Strepitosa vittoria di Vettel. La Ferrari è ritornata nell’ “Olimpo”

di 

27 marzo 2017

Vettel sul podioMELBOURNE (Australia) – Sebastian Vettel e la Ferrari SF70- H, trionfano nel G.P. d’Australia, un’alba “dipinta” di rosso per una vittoria autoritaria, che era nell’aria, ma alla quale forse per una giusta prudenza nessuno voleva credere. Vittoria, una parola che adesso a partire dai diretti interessati finalmente la si può gridare. Vettel rispolvera quel carattere e determinazione da campione di razza, che finora in Ferrari aveva espresso sporadicamente, ovviamente entusiasta sul podio sotto la doccia di champagne, ha dichiarato tutta la sua soddisfazione, confermando che la macchina è divertente da guidare, che lui e tutta la squadra sono pronti a lottare e che oggi: “non avrebbe mai voluto smettere di guidare”.

Anche Arrivabene pur mantenendo il suo aplomb da “duro lumbard”, lascia trasparire soddisfazione, ringraziando i suoi ragazzi per il lavoro svolto oggi, ricordando che la Ferrari è di tutti come la vittoria di oggi, chiudendo senza smentire la sua caparbietà che il week-end perfetto è quando hai tutte e due le macchine sul podio. Anche il muretto del box ritorna ad essere determinante quanto l’asso tedesco, azzeccando la strategia giusta. Una prima importante conferma anche per l’Ingegner Mattia Binotto e tutto il rinnovato staff tecnico, voluti fortemente al di là di ogni polemica dal Presidente Marchionne, che ora possono affrontare con un po’ più di tranquillità questa lunga stagione, concentrandosi sugli sviluppi da apportare alla loro creatura per far sì che Melbourne sia l’inizio di quel sogno che in molti attendono da dieci anni e che avrebbe un valore particolare e romantico visto che siamo, come ricorda anche la sigla della macchina, nel settantesimo compleanno della nascita del “mito” che porta il cognome più conosciuto al mondo: Ferrari.

Per orgoglio nazionalistico ci siamo lasciati trasportare anche noi dall’entusiasmo di questa strepitosa vittoria, torniamo alla cronaca del gran premio, la Mercedes rimane la favorita, Hamilton rimane un fuoriclasse, anche oggi è partito alla grande, Bottas terzo a ridosso, ovviamente senza velleità, di Hamilton chiamato a sostituire Rosberg, ha dimostrato di poter onorare la fiducia del team, in poche parole come si dice in questi casi parlando in nome della Ferrari: “ si è vinta una battaglia ma non la guerra”. Un po’ deludente la prestazione di Raikkonen, non tanto nei confronti del “Magic” Vettel di oggi, ma in rapporto alla prestazione dell’altra seconda guida “dichiarata” Valtteri Bottas, il connazionale come detto sopra ha chiuso a poco più di un secondo da Hamilton, mentre “nonno” Raikkonen oltre a rendere oltre undici secondi a Vettel, si è dovuto difendere dall’attacco dell’altro giovane arrembante Max Verstappen. Comunque “Icemen”, come è soprannominato Kimi per il suo glaciale carattere, oggi può gioire insieme ai compagni di team, perché con il suo importante lavoro di sviluppo è stato fin dai test e lo sarà nel prosieguo della stagione determinante per il risultato finale, anche perché da ultimo campione del Mondo per la Ferrari ed al suo ultimo anno in F.1, vuole senz’altro lasciare un ricordo positivo. Dietro al finlandese della Ferrari chiude un “regolare” Verstappen, il giovane astro nascente patisce una Red Bull ancora acerba, prova ugualmente ad infastidire vanamente come detto sopra la Ferrari di Raikkonen. Sesto l’ex “pensionato” Massa, il veterano brasiliano porta con regolarità la sua Williams ad un’onorevole posizione, precedendo la Force India di Perez, probabile avversaria nella lotta come quarta protagonista del mondiale. Ottava e nona la Toro Rosso, con Sainz che dopo una lotta tutta in famiglia precede il compagno Kvyat. Decimo chiude il giovane francese Ocon, una buona prestazione che conferma le doti di questo talentuoso ragazzo, arrivato dopo le deludenti esperienze del 2016 con la cenerentola Manor, in un team di rispetto qual è la Force India.

Antonio Giovinazzi riporta il tricolore come pilota in F.1

Antonio Giovinazzi riporta il tricolore come pilota in F.1

Può festeggiare doppiamente anche Antonio Giovinazzi, primo perché fa parte come terzo pilota della Ferrari, poi perché ha riportato dopo sei anni il tricolore come pilota in F.1 e soprattutto perché alla sua prima esperienza nella massima formula, chiude con un più che onorevole dodicesimo posto, considerando che guida una Sauber, con tutto il rispetto non proprio un top team. Per quanto riguarda le nuove vetture figlie di un regolamento stravolgente, indipendentemente dal tracciato dell’Albert Park, non proprio idoneo a dimostrare le possibili prestazioni di una F.1, una cosa purtroppo ancora certa è che di sorpassi ancora non se ne parla, anche oggi abbiamo assistito al solito lungo trenino, quindi niente di stravolgente, vedremo nei prossimi gran premi se le cose cambiano, perché ricordiamoci che va bene la lotta fra due mostri sacri come Ferrari e Mercedes, ma per tornare a riempire gli autodromi e fare abbonamenti tv, ci vuole lo spettacolo della battaglia in pista fra i piloti, quella delle cervellotiche strategie, anche se oggi ha reso felici migliaia di fans, non sono sufficienti.

Comunque per quindici giorni fino al G.P. della Cina a Shanghai, tornando fieramente nazionalisti godiamoci il ritorno alla vittoria della “nostra” Ferrari… ce lo ha detto Arrivabene.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>