Volley A2, Matteo Bertini sferza la myCicero: “Vogliamo spaccare il mondo, ma il mondo resta intatto. Così non si vince”

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27 marzo 2017

Un muro pesarese davanti ai Balusch, i soliti impagabili Balusch, ma il pubblico ancora una volta è stato assente

Un muro pesarese davanti ai Balusch, i soliti impagabili Balusch, ma il pubblico ancora una volta è stato assente

PESARO – Pesaro-Soverato nel commento degli allenatori e delle protagoniste. Stefano Saja, Alessia Travaglini, Matteo Bertini e Alessia Ghilardi raccontano una verità che in questo momento fa male alla myCicero, apparsa smarrita nei momenti che contano, mentre le calabresi hanno mostrato maggiore lucidità nelle fasi decisive?

“E’ tutto l’anno che cerchiamo di esserlo – ha risposto Stefano Saja, allenatore di Soverato – In questo periodo le ragazze sono brave a lavorare con lucidità in situazione di break point. Sono contento della prestazione di oggi, della crescita delle ragazze. Credo che oggi il pubblico si sia divertito vedendo le difese di entrambe le squadre…”.

Pubblico, c’era pubblico? Purtroppo non c’era, si è giocato davanti a pochi intimi, i soliti Balusch e la comitiva di giovani pallavoliste dell’Asd Uau “Alex Zanardi” di Monte Porzio.

L’unica marchigiana felice, oltre a chi risiede a Filottrano o tifa Lardini, era Alessia Travaglini, ascolana, capitano del Volley Soverato, da sette stagioni in Puglia, da cinque in riva all Jonio.

“La svolta alla nostra stagione l’ha data la vittoria a Filottrano. Da quella partita abbiamo acquisito sicurezze che prima ci mancavano. Successi che fanno bene al morale e al fisico, perché quando le cose vanno bene la fatica si fa sentire meno. Ci avviciniamo alla fase più calda della stagione, ma prima ci attendono altre partite molto impegnative, a incominciare da domenica con Trento. Il primo compito è tenere alto il livello, come stiamo facendo adesso, con in più tanto morale per la vittoria a Pesaro. Anche se i playoff sono una storia a parte, perché ogni partita diventa una battaglia. Ci siamo preparate al meglio e al peggio, quindi siamo pronte, soprattutto da quando abbiamo imparato ad avere pazienza. Prima avevamo la frenesia di mettere subito la palla a terra, adesso sappiamo attendere il nostro momento. Sicuramente siamo una squadra in crescita”.

Se Soverato – parola di capitan Travaglini – ha imparato ad avere pazienza, non altrettanto si può dire della myCicero, che esibendo maglie che fanno riferimento alla musica, e a Pesaro la musica è Rossini, dovrebbe meditare su quel che canta Maddalena, personaggio de Il viaggio a Reims: “Guai se scappa la pazienza…”, perché altrimenti il coro – che nel caso sono le avversarie nella lotta per la promozione – replica immediatamente: “La pazienza! Ah aha ah”.

“Non abbiamo pazienza, mai. E il contrattacco non funziona”

“Noi non abbiamo pazienza, mai, mai, mai, mai…”. Matteo Bertini lo ripete quattro volte, per ribadire un concetto importante. “Come ho detto in un time-out alle mie ragazze, noi cerchiamo di spaccare il mondo, ma il mondo rimane intatto. E’ un problema, perché quando incontri squadre che hanno pazienza e difendono tantissimo, come fa Soverato, ti ritrovi con 15 muri in faccia e 18 errori in attacco, tirando sempre dritto, forte, contro le loro centrali che sono bravissime a muro su palla alta. La differenza tra noi e loro è tutta qui. Abbiamo difeso, è vero, ma anche fatto tanta confusione, combinando disastri nelle situazioni di fine set, mai riuscendo a contrattaccare. Dobbiamo essere più ciniche, più intelligenti, avere voglia di soffrire. In questo momento, non lo sappiamo fare. Davanti alle difficoltà, andiamo in confusione. Può diventare un problema con l’andare avanti della stagione”.

Parole sante, che dovrebbero indurre le colibrì a una riflessione, anzi a una meditazione. Lo abbiamo scritto in cronaca, lo ripetiamo oggi riproponendo le parole dell’allenatore marottese durante la conferenza stampa.

“Nei momenti che contavano – aggiunge Alessia Ghilardi – non abbiamo fatto quello che dovevamo fare. Dispiace, perché avevamo vissuto una delle settimane più belle dall’inizio della stagione. Ce lo siamo detto e ripetuto: non siamo mai arrivate al tie-break. Era giunto il momento di giocarlo e vincerlo Abbiamo disputato il primo tie-break della stagione e ne siamo uscite frastornate. Credo, però, che sia arrivato nel momento più opportuno, per farci capire cosa ci attende. La strada è ancora lunga, ma già da stasera abbiamo visto come è. Spero di vedere maggiore calma nei momenti decisivi. La sconfitta può essere una lezione per farci capire cosa fare per arrivare dove vogliamo arrivare!”.

Meno confusione, più serenità, più pazienza, per evitare di arrivare a 12 errori punti e 12 muri subiti in 119 contrattacchi (25%), mentre Soverato ha pagato pegno 10 volte (5 errori e altrettanti muri).

“Credo siamo troppi. E non è che non stiamo allenando la palla alta, anzi, la stiamo proponendo abbastanza – spiega l’allenatore pesarese – Ciò significa che c’è qualcosa che non va. Brave loro, molto precise e ordinate, ma 24 contrattacchi falliti sono uno sproposito. Così non si vince”.

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