Sprechi, limiti tecnici e errori banali sotterrano la Vuelle. Ancora cinque partite per smettere di scavarsi la fossa

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3 aprile 2017

La Vuelle sconfitta da Cremona all'Adriatic Arena (Foto Filippo Baioni)

La Vuelle sconfitta da Cremona all’Adriatic Arena (Foto Filippo Baioni)

PESARO – Due azioni simbolo della partita contro Cremona e forse dell’intera stagione: 17esimo minuto, Pesaro è meritatamente avanti di dieci lunghezze e Jasaitis si prende la tripla piedi per terra dalla sua mattonella che, se realizzata, avrebbe portato la Vuelle sul più tredici, con relativo contraccolpo psicologico sull’avversario che invece, nei minuti che la portano all’intervallo, piazza il controbreak che le consente di chiudere il primo tempo sotto di soli tre punti.

Fine del terzo quarto, 47 pari: mancano quattro secondi al termine del periodo e Turner percorre tutto il campo, si costruisce un tiro sbilenco da otto metri, da posizione centrale, che finisce dentro la retina per il più tre cremonese e anche se c’erano ancora dieci minuti da giocare, era il primo segnale di quello che sarebbe successo da lì in avanti.

Due azioni simbolo si diceva, perché non è certamente la prima volta che la Vuelle spreca vantaggi anche importanti, non riuscendo mai a dare la zampata decisiva, finendo per rovinare tutto quello di buono costruito fino al quel momento e non è la prima volta che, una volta finita sotto nel punteggio, non riesce più a girare l’inerzia del match, sprofondando lentamente verso l’inevitabile sconfitta.

E’ bene chiarire comunque, che Cremona ha ampiamente meritato la vittoria, se non altro perché ci ha creduto di più, si è dimostrata più squadra e ha saputo reagire ad un brutto secondo quarto, per poi raggiungere, sorpassare e portare a casa quei due punti che si riveleranno decisivi il prossimo sette maggio.

E se la Vanoli ha meritato di vincere, la Consultinvest ha meritato di perdere, mostrando ancora una volta tutti quei difetti mai risolti in questi sei mesi, l’elenco è lungo: la mancanza di un vero playmaker, avere tra le proprie fila uno straniero come Zavackas che sia Bucchi che Leka, hanno preferito tenere quaranta minuti in panchina, non avere un nucleo italiano all’altezza della serie A, perché Gazzotti e Ceron, al di là dell’ andare sotto la curva battendosi il petto, si sono dimostrati non idonei alla massima serie, non aver affidato la squadra ad un allenatore con un minimo d’esperienza, una volta chiuso il matrimonio con Bucchi, essere riusciti per ben due volte nell’impresa di ingaggiare un giocatore fermo da sei mesi – Jasaitis in estate, Hazell a febbraio – senza dimenticarsi il peccato originale nella costruzione estiva, ovvero la mancanza di un risolutore, dell’uomo capace di caricarsi la squadra sulle spalle, come ad esempio ha fatto Turner ieri nelle fila della Vanoli.

E se con l’elenco dei problemi tecnici, si potrebbe andare avanti con altre tre pagine, è giusto sottolineare che questa Vuelle purtroppo difetta anche caratterialmente, dall’emotivo Thornton del terzo quarto, quello che sbaglia cinque liberi di puro braccino, allo spaesato Hazell, che forse tornerà a livelli accettabili, quando saremo tutti in vacanza, al sempre sopra le righe Ceron, pronto ogni volta a spaccare il mondo, finendo poi per sbagliare le cose più elementari, anche se l’uomo simbolo rimane Jarrod Jones, che continua a segnare 20 punti e catturare 10 rimbalzi ogni domenica, ma che con la testa è tutto meno che da queste parti, perché se c’è da fare un blocco in più per un compagno o alzare le mani in difesa, non ci pensa nemmeno, finendo poi per dare le spalle all’avversario, in una delle ultime azioni chiave del match, quella che ha portato la Vanoli dal più quattro al più sette (53-60), quella che ha lo ha messo anche a sedere, causa cinque falli sul gruppone.

Thornton contro Cremona (Foto Filippo Baioni)

Thornton contro Cremona (Foto Filippo Baioni)

E’ stata la partita degli errori banali, dei canestri sbagliati da mezzo metro senza nessun avversario – almeno cinque – dei liberi finiti sul primo ferro, delle palle vaganti finite regolarmente nelle mani avversarie, delle infrazioni di cinque secondi, delle righe pestate a metà campo, dei tecnici per simulazione, ma non è stata la partita che ci aspettavamo giocasse una squadra che credeva ancora nella salvezza, quelle che nelle stagioni precedenti avevano consentito alla Vuelle di rimanere in serie A, quella che invece è riuscita a giocare Cremona, che a questo punto ha messo la freccia e si prepara tranquillamente a raggiungere quota 20 punti, con un calendario che le sorride e una fiducia in grossa crescita, due fattori sui quali non potrà contare la Consultinvest, attesa già domenica prossima dall’impossibile trasferta di Brindisi e soprattutto, completamente sfiduciata dopo aver perso uno spareggio che non si poteva e doveva perdere, forse è tutto finito su quella tripla fallita da Jasatis o forse si andrà giù per quella messa a segno da Turner al trentesimo, anche se crediamo che tutto nasca a monte, da quell’ingaggio di Zavackas lo scorso Ferragosto, che non faceva parte della lista compilata da Bucchi, che invece aveva dato già il suo beneplacito per ingaggiare Miroslav Todic, ma il lituano si è dovuto ingaggiarlo, perché erano rimasti solo 40.000 dollari in cassa. Ecco forse è tutto partito da lì, ma abbiamo tutta la prossima estate per farcene una ragione.

I PIU’…..

Rotnei Clarke: Di classe non ne ha tantissima, ma è un giocatore capace di andare oltre i propri limiti fisici e di rimanere lucido anche nelle fasi finali, sarebbe servito prima.

Landry Nnoko: Come sarebbe andata a finire con il camerunense in campo nel secondo tempo? Le scuse sono gli alibi dei deboli, ma il rammarico di non averlo avuto a disposizione rimane, perché Nnoko nel primo tempo aveva surclassato Biligha, sia dal punto di vista che tecnico e il suo contributo sarebbe stato comunque molto importante.

… E I MENO DELLA SFIDA PESARO – CREMONA

Jeremy Hazell: 3/09/14: Hazell si presenta ai tifosi della Virtus Bologna con le seguenti parole: “A tirare da fuori mi sento uno dei migliori d’Europa, se non del mondo, se ne sbaglio uno, tre o dieci, penso sempre che il prossimo entrerà, però non mi faccio disturbare dagli errori e penso sempre al prossimo tiro, grazie alla fiducia di coach e squadra”. Va bene la fiducia nei propri mezzi, meno bene avere una meccanica di tiro perlomeno rivedibile, perché la cruda verità è che. nelle sei partite giocate in maglia Vuelle, Hazell ha collezionato un misero 16% dalla linea dei 6.75, con quel 5 su 31 complessivo che contrasta leggermente con le sue convinzioni.

Tiri liberi: 12 su 20, cinque errori arrivati dalle mani di Thornton e tre da quelle di Ceron, ovvero i due presunti migliori tiratori della squadra, ma in partite come queste più che la tecnica, contano gli attributi.

Tiro da tre: Dopo l’illusione di Trento, dove la Vuelle, pur perdendo, aveva finalmente alzato le sue percentuali dal perimetro, contro Cremona si è tornati al solito misero 29%, ormai diventato una triste routine.

Donatas Zavackas: Ma se non è entrato neanche in campo, perché lo mettiamo dalla parte dei cattivi? Proprio per questo, perché in una partita decisiva, con Nnoko fuori per infortunio, il suo allenatore ha preferito tenerlo in panchina per quaranta minuti e non veniteci a dire che non sarebbe servito un altro lungo per le rotazioni.

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

La sconfitta di Caserta nel finale a Brescia, tiene aperta ancora una porticina per la salvezza, anche se i campani hanno quattro punti in più della Vuelle e la prevista vendita di Cinciarini alla Fortitudo Bologna verrà rimandata fino al raggiungimento matematico della salvezza, ma ci stiamo aggrappando ai numeri, senza sapere se esiste ancora la volontà da parte della dirigenza biancorossa di provare a lasciare nulla d’intentato, per raggiungere quota 20 punti. Se ci credessero ancora, non avrebbero passato la settimana precedente allo spareggio con Cremona, in quell’assordante silenzio dietro cui si sono celati dall’esplosione del caso Bucchi. Se ci credessero ancora, si troverebbero diecimila euro per comprare due stranieri al posto di Zavackas e Hazell,o quindicimila se l’infortunio alla schiena di Nnoko si rivelasse più grave del previsto, ingaggiando due-tre giocatori subito pronti all’uso, come Rotnei Clarke, che non sarà un fenomeno, ma che almeno è arrivato al top della sua forma fisica, a differenza di Hazell, che viene definito ancora in forma precampionato e di Zavackas, che sarà bravo a giocare a bowling, ma che ormai è un ex giocatore di pallacanestro. Se ci credessero ancora avrebbero venduto i biglietti per il match del 15 aprile con Caserta, in concomitanza di quelli con Cremona, una sorta di compri due, paghi uno, che non avrebbe riempito le casse societarie – 42858 euro incassati ieri – ma che avrebbe trasmesso la sensazione che in via Bertozzini non l’abbiano già data su. Se ci credessero ancora, Stefano Cioppi oggi dovrebbe essere nominato capo allenatore, con Spiro Leka a coprirgli le spalle, anche perché stiamo assistendo ad una specie di doppia conduzione tecnica, che complica solamente la situazione e crea confusione nel gruppo. Se ci credessero ancora, non dovrebbero mandare il povero Spiro Leka in prima linea da solo, perché le cinque sconfitte della sua conduzione tecnica, non sono che la punta dell’iceberg, di una nave che non ha mai veramente lasciato il porto e continua ad andare a sbattere contro gli stessi scogli.

I tifosi onorano la memoria di "Sciabla" (Foto Filippo Baioni)

I tifosi onorano la memoria di “Sciabla” (Foto Filippo Baioni)

Se domenica a Brindisi si presenteranno gli stessi giocatori e lo stesso allenatore, sarà solo la prima delle cinque partite dal risultato già scritto, cinque sconfitte che porteranno la Vuelle fino alla serie A2 o verso la serie in cui sarà in grado di iscriversi con le poche risorse disponibili in estate e sarà l’ennesima dimostrazione che questa stagione è servita solamente per ripianare i debiti e presentarsi coi conti in ordine, con la parte tecnica che è sempre passata in secondo piano, con buona pace di chi aveva creduto alla favoletta dell’alzata d’asticella.

DAGLI ALTRI PARQUET

Cade per la prima volta in casa la capolista Milano e lo fa in maniera rumorosa, rimediando un ventello dalla lanciatissima Trento, anche se la Dolomiti dovrà fare i conti con gli infortuni occorsi a Baldi Rossi e Marble, risale la classifica Reggio Emilia, che passa a Capo d’Orlando, salendo fino al quinto posto a spese proprio dei siciliani, affiancando a quota 28 Sassari, che supera Brindisi grazie ad un buzzer beater di Trevor Lacey. Pistoia passa al supplementare a Torino, affiancando a quota 24 proprio i piemontesi, mentre Varese espugna Cantù e toglie i brianzoli dalla corsa playoff, in una venticinquesima giornata che si chiuderà stasera con il big match tra Venezia ed Avellino, determinante per stabilire chi arriverà seconda dietro Milano.

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