Doppia Curva. Frattura in seno agli ultras. L’Opinione sul tifo dell’Alma J. Fano di Candelora

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3 aprile 2017

Sandro Candelora*

17265081_1805441756444298_2499661146284211636_nFANO – Succede, è già successo, succederà di nuovo in futuro. Imperi all’apparenza indistruttibili hanno subito scismi catastrofici. Religioni che sembravano inattaccabili sono state lacerate dal morbo delle eresie. Partiti storici hanno conosciuto lo smacco di dissidi interni culminati in dolorosi distacchi. Gruppi rock granitici e imperituri agli occhi dei fans si sono sciolti come neve al sole per dissapori, invidie e gelosie. Soffia una brutta aria in curva e non da oggi. Già l’anno scorso avevamo assistito ad episodi di intolleranza e dispetto, litigiosità diffusa alternata a faticose azioni di rammendo. Ultimamente la cosa è emersa in tutta la sua evidenza e il profano (ma sì il calciofilo da salotto, quello che sputa sentenze nel mentre se ne resta adagiato sui comodi cuscini dei propri pregiudizi) stenta a capire, non credendo ai suoi occhi quando assiste a confronti a muso duro, se non a zuffe autentiche, tra tifosi della stessa fede. E’ ormai assodato che i gloriosi Panthers hanno conosciuto una diaspora di proseliti, in un crescendo inarrestabile che ha d’un tratto popolato gli spalti di una varia umanità di gruppi e sottogruppi: citiamo tra gli altri gli Ultras Fano, il Centro Storico e i Cani Sciolti. In teoria non vi sarebbe nulla di male, chè viviamo in un Paese libero e ciascuno ha il sacrosanto diritto di difendere le proprie idee, anche in mezzo agli irriducibili del tifo. Già, ma qual è il reale motivo del contendere? Diversi orientamenti politici? Forse. Differenti approcci al modo di comportarsi allo stadio e fuori? Probabile. Legami più o meno trasversali con qualche oscuro burattinaio che agisce nell’ombra? Non è da escludere. La verità, tutta la verità la conoscono solo i diretti interessati. Sia come sia, noi crediamo che un simbolo che da quarant’anni gira l’Italia a testa alta, con onore e coerenza meriti rispetto incondizionato. Come lo esige del resto chi per una qualche ragione dissente dalla linea fino a ieri ritenuta unica e preferisce ora mettersi in proprio. La pluralità di opinioni non è mai dannosa e aiuta anzi a crescere. A patto che si abbandonino la stupida arroganza fine a se stessa, le faide meschine e le ritorsioni, da bambini più che da duri. Armi con cui si è destinati all’ignominioso auto-dissolvimento. Senza che vinca poi nessuno. Chè a perdere sarebbero tutti.

*Opinionista Alma Juventus Fano

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