LA RECENSIONE: La Scuola, era o …è ancora così? Silvio Orlando e Vittoria Belvedere chiudono la stagione di prosa del Rossini

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24 marzo 2017

Dario Delle Noci

PESARO – La buona scuola? Come dire che quella precedente fosse cattiva? Potremmo aprire un dibattito culturalpolitico, certi che si protrarrebbe (specie sui social) per qualche tempo. Ma non vogliamo dare la stura a polemiche o disquisire sul taglio dell’istruzione nel nostro Paese. Recensiremo invece l’ultimo spettacolo in cartellone per la stagione di prosa 2017 al Rossini di Pesaro. L’ultimo in ordine cronologico ma svettante in testa alla classifica, tutta nostra s’intende, dei lavori apparsi in scena quest’anno. La scuola, per la regia di Daniele Lucchetti tratto da due libri di Domenico Starnone (Ex CattedraSottobanco) è uno dei soggetti teatrali degli anni 90 che ha visto la rivisitazione, sia pur parziale, sul grande schermo nel 1995. Un’opera della quale il teatro si riappropria confidando nel talento dei suoi protagonisti. E non sbaglia.

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LA SINOSSI: è la fine anno scolastico quando il collegio docenti, coordinato, da un improbabile preside (decisamente poco acculturato) si riunisce in palestra (la biblioteca necessita di ristrutturazione!) per gli scrutini di fine anno. Un corpo docente che è lo spaccato non veritiero ma palpabilmente vero di quello che una scuola di periferia della Capitale o della provincia presenta nella realtà di ogni anno scolastico. Praticamente un microcosmo della nostra società dove emerge lo solarità leggermente esaurita della professoressa di ragioneria (Belvedere), stimata da tutti, ma in crisi coniugale perchè, si dice, abbia un collega amante. L’avrebbe o forse no. L’indiziato è comunque il docente di Italiano e Storia (Orlando) Tant’è che il Capo d’Istituto riceve una lettera anonima e ne parla “riservatamente”…ai quattro venti. Non manca il docente con propensione razzista, il doppiolavorista, la prof. dal carattere fragile e ansioso; la meschinità appare nella figura del vice preside mentre il professore di lettere risulta il più amato dagli alunni. In questo contesto il capo d’istituto è propenso a una sorta di promozione collettiva tranne un alunno soprannominato “la mosca”, tale Cardini, caso peculiare sia pur nella svogliatezza generale degli alunni tutti. Studenti che non sono meno variegati del professori quanto a stravaganze, insicurezze o asocialità come risulta anche dai flashback (primo fra tutti la gita scolastica a Verona).

Dicevamo (tecnologia a parte) il “tale e quale della scuola” contemporanea? Confermiamo! Una scenografia, quella di Giancarlo Basili, volutamente statica, offre al pubblico il tempo per riflettere sia sulla poliedricità del cast sia sulle tematiche che vengono affrontate nella pièce come nella realtà: la bassezza morale di certi atteggiamenti, l’impassibilità, la severità a volte fuori luogo. Eppoi, ancora, la bontà e il buonismo, il lassismo e la spigolosa tenerezza di Vittoria Belvedere che merita il riconoscimento di prim’attrice anche se un po’ troppo teatrale. Tutto questo e altro ancora traspare da una sceneggiatura che definire frizzante, divertente è riduttivo. Brilla, da sempre la stella, la bravura di Silvio Orlando sulla quale nessuno ha mai nutrito il minimo dubbio ma che ha avuto l’ennesima conferma nella rappresentazione de La scuola versione teatrale (dalla quale nasce la trasposizione cinematografica, ndr). La sua naturalezza, la mimica facciale, la gestualità le pause studiate ma spontanee, ne fanno uno degli attori più espressivi della commedia italiana. Maiuscola anche la prova dell’impassibile Roberto Nobile. Il lavoro ha preso il pubblico del Rossini fin dalle prime battute e gli applausi a scena aperta ne hanno sottolineato lo spessore anche se, per qualche minuto, la divagazione fantasiosa con simileffetti speciali ci è parsa un po’ forzata. Ma va bene così. Perché a volte sembra una mission impossibile quella di strappare una risata e, al contempo, di suscitare riflessioni per certi versi dal retrogusto amarognolo. Ne La Scuola ritroviamo, con tutti i distinguo dell’epoca, le problematiche che hanno accompagnato il nostro percorso studentesco e che abbiamo vissuto, di riflesso, in quello dei nostri figli.

Silvio Orlando, il mostro sacro protagonista assoluto

Silvio Orlando, il mostro sacro protagonista assoluto

Il cast che ha meritato il plauso:

Silvio Orlando,Vitoria Belvedere, Roberto Nobile, Antonio Petrocello, Vittorio Ciorcalo, Maria Laura Rondanini e Roberto Citran

*A fine rassegna ci consentiamo un lusso, quello di aggiungere, di nostro, una considerazione sia sulla pièce che sulla scuola di oggi. La Scuola con la S maiuscola, lo si voglia o no, la fanno in osmosi docenti e non, alunni e (perché no) genitori. Farla diventare “buona” dipende da tutti, non solo dalla politica. C’è sempre stato e sempre ci sarà un professore che “ce l’ha con me”, diamolo per scontato. Basterà rubare la battura finale del cult movie A qualcuno piace caldo: “beh, nessuno è perfetto!”

à la proxieme

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