Franco Morbidelli, l’incontro con un campione autentico

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29 marzo 2017

PESARO – “Brusco, arrivo con qualche minuto di ritardo. Ho appena finito di girare al Santamonica, sono affamato”.

Questo il messaggio che Franco Morbidelli, il vincitore della gara di Moto 2 di domenica scorsa in Qatar ci ha inviato alle ore 13 di oggi, mercoledì 29 marzo.

Qualche giorno prima che partisse per il Qatar, ci aveva promesso: “Brusco, vado a Losail – ci disse allora – ma il 28 torno, ci sentiamo e poi andiamo a pranzo e facciamo l’intervista”.

Bene, Franco domenica ha vinto la prima gara dell’anno dando la paga a tutti in Moto 2, ma lunedì alle 16 era già tornato nella “sua” Tavullia e, alle 18.30 lo abbiamo visto – per puro caso – varcare la soglia della palestra FisioGym. A neanche 24 ore dalla prima vittoria, Morbidelli già tornava ad allenarsi, a faticare a prepararsi per la prossima sfida.

Franco come sempre è stato di parola ed anche educato, scusandosi per il piccolo ritardo: “Ero al Santamonica – ci racconta – dove abbiamo sostenuto la seduta di allenamento in circuito con l’Accademia VR 46, mi spiace del ritardo, chiedo scusa”.

Scuse accettate alla grande e parte la prima domanda: c’era anche Vale al Santamonica?
“Certo – risponde Franco – Valentino c’è sempre”.

Ecco, l’intervista è appena iniziata e Franco ci ha già dato una grande notizia questa: domenica Vale e i ragazzi dell’Accademia hanno disputato una gara del Mondiale, si sono sobbarcati un bel viaggetto di ritorno e mercoledì sono scesi di nuovo in pista sul tracciato romagnolo dedicato al Sic ad allenarsi.

Chi pensa che il mestiere di pilota sia tutto rose e fiori deve ricredersi: un pilota professionista dedica quasi tutto il suo tempo alla preparazione psico-fisica perché per essere competitivi e vincere, come ha fatto Morbidelli alla sua 54esima gara in Moto2, non devi lasciare nulla al caso.

Devi lavorare, allenarti, sudare e, cosa più importante, gestire la tua mente.

Pensate solo per un attimo quale e quanta sia la passione e la forza di volontà di Valentino Rossi, che da 22 anni fa questo mestiere e, per non farsi mancare nulla, si è preso pure la briga di tirare su, istruire e preparare altri piloti.

Quello che abbiamo scoperto intervistando Franco Morbidelli da Babbucce, frazione di Tavullia, è che oggi c’è una nuova generazione di piloti diversa da quella “genio e sregolatezza” di un tempo: oggi il pilota di moto è un giovane, equilibrato e crede in quello che fa, ha un traguardo da raggiungere e si sacrifica per conquistarlo.

Franco, Luca Marini e i tanti piloti dell’Accademia sono esempi per i nostri ragazzi, sono giovani con i piedi per terra che lavorano duro in nome e per conto della loro passione.

Franco Morbidelli, dopo 54 gare in Moto 2, domenica ha vinto e quello che ci è piaciuto di più è stato il suo modo, molto personale e riservato, di gioire della vittoria, senza proclami o sbruffonate varie: “Nel momento del successo e della gloria – ci ha confidato – mi piace restare calmo per godere appieno e intensamente l’attimo che arriva sempre dopo tanto lavoro e tanti sacrifici”.

Questi sono Valori importanti ed è anche per questo che al ristorante la Baita di Pesaro dove ci siamo incontrati con Franco, prima i clienti, poi la cucina al gran completo hanno voluto fare una foto con il vincitore del Qatar: Franco e i suoi colleghi dell’Accademia sono un Valore che merita la maiuscola.

Martedì prossimo Franco Morbidelli, Luca Marini, Valentino e tutti i ragazzi dell’Accademia partiranno per l’Argentina dove si disputerà la seconda prova iridata: forza ragazzi noi, per quel “tanto” che conta, siamo con voi.

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