costruire un percorso che guardi alle celebrazioni dei 500 anni dalla morte del grande artista, previste nel 2020. Divinissimo è quindi una operazione in perfetta coerenza con i programmi dell’Amministrazione Comunale».

Luigi Bravi, Presidente dell’Accademia Raffaello: «L’Accademia Raffaello apre le Celebrazioni Raffaellesche 2017 (quest’anno con un programma particolarmente nutrito, folto e fitto di appuntamenti) con lo spettacolo Divinissimo, convocando quindi l’intera cittadinanza e la popolazione studentesca, sulla scia di quanto accadeva in quel gloriosissimo Ottocento che “sapeva di Raffaello”: a lui furono intitolati il Liceo e il Teatro, fu istituita l’Accademia, ne fu acquistata la Casa e, da ultimo, gli fu eretto un monumento. In tempi diversi e non semplici, ma che guardano all’ormai prossimo Centenario del 2020, si propone di ricominciare a parlare a tutti e in diverse forme di questo personaggio che porta fuori le mura il nome di Urbino. La figura stessa di Raffaello mal si presta ad una celebrazione di sapore “paesano”, anzi è un monito a guardare fuori e a farsi guardare da fuori. È parso opportuno rivolgere al CTU Cesare Questa dell’Università di Urbino l’invito a dar vita ad uno spettacolo per una particolare attenzione verso le generazioni in formazione, perché quel che si semina in questa fase della vita ha una permanenza tra le esperienze come non altre. Da sempre tra gli scopi dell’Accademia Raffaello c’è quello di alimentare la ricerca artistica, in particolare da parte dei giovani».

Vilberto Stocchi, Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo: «Dal 2016 l’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo, attraverso la costituzione ufficiale del CTU Cesare Questa, ha scelto di investire sul teatro in quanto esperienza umana, formativa, professionale. Vedere in questi giorni tanti giovani mettere in campo concretamente le proprie competenze per la costruzione di un progetto capace di rappresentare la città in cui hanno scelto di studiare – e, in alcuni casi, di vivere – significa che li stiamo incoraggiando non soltanto a muoversi all’interno di un cursus studiorum, ma anche ad un attivo impegno nella Società».

Michele Pagliaroni, Direttore artistico del CTU Cesare Questa: «Lo spettacolo, come la figura di Raffaello, sfugge a definizioni rigide e categoriche, perché non rispecchia gli schemi della Commedia dell’Arte stricto sensu, ma nemmeno la forma abituale della farsa. È uno scenario comico che suscita un sincero divertimento, pur riflettendo sulle fragilità e sui mali che affliggono l’uomo, sdrammatizzando senza ridicolizzare. Viene proposto un Raffaello lirico e libero di oscillare tra storia e mito, per conservare ogni sfumatura di una personalità sfuggente, caleidoscopica. Ho studiato a fondo la psicologia dell’Urbinate e mai avrei potuto sostituire quel volto e quel mondo intimo con un unico attore o con un’unica vicenda, ragion per cui ogni presenza scenica ha in sé una parte di Raffaello: chi la raffinatezza, chi il pragmatismo, chi l’aggressività. Il fatto stesso di aver lavorato con attori molto giovani ha portato ad una naturale compenetrazione di testo scritto e di idee nate durante le prove. Lo stesso testo è pensato in funzione dei giovani che gli avrebbero dato voce e corpo. Il tutto per offrire l’immagine comica e profonda di un personaggio incomprensibile alla luce di biografie e critiche artistiche, che possa lasciare la libertà, in chi lo ascolta, di trovare dentro di sé l’arte che per Raffaello, in fin dei conti, era vita. Ho deciso insieme ai ragazzi di ritrovare, attraverso la scena, la libertà che ci stava mancando».

Dal 16 al 23 marzo la compagnia del CTU sarà in residenza teatrale al Sanzio, durante tale periodo ci saranno degli incontri programmati con le scuole e gli studenti universitari (contatti: ctu.cesarequesta@uniurb.it).

Info e prenotazione biglietti:

– AMAT e biglietterie del circuito 071 2072439 lunedì – venerdì dalle ore 10 alle ore 16

– vendita on line www.vivaticket.it

– Call Center 071 2133600
– Biglietteria Teatro Sanzio 0722 2281 (aperta il giorno precedente la rappresentazione dalle ore 11 alle ore 13 e dalle ore 16 alle ore 20; nei giorni di spettacolo dalle ore 16 fino ad inizio rappresentazione).

Platea, Palchi I e II ordine € 15,00 – ridotto € 8,00

Palchi III ordine e loggione € 10,00 – ridotto € 8,00

Il ridotto è valido per studenti Università, Accademia di Belle Arti, ISIA e under 19

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