Consultinvest: l’illusione di Trento apparecchia la settimana-chiave contro Cremona

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27 marzo 2017

PESARO – Esistono due chiavi di lettura per commentare il match di ieri contro Trento: la prima è per quelli che vedono il bicchiere mezzo pieno, quelli che ammirano la versione “Leka” della Vuelle, quella tutta corri e tira, con il cronometro dei 24 secondi che potrebbe anche non funzionare, dato che si tira al terzo o quarto passaggio. Quella dove il tiro da tre diventa un’arma indispensabile e d’altra parte Rotnei Clarke è stato preso proprio per risolvere questo problema, così come aver dato la bacchetta del comando in mano a Thornton, che quando si sente responsabilizzato, sembra dare il meglio di sé. Altra nota positiva del match contro la Dolomiti, è che Pesaro è rimasta in partita fino all’ultimo minuto, giocando praticamente in quattro, facciamo quattro e mezzo con Ceron, perché il quartetto composto da Gazzotti, Zavackas, Nnoko e Hazell ha fatto più danni della pioggia in MotoGp e il loro contributo complessivo è stato di soli 4 punti. Il passarsi la palla in fase offensiva ha rivitalizzato anche Jasaitis, che non sarà più quello dei tempi d’oro, ma che rimane uno dei giocatori più intelligenti del campionato, con due mani da pianista, che non si vedono solamente dall’arco dei tre punti, ma che si notano soprattutto in quelle entrate rovesciate al ferro, che ormai non si insegnano neanche più nelle nostre giovanili.

Poi c’è la seconda chiave di lettura, per quelli che vedono il bicchiere mezzo vuoto: non si può vincere subendo più di 90 punti a partita, non ci riesci neanche se tiri col 55% da tre come ieri pomeriggio e col 59% complessivo totale, perché le percentuali possono scendere in qualsiasi momento, mentre se ti abitui a non difendere è difficilissimo riprendere il ritmo, un po’ come un lunedì di lavoro dopo tre settimane di ferie. E’ ormai chiaro purtroppo, che molti dei problemi difensivi nascono dall’atteggiamento indisponente di Jarrod Jones, che sembra non voglia fare neanche il compitino, quello che coach Bucchi, con fatica, lo aveva convinto a svolgere, perdonandolo per tutte le disattenzioni, a patto che fosse almeno nei paraggi del suo uomo, sotto Spiro Leka invece, Jones non è più neanche nelle vicinanze del canestro, lasciando comode autostrade a chiunque si presenti dentro l’area, perché purtroppo i problemi nascono anche dal settore esterni, con Clarke e Thornton troppo gracilini per contenere fisicamente gli avversari e i 21 (ventuno!) canestri realizzati dalla Dolomiti con comodi layup, potrebbero costituire un record facilmente superabile nelle prossime partite.

17522705_1431043400300823_1370371319933646684_n93, 91, 97, sono i punti subiti dalla Consultinvest nelle ultime tre partite, numeri troppo alti anche per giocarli al lotto e se è vero che tre indizi fanno una prova, non si può negare che la Vuelle di Spiro Leka abbia un grosso problema da risolvere, la cui soluzione non è per niente semplice, dato che il reparto lunghi biancorosso sta vivendo un bruttissimo momento. Della scarsa voglia di Jones abbiamo già parlato e purtroppo non è una novità neanche il rendimento di capitan Gazzotti, troppo morbido per giocare da numero cinque in serie A, dove non ha la necessaria malizia per ingannare gli arbitri sui contatti dentro l’area e la necessaria potenza fisica per rendersi utile a rimbalzo. Il caso Zavackas non esiste neanche più, o meglio esiste solo quando per problemi di falli altrui, sei costretto a schierarlo per 13 minuti sul parquet e Piero Bucchi lo aveva capito da tempo che il lituano non era più in grado di giocare in serie A. Così l’ago della bilancia diventa Landry Nnoko, che a Trento è ricaduto nel vecchio vizio di commettere falli troppo vistosi, per non essere fischiati dalla terna arbitrale, ma la presenza del camerunense è indispensabile, altrimenti l’area difensiva biancorossa rimane deserta e facile preda di chiunque si presenti al suo interno.

I PIU’ ……

Tiro da tre: 16 triple a segno sulle 29 tentate, ne segna cinque Jasaitis, quattro Thornton e tre Clarke, che con le due testa messe a segno da Jones e Ceron, costituiscono il record stagionale per la Vuelle, anche se purtroppo la buona prestazione balistica non è concisa con la vittoria.

Simas Jasaitis: 7 su 9 dal campo, con cinque triple a referto e un paio di preziosi reverse sulla linea di fondo, si vede che sta meglio fisicamente anche in fase difensiva, dove è uno dei pochi a correre per chiudere le linee di passaggio, speriamo che non sia stato un fuoco di paglia.

Rotnei Clarke: Che non fosse un ragazzo timido lo si sapeva già, così come erano note le sue doti di tiratore, purtroppo alla Vuelle sarebbe servito un playmaker vero, ma non è colpa sua.

 

… E I MENO DELLA SFIDA TRENTO – PESARO

Rimbalzi: 40 a 23 per Trento, perché se difendi male, ti trovi fuori posizione anche a rimbalzo e i 19 offensivi concessi alla Dolomiti, sono una diretta conseguenza delle cattive scelte individuali in fase difensiva.

Palle perse: Non per il numero (16) abbastanza in linea con la media stagionale, ma per la “qualità”, perché si possono perdonare quelle scaturite da una forte pressione della squadra avversaria, ma se regali il pallone direttamente dalla rimessa o fai quei passaggini lenti lenti orizzontalmente, che diventano facili prede per chiunque, ti esponi inevitabilmente al contropiede avversario.

Donatas Zavackas: Da tre non tira più, quando ha avuto due palloni a mezzo metro dal canestro, che chiedevano solamente di essere convertiti in due punti, è riuscito a sbagliare da solo il primo tentativo e a farsi stoppare il secondo, ormai non ci proviamo neanche più a chiedere un suo sostituto.

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

Coach Spiro Leka è giustamente arrabbiato per l’esito finale del match contro la Dolomiti Energia, anche se onestamente la sua Vuelle non ha mai dato l’impressione di poter uscire con una vittoria dal PalaTrento, ancora una volta si sono pagate a caro prezzo le scellerate scelte fatte nei minuti finali, come quella tripla di Jones completamente fuori ritmo e soprattutto, il rimbalzo offensivo lasciato nelle mani di Baldi Rossi, dopo il libero sbagliato da Gomes, quando sul meno tre, c’era ancora la speranza di portare il match al supplementare, ma per una volta, stanno peggio i nostri avversari nella corsa verso la salvezza, con la Vanoli che, in vantaggio di sei ad un minuto dalla sirena, si è fatta rimontare da Sassari, sbagliando liberi e passaggi sulle rimesse. Ma attenzione a pensare che Cremona sia una squadra che non ci crede più, anzi, domenica prossima la pressione sarà tutta sulle spalle della Vuelle, che sa di avere un setpoint da giocarsi in casa propria e, in caso di un break, dovrà inventarsi qualcosa per poter rientrare in gioco.

Ma come si prepara un match di tale importanza? Prima cosa, essendo consapevoli della rilevanza dell’incontro, senza troppi giri di parole e coach Leka sembra sulla strada giusta, con il pensiero già rivolto alla prossima domenica, pronto a resettare tutto quello fatto finora, sia nel bene che nel male. Ma anche i giocatori dovranno essere preparati, non solo dal punto di vista tecnico, ma soprattutto psicologico e visto che siamo nel periodo delle Final Four della Ncaa, si potrebbe paragonare il match contro Cremona ad una sorta di finale italiana, riaccendendo negli americani, quel pizzico di orgoglio personale che tirano fuori solo in occasioni speciali. Giocarlo in casa, diventa importante solo se l’Adriatic Arena si farà veramente sentire come ai tempi belli e speriamo che le promozioni effettuate dalla società diano i loro frutti, con almeno seimila tifosi pronti ad incitare la Vuelle, anche per contrastare le numerose persone che arriveranno da Cremona, pronte a riempire completamente il settore a loro dedicato.

Dal punto di vista tecnico, bisognerebbe recuperare un giocatore importante come Hazell, che non essendo una primadonna, ha bisogno di essere innestato per poter rendere al massimo, altrimenti rimane ai margini del match come è successo a Trento, anche se l’ago della bilancia rimane la voglia di Jarrod Jones di dare il massimo e di essere con la testa ancora dalle nostre parti, senza pensare ai soldi persi nel rimanere a Pesaro e che recupererà solo in parte nel prossimo maggio, quando volerà oltre l’Adriatico per giocare i playoff.

Sarebbe bello se la Victoria Libertas, per una volta, tirasse fuori la testa dal guscio in cui si è infilata dopo il caso Bucchi e per bocca del suo presidente, chiamasse tutti coloro che ci credono ancora a serrare le fila e tornare per una sera, anzi per una mattina visto che si giocherà a mezzogiorno, a tifare la propria squadra, in una delle ultime occasioni per rimanere attaccati alla speranza di rimanere in serie A, altrimenti, l’ennesimo silenzio societario, sarebbe un chiaro indice di una resa anticipata, con la prospettiva di scendere in serie A2, che forse viene ritenuta più consona alle risorse economiche attuali.

Noi ci crediamo ancora nonostante tutto, perché a sei giornate dal termine, è ancora tutto nelle nostre mani, c’è ancora la possibilità di rimediare alla marea di errori commessi e aggiungere tre vittorie alle sole sette ottenute finora, per raggiungere quella quota 20 punti, che vincendo domenica, consentirebbe al 99% di conquistare la salvezza.

 

DAGLI ALTRI PARQUET

Cade in maniera rumorosa la capolista Milano, mai veramente in partita a Pistoia, con i toscani che si inseriscono nella lotta per l’ottavo posto, playoff a cui vuole accedere anche Brindisi che nel posticipo, si sbarazza con autorità di Avellino, che lascia il secondo posto solitario nelle mani di Venezia, brava a passare nel finale a Caserta, dopo essere sempre stata sotto nel punteggio. Si ferma la corsa di Capo d’Orlando, sconfitta a Varese, che dall’arrivo di Caja, ha inanellato una serie di cinque vittorie che l’hanno portata fuori dai guai e si ferma anche Cantù, sconfitta nettamente a Torino, con Sassari che all’ultimo secondo passa a Cremona, in una ventiquattresima giornata che si chiuderà stasera col posticipo tra Reggio Emilia e Brescia.

 

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